Germania: arrestati due ex soldati, volevano formare gruppo di mercenari da mandare in Yemen

Pubblicato il 21 ottobre 2021 alle 6:55 in Germania Yemen

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La polizia tedesca ha arrestato, mercoledì 20 ottobre, due ex paracadutisti delle Forze amate, con l’accusa di terrorismo, per aver tentato di formare un gruppo di 150 combattenti da mandare in Yemen. I mandati di arresto sono stati emessi dalla Procura generale federale (Gba) ed eseguiti dall’Ufficio federale di polizia criminale (Bka). La polizia ha perquisito gli appartamenti dei sospettati a Monaco e nel distretto di Calw, vicino alla città di Stoccarda, nonché altri loro locali.

I due, identificati come Arend-Adolf G. e Achim A., avevano deciso, all’inizio del 2021, di formare un’unità paramilitare composta da ex soldati dell’esercito tedesco e membri della polizia. Gli uomini erano già in contatto con almeno sette persone da reclutare e avevano cercato, senza successo, di stabilire una comunicazione con l’Arabia Saudita per ottenere finanziamenti. I piani degli arrestati prevedevano di offrire a Riad la forza di soldati di ventura, la quale sarebbe poi stata impiegata per missioni speciali illegali nello Yemen. 

La motivazione principale era la prospettiva che ogni mercenario guadagnasse circa 40.000 euro al mese, oltre al voler “pacificare” la regione e mettere fine alla guerra, che va avanti da circa 6 anni, in Yemen, tra i ribelli Houthi e il governo, appoggiato dalla coalizione araba a guida saudita. Il conflitto, che ha ucciso decine di migliaia di persone e causato una profonda crisi umanitaria, è in stallo da anni. Oltre alla missione in Yemen, i due sospettati avevano anche pianificato di mettere a disposizione la loro unità per operazioni in altre aree calde. Sugli ex paracadutisti arrestasti gravano le accuse di associazione per omicidio e sequestro di persona, crimini contro l’umanità, associazione terroristica e servizio militare per potenza straniera. 

L’esercito tedesco è stato colpito da vari incidenti simili negli anni passati, che hanno sollevato dubbi sulla portata degli elementi estremisti all’interno dell’esercito. Il caso più importante ha portato allo scioglimento di un’intera compagnia dell’unità d’élite delle forze speciali Kommando Spezialkrafte (KSK), nel luglio 2020, dopo che la polizia aveva sequestrato armi e munizioni in un raid nella proprietà di un soldato del gruppo nello stato orientale della Sassonia.

Da allora, i leader militari e politici hanno lanciato una serie di iniziative volte a prendere provvedimenti contro la diffusione di tale fenomeno nelle istituzioni. In particolare, è stato costituito un comitato per monitorare l’estremismo di destra nelle forze speciali e per proporre misure al fine di combatterlo. Una nuova legislazione è stata  approvata per rendere più facile il licenziamento di soldati di estrema destra e, elemento fondamentale, è stato ordinato al KSK e al resto dell’esercito di rispondere circa le armi e le munizioni mancanti. A tal proposito, circa 48.000 munizioni e 62 chilogrammi di esplosivo erano stati sottratti dalle forze speciali l’anno scorso. Gli esplosivi in questione erano stati utilizzati dal KSK per far saltare in aria facciate di edifici durante missioni speciali all’estero. Stando a quanto dichiarato dall’allora ministro dell’Interno di Berlino, Horst Seehoferl’estremismo di destra rappresenta la principale minaccia alla sicurezza nazionale del Paese e, per tale ragione, la Germania intende adottare misure più rigide per prevenire e contrastare il fenomeno. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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