Russia: intercettati 4 caccia USA sul Mar Nero

Pubblicato il 20 ottobre 2021 alle 12:07 in Russia USA e Canada

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Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha annunciato che due caccia russi SU-30 hanno scortato due bombardieri B-1B e due Boeing KC-135 Stratotanker dell’Aeronautica statunitense lontano dalle acque del Mar Nero.

A riportare le dichiarazioni rilasciate dal suddetto Dipartimento, mercoledì 20 ottobre, è stata l’agenzia di stampa statale russa TASS. Tuttavia, l’episodio si è verificato il giorno precedente, martedì 19 ottobre, quando i dispositivi di controllo dell’Aeronautica russa avevano rilevato la presenza di “obiettivi aerei” che stavano sorvolando le acque internazionali del Mar Nero, dirigendosi verso l’area sotto il controllo della Russia. Pertanto, al fine di prevenire violazioni dello spazio aereo, le Forze Armate russe legate alla Flotta del Mar Nero hanno ordinato il decollo di due Su-30. Il Ministero della Difesa ha poi osservato che, a seguito dell’allontanamento degli aerei militari stranieri, i caccia russi hanno fatto ritorno alla base militare di partenza, effettuando il volo e l’atterraggio in conformità alle regole internazionali di aviazione.

Anche il 28 settembre, il Centro di Controllo per la Difesa Nazionale (NDCC) russo aveva intercettato un caccia RC-135 statunitense mentre stava sorvolando lo spazio aereo del Mar Nero. In tale occasione, il Distretto Militare Meridionale russo aveva ordinato il decollo di un Su-27 per scortare il velivolo degli USA lontano dai confini russi con lo scopo di evitare che lo spazio aereo di Mosca venisse violato.

L’episodio del 19 ottobre è giunto lo stesso giorno in cui il segretario alla Difesa degli USA, Lloyd Austin, ha tenuto con l’omologo ucraino, Andrey Taran, colloqui con focus sulla sicurezza regionale del Mar Nero. Entrambi i funzionari hanno concordato di incrementare la sicurezza nel suddetto bacino idrico, dove la presenza di Mosca, secondo Taran, rappresenta un “pericolo per la navigazione”. Parlando delle analoghe vedute di Kiev e Washington, il ministro ucraino ha dichiarato: “Abbiamo interessi comuni e siamo determinati a continuare consultazioni sulla tematica, nonché a unire le forze con la NATO e con i nostri partner nella regione del Mar Nero per mantenere la stabilità e la sicurezza”.

Le attività di aerei statunitensi e della NATO nei pressi della frontiera russa, nell’ultimo periodo, sono fortemente incrementate. Nello specifico, il 9 luglio, il quotidiano militare russo Krasnaya Zvezda ha reso noto che, da lunedì 5 a venerdì 9 luglio, i sistemi radar della Federazione hanno intercettato un totale di 51 aerei stranieri svolgere esercitazioni nei pressi dei confini del Paese, tra questi vi erano 46 aerei da ricognizione e 5 droni. Non è la prima volta che le autorità russe pongono l’accento sull’aumento delle esercitazioni militari della NATO nei pressi della Russia. In precedenza, il 25 marzo, il capo della Commissione per la Difesa e la Sicurezza del Consiglio della Federazione (CF), il colonnello Viktor Bondarev, aveva dichiarato che, nel 2021, il numero di voli di ricognizione della NATO vicino al confine di Stato russo era incrementato di oltre il 30%.

Da parte loro, gli Stati Uniti ritengono che tali esercitazioni mirino a dimostrare alle Forze Armate russe la “capacità di poter eseguire continuamente missioni di volo e di agire prontamente a sostegno di alleati e partner”. In particolare, gli USA e la NATO hanno più volte espresso preoccupazione per la crescente capacità militare della Russia, e temono il potenziamento dei contingenti di Mosca e la sua “propensione a invadere la sovranità di altri Paesi”, in riferimento all’annessione della Crimea, avvenuta il 16 marzo 2014. Per tale motivo, il maggior coinvolgimento della NATO viene legittimato alla luce delle azioni della Russia. Al contrario, per Mosca, il dispiegamento di contingenti NATO vicino i propri confini viene interpretato come una minaccia per la sicurezza della nazione. Secondo il Ministero della Difesa russo, aerei e navi statunitensi si avvicinano regolarmente ai propri confini, talvolta simulando attacchi missilistici.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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