Qatar: rimpasto di governo, 13 i nuovi ministri

Pubblicato il 20 ottobre 2021 alle 16:31 in Medio Oriente Qatar

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L’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, ha effettuato, il 19 ottobre, un rimpasto di governo, nominando, tra gli altri, un nuovo ministro delle Finanze e creando un nuovo dicastero, il Ministero dell’Ambiente e dei Cambiamenti climatici.

Con le modifiche appena annunciate, il numero dei Ministeri è passato da 16 a 21, in quanto sono stati separati alcuni dicasteri, tra cui quelli della Cultura da Sport e Gioventù, delle Comunicazioni da Trasporti e Informatica, mentre il Ministero dell’Istruzione è stato rinominato in Istruzione e Istruzione superiore.

Ad essere posto alla guida del Ministero delle Finanze vi è Ali Bin Ahmad al-Kuwari, il quale andrà a ricoprire un incarico già svolto in qualità di ministro ad interim, a seguito dell’arresto del suo predecessore, Ali Sherif al-Emadi, accusato di corruzione e appropriazione indebita. Al-Kuwari ha già effettuato missioni all’interno dell’esecutivo di Doha, in qualità di ministro del Commercio e dell’Industria, mentre, prima di entrare a far parte del governo, nel 2018, è stato amministratore delegato della Qatar National Bank, considerata la maggiore banca nella regione del Golfo Arabo.

Secondo quanto annunciato il 19 ottobre, Faleh bin Nasser al-Thani guiderà, invece, il Ministero appena creato, dell’Ambiente e dei Cambiamenti climatici, in uno dei principali esportatori di gas naturale liquefatto a livello internazionale, il Qatar, e settimane prima di una conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La nuova squadra governativa comprende, poi, due donne, Buthaina bint Ali al-Jabr al-Nuaimi e Maryam bint Ali bin Nasser al-Misnad, poste a capo dei Ministeri dell’Istruzione e dello Sviluppo sociale e della Famiglia, le quali si uniscono alla ministra della Salute, Hanan Mohamed al-Kuwari, sinora l’unica donna del gabinetto qatariota.  Il Ministero del Commercio e dell’Industria sarà ora guidato dallo sceicco Mohammed bin Hamad al-Thani, mentre non sono state apportate modifiche ai portafogli di Energia, Esteri e Difesa.

Il rimpasto di governo è stato effettuato a poche settimane di distanza da un evento ritenuto essere significativo per il Qatar, le elezioni legislative, le prime per la storia del Paese del Golfo. Queste si sono tenute il 2 ottobre, mentre il 14 ottobre, l’emiro ha completato la formazione del Consiglio della Shura. Così come sancito dalla Costituzione qatariota, il Consiglio della Shura è composto da 45 seggi in totale. L’elettorato qatariota ha eletto 30 membri, pari a due terzi, mentre gli altri 15 membri, tra cui due donne, sono stati nominati dall’emiro tramite la risoluzione numero 56 del 2021.

L’organismo legislativo qatariota detiene poteri relativamente forti rispetto alle altre monarchie del Golfo. Il Consiglio della Shura è responsabile dell’approvazione, del rifiuto e dell’emanazione di politiche statali generali e proposte di legge, nonché del controllo del bilancio dello Stato. Parallelamente, la Costituzione concede a ogni membro del Consiglio della Shura il diritto di porre sotto interrogatorio il primo ministro o qualsiasi altro membro della squadra governativa, per chiarire questioni di propria competenza. Circa il voto di fiducia a un ministro, questo può essere richiesto da 15 membri, mentre una eventuale mozione di sfiducia deve essere approvata da due terzi dell’organismo consultivo. Al contempo, l’emiro ha il diritto di sciogliere il Consiglio della Shura, ma deve motivare la sua scelta. Una volta sciolto, le nuove elezioni devono tenersi entro un massimo di sei mesi. In tale lasso temporale, è l’emiro, coadiuvato dal Consiglio dei ministri, ad assumere poteri legislativi.

Al momento, ci si interroga sul modo in cui il governo di Doha si relazionerà con il Consiglio della Shura neoeletto. È probabile che il Parlamento si concentrerà soprattutto su politiche di governo generali e non su questioni legate alla sicurezza e che incidono sulla redditività economica del Paese, così da non entrare in contrasto con l’esecutivo. Un primo banco di prova potrebbe essere il dibattito sulla cittadinanza inclusiva, soprattutto dopo che la legge elettorale emanata a luglio ha suscitato un ampio e intenso dibattito nazionale su chi può votare e candidarsi. La nuova legge ha concesso diritto di voto solo ai qatarioti la cui famiglia era presente sul territorio già prima del 1930 e hanno continuato a viverci.

Ad ogni modo, l’istituzione di un organo legislativo eletto in Qatar è stata considerata una pietra miliare in termini di partecipazione politica, che potrebbe spianare la strada verso l’evoluzione della cultura politica della nazione, offrendo ai cittadini l’opportunità di avere una relazione più interdipendente con il proprio governo.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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