Il Pakistan blocca un’incursione sottomarina indiana

Pubblicato il 20 ottobre 2021 alle 11:20 in India Pakistan

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La Marina del Pakistan ha dichiarato di aver “rilevato e bloccato” un sottomarino militare indiano che stava per entrare nelle acque territoriali pakistane, nella sera di sabato 16 ottobre.

Secondo un comunicato diffuso tre giorni dopo dai militari pakistani, il sottomarino era stato già rilevato e rintracciato da aerei da pattugliamento marittimo a lungo raggio della Marina pakistana. La dichiarazione è stata accompagnata da un video che sembrerebbe mostrare riprese a infrarossi sottomarine scattate il 16 ottobre tra le 23:18 e le 23:36, ora locale. Il tag di posizione geografica del “bersaglio” nel filmato lo posizionerebbe a circa 283 km a Sud della città costiera pakistana di Karachi, la più grande metropoli del Paese. La posizione sarebbe appena all’interno del confine della Zona Economica Esclusiva (ZEE) del Pakistan, un’area di acque costiere e fondali marini su cui i Paesi hanno diritti economici esclusivi, ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. I limiti marittimi territoriali, oltre i quali i paesi detengono diritti sovrani esclusivi, si estendono a 22 km al largo della costa, mentre la ZEE si estende a 370 km.

 Il governo indiano non ha ancora risposto all’accusa.

L’episodio del 16 ottobre è stato la terza volta in cui l’Esercito pakistano ha affermato di aver rilevato un sottomarino indiano dal 2016. Le due precedenti incursioni si sarebbero verificate nel novembre 2016 e nel marzo 2019. Quest’ultima si era verificata dopo che, il 14 febbraio 2019, un attentato suicida rivendicato dall’organizzazione terroristica nota come Jaish-e-Muhammad (JeM) nella zona indiana del Kashmir aveva causato la morte di 44 persone. Il successivo 26 febbraio, Nuova Delhi aveva quindi avviato un’operazione aerea nel territorio pakistano ma, il giorno dopo, Islamabad aveva abbattuto 2 jet indiani, catturando un pilota. Tale momento di accresciute tensioni era stato smorzato dalla riconsegna del pilota ma le relazioni bilaterali indo-pakistane sono rimaste tese.

Il nodo centrale delle tensioni tra India e Pakistan riguarda il Kashmir che è situato tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte. La parte centro-meridionale della zona, il Jammu e Kashmir, è amministrato dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, a Nord-Ovest, sono sotto la giurisdizione del Pakistan e l’area a Nord-Est, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. Tale ripartizione non è riconosciuta dagli attori coinvolti tant’è vero che Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra.

India e Pakistan hanno combattuto tre conflitti maggiori e altri minori dal 1947, anno in cui entrambi hanno ottenuto l’indipendenza dal dominio coloniale inglese. Due tra le tre guerre di maggiore portata avevano riguardato proprio la regione del Kashmir. Di fronte alle tensioni nate dalle rivendicazioni concorrenti, l’Onu aveva quindi istituito la Linea di controllo (LoC), dove è in atto un cessate il fuoco dal 2003 che le parti, però, violano spesso e che il 25 febbraio scorso si sono nuovamente impegnate a rispettare. Al contempo, da decenni, nella parte indiana ci sono gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del territorio o per unirsi al Pakistan, accusato dall’India di armare tali militanti.

Islamabad e Nuova Delhi si sono più volte accusate di perpetrare clandestinamente o di ordinare attacchi terroristici l’una nel territorio dell’altra.  Lo scorso 24 novembre, ad esempio, le autorità pakistane avevano consegnato al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, un dossier in cui l’India era stata formalmente accusata di alimentare il terrorismo in Pakistan. Il governo pakistano aveva sostenuto di essere in possesso di prove che confermerebbero il legame e il sostegno dell’India alle organizzazioni terroristiche pakistane quali l’organizzazione dei talebani pakistani, nota come Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) e i separatisti di etnia baloch. L’India, da parte sua, ha sempre negato tali insinuazioni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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