L’Iran è interessato all’acquisto di caccia russi

Pubblicato il 20 ottobre 2021 alle 19:22 in Iran Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 20 ottobre, il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, il generale Mohammad Bagheri, ha definito “costruttivi” i colloqui con l’omologo russo, Valery Gerasimov, e il ministro della Difesa della Federazione, Sergei Shoigu, affermando di aver avviato i negoziati con il Cremlino per l’acquisto di caccia di fabbricazione russa.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate da Bagheri nel corso di un’intervista esclusiva all’agenzia di stampa iraniana IRNA, durante la sua visita a Mosca, iniziata lunedì 18 ottobre. Il giorno prima del suo arrivo nella capitale russa, Bagheri aveva annunciato l’intenzione di discutere con il ministro della Difesa russo degli ultimi sviluppi in Afghanistan, e, soprattutto, della firma di un accordo per l’acquisto di velivoli russi. “Stiamo attualmente negoziando [con Mosca] sull’attuazione di accordi per l’acquisto di caccia ed elicotteri russi”, ha rivelato l’agenzia di stampa Fars, citata da RIA Novosti, riportando quanto dichiarato da Bagheri.

Il bilaterale tra Shoigu e Bagheri si è tenuto il 19 ottobre. Nel corso dell’incontro, il ministro russo ha dichiarato che la Federazione è decisa a sviluppare la cooperazione militare con l’Iran, nella sua natura più dinamica e multiforme. “Siamo pronti a continuare a dedicare ogni sforzo per incrementare la crescita delle nostre relazioni bilaterali”, ha dichiarato Shoigu. In risposta, il capo di Stato Maggiore iraniano ha affermato che la “portata della cooperazione” tra Mosca e Teheran è “senza precedenti”. Inoltre, Bagheri ha anche ringraziato Shoigu e, in generale, la leadership russa, per aver supportato e permesso all’Iran di diventare membro permanente della Shangai Cooperation Organization (SCO), il 17 settembre. Per quanto riguarda l’intenzione di Teheran di acquistare prodotti bellici russi, Bagheri ha rivelato che l’accordo sarà sottoscritto dopo la fine dell’embargo che le Nazioni Unite hanno posto, nell’ottobre del 2020, sull’esportazioni di armi verso l’Iran.

Dal vertice, inoltre, è emerso che l’asse Russia-Iran prevede di avviare i lavori di una Commissione militare congiunta, che si dovrebbe incontrare tra dicembre 2021 e gennaio 2022, a Teheran. In tale occasione, le parti discuteranno di legami militari bilaterali, dell’industria della difesa e dei contratti militari, ma anche della situazione in Siria e, infine, della sicurezza regionale e della lotta al terrorismo.

I colloqui hanno altresì permesso a Mosca e Teheran di confrontare i propri approcci sulle ultime questioni di politica internazionale, quali la guerra in Siria e la situazione in Afghanistan. Per quanto riguarda il primo punto, Shoigu ha osservato che Iran e Russia stanno contrastando attivamente il terrorismo internazionale. “Possiamo continuare a svolgere questo lavoro anche in altre regioni”, ha dichiarato il ministro russo, affermando che grazie allo sforzo congiunto delle due potenze il governo siriano, guidato da Bashar al-Assad, si è rafforzato.

Mettendo in rilievo la cooperazione tra Iran e Russia nel campo del terrorismo internazionale, soprattutto in Siria e in Iraq, Bagheri ha sottolineato che gli Stati Uniti dovrebbero essere consapevoli della necessità di evacuare le proprie forze militari da alcuni paesi del Sud-Ovest Asiatico, non fornendo ulteriori dettagli.

La vicinanza dei due Paesi, inoltre, è anche evidente nell’approccio adottato rispetto all’Afghanistan, ha affermato il capo di Stato Maggiore iraniano. Ad accomunare Mosca e Teheran è la lotta al terrorismo, soprattutto perché i due Paesi temono che l’instabilità attuale della situazione in Afghanistan possa essere sfruttata da alcune organizzazioni terroristiche presenti nel Paese, come ad esempio l’Isis. Infine, è importante sottolineare che l’Iran e la Russia si sono sempre sostenuti a vicenda nell’arena internazionale, soprattutto grazie alla visione analoga che adottano in relazione alla Siria, al Caucaso, al Golfo Persico e al Mar Rosso. Pertanto, Bagheri ha dichiarato che il leader supremo dell’Iran, Ayatollah Ali Khamanei, e il presidente, Ebrahim Raisi, attribuiscono particolare importanza all’espansione delle relazioni con la Russia.

In precedenza, l’11 giugno, la testata statunitense The Washington Post aveva reso noto che l’Iran aveva avviato negoziati con la Russia per la fornitura di un sistema satellitare avanzato, il Kanopus-V. Il prodotto, di fabbricazione russa, è dotato di una telecamera ad alta risoluzione che migliorerebbe notevolmente le capacità di spionaggio militare dell’Iran, permettendogli di monitorare regolarmente le strutture più disparate, dalle raffinerie petrolifere del Golfo Persico alle basi militari israeliane, fino a giungere agli insediamenti militari iracheni che ospitano truppe statunitensi. Gli USA non avevano accolto con favore la notizia poiché temono che l’Iran possa condividere le immagini satellitari con gruppi di milizie filo-iraniane in tutta la regione, dai ribelli Houthi che combattono contro le forze governative sostenute dai sauditi nello Yemen, ai combattenti di Hezbollah nel Sud del Libano, fino alle milizie sciite in Iraq e in Siria. In tale quadro, è rilevante sottolineare che più di una volta le milizie iraniane sono state ritenute responsabili o direttamente connesse ad attacchi missilistici sferrati contro le basi militari irachene che ospitavano militari statunitensi. Tuttavia, durante un’intervista rilasciata, il 14 giugno, all’emittente statunitense NBC, il presidente russo, Vladimir Putin, ha negato l’esistenza di tali trattative.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.