Libia: cifre record per i ricavi petroliferi di settembre

Pubblicato il 20 ottobre 2021 alle 11:05 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La compagnia petrolifera statale della Libia, la National Oil Corporation (NOC) ha riferito che i ricavi netti dalle vendite di petrolio greggio, gas, condensati, prodotti petroliferi e petrolchimici hanno raggiunto livelli record nel mese di settembre scorso, pari all’incirca a 1,8 miliardi di dollari.

In particolare, la cifra raggiunta è stata pari a 1.667.406.112 dollari per il petrolio greggio e 92.042.490 dollari per gas e condensati. Al contempo, i ricavi netti dei prodotti petroliferi sono stati pari a 33.717.871 dollari, mentre i ricavi petrolchimici hanno raggiunto quota 3.057.265 dollari, a cui vanno aggiunti 5.277.821 euro. Alla luce di ciò, i ricavi netti complessivi delle vendite di petrolio in dollari statunitensi sono ammontati a 1.796.223.741 dollari. Come specificato dalla compagnia stessa, si tratta di una conseguenza dell’aumento dei prezzi a livello internazionale, oltre che dell’incremento della produzione petrolifera del Paese Nord-africano stesso. Ad ogni modo, ha segnalato NOC, i ricavi del mese di settembre non comprendono royalties e tasse, mentre alla stazione di Ubari sono state trasferite spedizioni di greggio, a carico della Società generale dell’energia elettrica libica, per un valore di 23.914.701 dollari. Non da ultimo, la Mellitah Oil Company ha ricevuto quantitativi di greggio destinati alla produzione di energia elettrica, per un valore di 3.263.565 dollari. Questi sono stati addebitati alla società per essere successivamente regolati.

“Siamo tutti contenti”, ha commentato il presidente di NOC, Mustafa Sanalla, al momento protagonista di divergenze, dopo essere stato sospeso, il 18 ottobre, dal Ministero del Petrolio libico. Al di là del contenzioso, Sanalla ha parlato di tassi di produzione petrolifera “meravigliosi” e di segnali incoraggianti provenienti dal boom dei prezzi dell’ultimo periodo. “Ci aspettiamo una significativa riduzione del deficit di bilancio pubblico”, ha affermato il capo di NOC, dicendosi ottimista sul fatto che la stabilità finanziaria contribuirà a creare un ambiente idoneo agli investimenti, soprattutto nelle infrastrutture del settore petrolifero nazionale. Tuttavia, Sanalla ha affermato che, “nonostante le buone notizie”, il rapporto tra la National Oil Corporation e il Ministero del petrolio e del gas libico è stato segnato da una serie di problemi e i risultati raggiunti non possono essere preservati senza una cooperazione basata sul rispetto del ruolo svolto da NOC. “Non permetteremo che questo ruolo regredisca o che l’immagine di NOC venga distorta a livello internazionale”, ha dichiarato Sanalla, il quale ha aggiunto che la propria compagnia rispetterà le direttive del primo ministro, anche quest’ultimo consapevole della necessità di cooperazione e integrazione tra il dicastero e la compagnia petrolifera, le quali dovrebbero porre l’interesse pubblico al primo posto.

Nell’annunciare i risultati ottenuti a settembre 2021, NOC si è detta disposta a continuare con il medesimo ritmo a livello di produzione ed esportazione, consapevole che eventuali “chiusure illegali” dei giacimenti rispondano solo agli “interessi di chi ha obiettivi nascosti”. Motivo per cui, ha riferito la compagnia, il presidente del consiglio di amministrazione ha tenuto una serie di riunioni nell’Est libico, le quali hanno portato a risultati postivi. In particolare, tutti gli attori coinvolti hanno riferito che profonderanno sforzi per garantire la “stabilità della produzione e la continuità delle esportazioni”. “Queste visite annunciate sono state effettuate con la conoscenza e l’approvazione del primo ministro”, ha sottolineato Sanalla, secondo cui le direttive del premier sono indice dell’importanza data dal governo alla “comunicazione sugli aspetti tecnici in materia petrolifera, la bussola del percorso per il lavoro di NOC e delle società controllate”.

Già a luglio scorso, NOC aveva annunciato di aver realizzato ricavi complessivi pari a oltre 2 miliardi di dollari, 1,96 dei quali ottenuti dall’esportazione di greggio. Secondo i dati forniti dalla Libyan Foreign Bank, invece, nel primo semestre del 2021, i ricavi petroliferi della Libia hanno registrato un aumento del 55% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 5,25 a 9,53 miliardi di dollari. In tale quadro, la Banca mondiale  ha riferito che, nella prima metà del 2021, la produzione di petrolio in Libia è stata in media di 1,2 milioni di barili al giorno (mb/g), in crescita rispetto a una media di 0,3 mb/g nei primi 9 mesi del 2020 e di 0,9 mb/g nel quarto trimestre dello scorso anno. Pertanto, riferisce la Banca mondiale, la produzione di petrolio è tornata ai livelli del 2019, in un momento in cui la svalutazione della valuta registrata a gennaio 2021 ha in gran parte rimosso l’ampio e crescente divario tra mercato nero e tassi ufficiali.

L’economia libica, ancora non diversificata, si basa sulle attività legate a petrolio e gas per oltre il 60% della produzione economica aggregata e per oltre il 90% sia delle entrate fiscali sia delle esportazioni. Prima del 2013, i ricavi petroliferi oscillavano tra 40 e 45 miliardi di dollari. Secondo la Banca Centrale libica a Tripoli, le entrate “perse” dal blocco derivante dal conflitto sono ammontate a circa 11 miliardi di dollari l’anno, mentre la NOC ha riferito di aver subito perdite pari a circa 231 miliardi in nove anni. La produzione di petrolio era diminuita già nel 2013, a 933.000 barili al giorno, e ha continuato a vacillare, a causa del conflitto, fino a raggiungere un milione di barili al giorno nel 2019 e una media di 322.000 barili al giorno a fine 2020.

A peggiorare la già fragile situazione economica e sociale vi è stata la pandemia di Covid-19, la quale ha colpito un Paese con infrastrutture e servizi sanitari limitati. Ora, nel bilancio 2021, il governo ha calcolato il prezzo di un barile di petrolio a 45 dollari, a un tasso di esportazione di 1.250 milioni di barili al giorno. Tuttavia, nel mercato internazionale, il prezzo di un barile ha superato i 74 dollari. Secondo il governatore della Banca centrale della Libia, Siddiq al-Kabir, la Libia necessita di produrre 1,7 milioni di barili al giorno per raggiungere la sostenibilità finanziaria. In base alle stime del Fondo Monetario Internazionale, il prezzo di un barile di petrolio dovrebbe raggiungere 57 dollari per raggiungere l’equilibrio fiscale, nel 2021, e 70,3 dollari, il prossimo anno.

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.