La Cina guarda al sistema bancario nigeriano

Pubblicato il 20 ottobre 2021 alle 16:16 in Cina Nigeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ambasciatore cinese in Nigeria, Cui Jianchun, ha annunciato di essere in trattative con alcune delle grandi banche cinesi per stabilire operazioni in occasione delle celebrazioni per la festività cinese di metà autunno nella capitale della Nigeria, Abuja, il 21 settembre, come riferito da The Diplomat.

Cui ha parlato dei crescenti legami tra Nigeria e Cina e dell’importanza del settore e dei sistemi bancari per lo sviluppo di entrambi i Paesi, accennando a potenziali conversazioni con la Banca centrale nigeriana e il governo di Abuja sulla creazione di una presenza bancaria cinese in Nigeria. Da un lato, questa nuova proposta della Cina rappresenta un’opportunità per Pechino per integrarsi ulteriormente con il sistema finanziario del continente. Dall’altro, per la Nigeria, potrebbe essere un’occasione per proporsi come hub finanziario per il continente.  Per la Cina, poi, l’istituzione di banche in Nigeria e successivamente in tutto il continente contribuirebbe a raggiungere il suo obiettivo di far diventare lo yuan una valuta di riserva globale.  Per Arthur Dong, un professore di strategia ed economia della Georgetown University, Pechino avrebbe scelto la Nigeria per un motivo specifico, ovvero il petrolio. Il Paese africano, essendo uno Stato membro dell’OPEC, registra le sue vendite di petrolio in dollari e l’ultima mossa annunciata avrebbe come scopo quello di persuadere il settore energetico in Nigeria ad accettare pagamenti per il suo petrolio in yuan. I vantaggi derivanti da un potenziale intreccio del sistema finanziario nigeriano con quello cinese sarebbero però ancora lontani dall’essere realizzati.

La proposta di legami finanziari più approfonditi potrebbe rappresentare un consolidamento nelle relazioni Cina-Nigeria.  Nell’aprile 2018, i due Paesi avevano firmato un accordo di scambio delle valute triennale che ha visto la Nigeria trasferire alcune delle sue riserve estere in Cina, per 15 miliardi di yuan o 720 miliardi di naira. L’accordo era stato l’inizio di un cambiamento nei rapporti di Pechino con l’intero continente africano, dove gli accordi finanziari erano da tempo incentrati sui prestiti per le infrastrutture e il commercio. Nel 2020, lo Zimbabwe è diventato il quarto Paese africano dopo Sudafrica, Nigeria e Ghana a firmare un accordo di scambio di valuta con la Cina.

Come riferito da The Diplomat, al momento, la Cina è il partner commerciale dell’Africa subsahariana. Dall’inizio degli anni 2000, il commercio della Cina con l’Africa è aumentato di oltre il 2.000%, raggiungendo i 200 miliardi di dollari nel 2019. Oltre a questo, dal punto di vista imprenditoriale, a partire dal 2017, sono state oltre 10.000 le aziende di proprietà cinese ad operare in tutto il continente, per un valore di oltre 2 trilioni di dollari. La Cina si è posizionata come una superpotenza in crescita che offre partenariati economici diversi dall’Occidente. Pur fornendo prestiti e investimenti ai Paesi africani, in conformità con la politica cinese di non interferenza, questi non hanno alcun vincolo, e Pechino è così in grado di sviluppare nuovi alleati.

In un contesto globale di allontanamento dall’economia guidata dal petrolio e dai combustibili fossili, che potrebbe richiedere decenni o addirittura un secolo, poi, la Cina è un attore importante e in crescita nella fornitura di elementi quali le terre rare che dovrebbero prendere il posto del petrolio, secondo The Diplomat. Nell’effettuare una transizione verso l’energia pulita sostenibile, materiali come litio, cobalto, praseodimio e altre risorse essenziali per la produzione di auto elettriche, cloud e quantum computing, dispositivi medici e di telecomunicazione sono di fondamentale importanza. A tal fine, la Cina si è fatta strada in Nigeria e nel resto dell’Africa. Ad oggi, Pechino ha ottenuto concessioni e diritti estrattivi in vari Paesi africani, come la Repubblica Democratica del Congo dove le sue attività si concentrano sul cobalto e in Nigeria dove ha accesso alle miniere d’oro.

Tuttavia, guardando alla bilancia commerciale dell’Africa con la Cina, nel 2019, il deficit commerciale è stato di oltre 17 miliardi di dollari in favore di Pechino. A causa della natura dei mercati africani, in cui le esportazioni sono dominate da beni primari, paesi come la Nigeria hanno un forte squilibrio commerciale con la Cina. Il valore della produzione delle merci spesso non è abbastanza alto da creare posti di lavoro locali, quindi vengono spedite in Cina per la lavorazione e poi reimportate nel Paese. Per The Diplomat, questo deficit ha sostanzialmente spostato la dipendenza economica dell’Africa dai suoi vecchi partner coloniali alla Cina.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.