Haiti: chiesto un riscatto da 17 milioni di dollari per i missionari rapiti

Pubblicato il 20 ottobre 2021 alle 9:42 in America centrale e Caraibi

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La gang haitiana “400 Mawozo”, responsabile del rapimento di 17 missionari dell’associazione Christian Aid Ministries, ha chiesto un riscatto da 17 milioni di dollari per la liberazione degli ostaggi, ovvero 1 milione di dollari a testa. Il ministro della Giustizia, Liszt Quitel, ha assicurato all’agenzia di stampa Reuters che sono in corso colloqui con i rapitori per chiedere il rilascio delle vittime. Quitel ha confermato l’ammontare del riscatto, reso noto ieri, martedì 19 ottobre, dal Wall Street Journal e dalla CNN. Quest’ultima ha specificato che i sequestratori sono entrati in contatto direttamente con il Christian Aid Ministries, al quale hanno comunicato la cifra richiesta. L’FBI e la polizia haitiana hanno supportato il gruppo nel processo di negoziati con l’opposizione. Dalla scomparsa del gruppo ad oggi, diverse chiamate sono avvenute tra i rapitori e l’associazione missionaria.

Il Christian Aid Ministries, con sede in Ohio, ha chiesto alla popolazione di pregare per “le autorità civili haitiane e americane che stanno lavorando per risolvere questa situazione”. Tra i 17 ostaggi (16 americani e un canadese), ci sono 5 bambini, tra cui uno di 8 mesi. Sono stati rapiti in una zona chiamata Croix-des-Bouquets, a circa 13 km dalla capitale, un’area dominata dai membri della banda dei 400 Mawozo. L’FBI ha assicurato che le sue indagini fanno parte del tentativo del governo USA di portare in salvo gli americani.

Il governo degli Stati Uniti è “incessantemente concentrato” sul caso e in costante comunicazione con la polizia haitiana e con la chiesa dei missionari, ha riferito ai giornalisti il segretario di Stato USA, Antony Blinken, a Quito, dopo un incontro con il presidente e il ministro degli Esteri dell’Ecuador. “Sfortunatamente, questo è anche indicativo di un problema molto più ampio e questa è una situazione di sicurezza che è semplicemente insostenibile”, ha aggiunto, riferendosi alle bande che, a suo dire, controllano diversi quartieri di Port-au-Prince. Da martedì 19 fino a giovedì 21 ottobre, Blinken è in America Latina per un tour in Ecuador e Colombia. 

Ad aprile, 7 persone (5 sacerdoti e 2 suore), di cui due di nazionalità francese, erano state rapite a Croix-des-Bouquets e rilasciate nello stesso mese. Quitel ha rivelato al Wall Street Journal che, in quel caso, era stato pagato un riscatto per il rilascio di 2 preti. I rapimenti sono diventati una pratica comune ad Haiti nel mezzo di una crescente crisi politica ed economica, con almeno 628 incidenti registrati nei primi 9 mesi del 2021, secondo un rapporto del Centre d’analyse et de recherche en droits de l’homme (CARDH), una Ong haitiana. Lunedì 18 ottobre, la popolazione ha organizzato uno sciopero nazionale per protestare contro i crimini di gruppo e i rapimenti, che sono in aumento da anni e sono peggiorati dall’assassinio del presidente Jovenel Moise, il 7 luglio di quest’anno. A Port-au-Prince, i negozi hanno riaperto martedì e il trasporto pubblico ha ripreso a circolare nella stessa giornata. Spesso, gli impiegati nel settore dei trasporti pubblici sono bersaglio dei rapimenti da parte delle bande armate locali. Raramente, i sequestri coinvolgono gli stranieri. La maggior parte delle volte, le vittime sono haitiani della classe media che possono mettere da parte i soldi per pagare un eventuale riscatto prendendo in prestito denaro dalla famiglia o vendendo proprietà.

Quasi un anno fa, la polizia haitiana ha rilasciato un mandato d’arresto per Wilson Joseph, presunto leader di “400 Mawozo”, con l’accusa di omicidio, tentato omicidio, rapimento, furto d’auto e dirottamento di camion che trasportano merci. L’uomo viene soprannominato “Lanmò Sanjou”, che significa “la morte non sa che giorno arriverà”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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