Etiopia: nuovo attacco aereo su Mekelle

Pubblicato il 20 ottobre 2021 alle 14:42 in Africa Etiopia

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Un secondo raid aereo ha colpito, nella mattinata di mercoledì 20 ottobre, la capitale dello Stato regionale del Tigray, Mekelle. Lo ha riferito Tigrai TV, l’emittente televisiva di proprietà delle forze regionali. Il primo bombardamento sulla città era stato effettuato dall’aeronautica etiope due giorni fa, il 18 ottobre. 

Secondo la fonte, questo secondo raid avrebbe preso di mira il centro di Mekelle. L’emittente ha pubblicato immagini di quelle che sembravano colonne di fumo che salivano verso il cielo, ma l’agenzia di stampa Reuters, che ha riportato la notizia, ha ammesso di non essere ancora riuscita a geolocalizzare le fotografie. Tigrai TV ha precisato che l’attacco sarebbe avvenuto alle 10:24 di questa mattina. Un portavoce del governo etiope, Legesse Tulu, ha specificato che l’offensiva aerea dell’esercito federale avrebbe preso di mira edifici dove le forze ribelli del Tigray stavano nascondendo gli armamenti. Tulu ha poi affermato di non avere informazioni su eventuali vittime. Una fonte umanitaria che opera a Mekelle ha riferito a Reuters che l’attacco sarebbe avvenuto in un’area della città chiamata 05 Kebelle, nei pressi di una fabbrica di cemento situata nella periferia della città.

Le forze ribelli del Tigray hanno accusato il governo etiope di bombardare la capitale regionale per costringere il gruppo alla resa. Gli attacchi avvengono mentre si intensificano i combattimenti in altre due regioni, quella di Amhara e di Afar, dove l’esercito sta cercando di recuperare i territori occupati dai ribelli tigrini. “Gli attacchi aerei federali su Mekelle sembrano essere parte degli sforzi per indebolire la resistenza armata del Tigray, che ha recentemente ottenuto ulteriori guadagni nella regione orientale di Amhara, con combattimenti in corso in alcune aree”, ha affermato Will Davison, analista senior, esperto di Etiopia, presso l’International Crisis Group di Bruxelles. “Insieme alla maggiore disponibilità di uomini, il controllo dei cieli è una delle poche aree di vantaggio militare rimaste al governo federale”, ha aggiunto Davison.

Il 18 ottobre, nel primo raid sferrato su Mekelle, il governo dell’Etiopia ha ammesso di aver condotto un’offensiva per prendere di mira obiettivi ribelli. Secondo alcuni testimoni e fonti locali legate alle forze del Tigray, gli attacchi aerei avrebbero però colpito alcuni punti della città, tra cui un mercato e un albergo, uccidendo almeno 3 persone. Nello specifico, l’agenzia di stampa statale etiope ha sottolineato che i raid avrebbero colpito i mezzi e le apparecchiature di comunicazione utilizzate dal Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF) e ha aggiunto che “le misure per prevenire le vittime civili durante gli attacchi aerei sarebbero state adottate con successo”. Tuttavia, un portavoce delle autorità del Tigray che vive a Mekelle, Kindeya Gebrehiwot, ha dichiarato all’Associated Press che un mercato sarebbe stato bombardato nel corso di una mattinata affollata e che molte persone sarebbero rimaste ferite. Un altro residente, parlando in condizione di anonimato, ha affermato che il primo attacco aereo delle forze governative sarebbe avvenuto appena fuori città e che tre bambini della stessa famiglia sarebbero stati uccisi. La fonte ha aggiunto che almeno 7 persone sono rimaste ferite in un attacco successivo, nel quale una struttura alberghiera sarebbe stata gravemente danneggiata.

Circa una settimana fa, l’11 ottobre, l’esercito nazionale etiope ha lanciato un’offensiva cosiddetta “finale” contro le forze della regione settentrionale del Tigray, sferrando attacchi su vari fronti, dallo Stato regionale di Amhara a quello di Afar. Il mese scorso, l’ufficio del primo ministro Abiy aveva affermato che il TPLF “stava soffrendo grandi perdite” ed era stato “allontanato” da Afar. Al contrario, il gruppo aveva riferito di essersi ritirato dalla regione per concentrarsi su altre aree. Nell’Amhara, si starebbe combattendo in particolare vicino alla città di Weldiya e nelle aree di Haro e Chifra, vicino al confine regionale con il Tigray. I media internazionali hanno segnalato l’interruzione di numerose connessioni telefoniche e la difficoltà di verificare le informazioni sullo sviluppo del conflitto.

L’operazione dell’esercito federale etiope nella regione del Tigray era iniziata, il 4 novembre 2020, dopo che il TPLF era stato ritenuto responsabile di aver attaccato una base militare delle forze governative a Dansha, con l’obiettivo di rubare l’equipaggiamento militare in essa contenuto. Abiy aveva accusato il TPLF di tradimento e terrorismo e aveva avviato una campagna militare per riportare l’ordine nella regione. L’offensiva era stata dichiarata conclusa il 29 novembre 2020, con la conquista di Mekelle. Tuttavia, i combattimenti sono continuati nella parte centrale e meridionale del Tigray. I ribelli non si sono fermati e, qualche mese dopo, hanno ripreso il controllo di gran parte del territorio della regione riconquistando la capitale regionale. L’operazione militare del governo federale ha subito un duro colpo a causa della controffensiva tigrina e, nella serata del 28 giugno, l’esecutivo di Addis Abeba si è trovato costretto ad annunciare un cessate il fuoco unilaterale e immediato. La mossa ha segnato una pausa nel conflitto civile, che andava avanti da quasi otto mesi. Il TPLF, tuttavia, ha definito la tregua “uno scherzo” e i combattimenti non si sono ancora arrestati.

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Chiara Gentili

di Redazione

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