Crisi energetica: Gazprom non massimizzerà la fornitura di gas a novembre

Pubblicato il 20 ottobre 2021 alle 18:12 in Europa Russia

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Mentre i dati di mercato hanno rivelato, il 20 ottobre che il prezzo del gas in Europa continua a salire, arrivando a 1150 dollari per metri cubi; la società energetica russa Gazprom ha annunciato che, per il mese di novembre, non prenoterà la capacità totale dei gasdotti che approvvigionano l’Europa.

Stando ai dati pubblicati dalla London Stock Exchange Group, il prezzo del gas in Europa continua a toccare e superare i massimi storici, mettendo a rischio l’approvvigionamento energetico del blocco durante il periodo invernale. Il picco dei costi è strettamente legato a quanto annunciato da Gazprom il 18 ottobre. In tale occasione, il colosso energetico russo ha annunciato che anche per il mese di novembre non metterà a disposizione la capacità aggiuntiva del gasdotto Yamal-Europa, che corre lungo il territorio della Polonia. Si tratta del secondo mese consecutivo in cui Gazprom si rifiuta di massimizzare le proprie vendite di gas verso il mercato europeo, mettendo a disposizione solo 31 milioni di metri cubi di gas al giorno, valore che rappresenta un terzo della capacità totale del gasdotto in questione.

A causa di ciò, la Russia è stata accusata di aver limitato le forniture di gas verso l’Europa con lo scopo di sfruttare la situazione di crisi per ottenere la rapida approvazione dell’UE del controverso gasdotto russo-tedesco, Nord Stream 2, ormai completato. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che il Paese è pronto a fornire più gas al continente. Inoltre, Gazprom ha riferito che le forniture verso l’UE si stanno avvicinando a volumi record e ha giustificato il carente approvvigionamento, che comunque è conforme ai contratti sottoscritti con il blocco, con il fatto di voler dare la precedenza al rifornimento degli impianti di stoccaggio del gas della Federazione. Tale mossa ha portato ad un incremento del 30% della fornitura di gas verso il mercato interno.

In tale quadro, è importante sottolineare che l’approvazione del gasdotto spetta al regolatore tedesco, altresì noto come Federal Grid Agency, il quale aveva ricevuto la documentazione da certificare l’8 settembre. Tuttavia, il processo per verificare che la documentazione sia in conformità alle direttive europee può richiedere fino a quattro mesi. Pertanto, il regolatore tedesco dovrà fornire una riposta concreta entro l’8 gennaio. Considerando il lungo lasso di tempo per la verifica, il rischio che la crisi energetica nel continente europeo si protragga è alto.

Analisti del Centro di ricerca Sova Capital hanno evidenziato che gli impianti europei di stoccaggio di gas, al momento, sono pieni solo per il 77%, rispetto al 95% nello stesso periodo del 2020. Anche i dati di Gazprom hanno messo in luce come le forniture di gas verso l’Europa siano diminuite nel mese di ottobre. Nel gennaio 2021, il colosso energetico russo aveva prenotato 15 milioni di metri cubi di capacità aggiuntiva attraverso l’Ucraina, ha riferito Reuters. Tuttavia, dal completamento del Nord Stream 2, Mosca ha iniziato ad esercitare pressioni energetiche sui regolatori europei al fine di ottenere l’approvazione del gasdotto, che, a detta del vice primo ministro russo, Alexander Novak, potrebbe essere operativo già da subito.  Da parte sua, il Cremlino continua a ribadire di rispettare le condizioni contrattuali di gas con l’Europa e di fornire il quantitativo di gas previsto dagli accordi. Anche in questo caso, si tratta di una mossa strategica di Mosca, la quale intende spingere il blocco a sottoscrivere contratti trentennali a lungo termine con la Russia, rispetto ai brevi accordi che, al momento, li legano.

Anche il 21 settembre, Gazprom aveva annunciato che la Russia non intendeva aumentare il livello delle forniture verso il blocco, nonché utilizzare appieno la capacità dei gasdotti a disposizione. È in tale quadro che è necessario collocare la richiesta che un gruppo di eurodeputati aveva avanzato, il 17 settembre, alla Commissione Europea. Quest’ultima era stata esortata ad indagare sul rapido incremento dei prezzi di gas, nonché su come Gazprom stesse tentando di “manipolare” il mercato energetico per i propri obiettivi. “Chiediamo alla Commissione Europea di aprire urgentemente un’indagine sulla possibile manipolazione deliberata del mercato [energetico] da parte di Gazprom e sulla potenziale violazione delle regole di concorrenza dell’UE”, si legge nella nota ufficiale, citata da Reuters. A supporto dei loro timori, i deputati di Bruxelles avevano citato le frequenti e immotivate interruzioni della produzione di gas di Gazprom, nonché il fatto che la società non avesse messo a disposizione la capacità totale dei gasdotti. “Tutti questi fattori lasciano sospettare che l’aumento record del prezzo del gas naturale in Europa […] possa essere il risultato diretto” di una strumentalizzazione del mercato energetico, avevano dichiarato i legislatori dell’UE.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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