Afghanistan: di cosa si è discusso ai Colloqui di Mosca

Pubblicato il 20 ottobre 2021 alle 20:33 in Afghanistan Russia

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La capitale russa ha ospitato, mercoledì 20 ottobre, i Colloqui internazionali sull’Afghanistan, svoltisi alla presenza di una delegazione talebana e di rappresentanti di Cina, Pakistan, India, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.  

Durante il multilaterale, il ministro degli Affari Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato che il Cremlino riconosce gli “sforzi” avviati dai talebani con lo scopo di stabilizzare la situazione in Afghanistan, aggravatasi da quando l’organizzazione ha annunciato la rinascita dell’Emirato Islamico, lo scorso 15 agosto. “Ora è al potere una nuova amministrazione”, ha affermato Lavrov, aggiungendo: “Prendiamo atto dei loro sforzi per stabilizzare la situazione militare e politica e avviare il lavoro dell’apparato statale”. Tuttavia, nonostante Mosca abbia speso parole positive veros il neoproclamato governo talebano, ha comunque esortato l’esecutivo a creare un’amministrazione che rifletta gli interessi di “tutti i gruppi etnici e di tutte le forze politiche presenti nel Paese”.

I colloqui del 20 ottobre segnano uno degli incontri internazionali più significativi per i talebani, interessati ad ottenere riconoscimento internazionale da quando hanno assunto il controllo dell’Afghanistan. Il fatto che la conferenza si sia svolta a Mosca, inoltre, secondo analisti di al-Jazeera, riflette il ruolo chiave svolto dal Cremlino rispetto alle questioni Centro-Asiatiche.

Nel corso dei Colloqui, Lavrov ha anche affermato che la Russia si è rammaricata per l’assenza degli Stati Uniti, i quali avevano annunciato, il giorno prima, che non si sarebbero potuti recare a Mosca per “motivi logistici”, sebbene abbiano sottolineato l’intenzione di partecipare a discussioni analoghe future. La delegazione talebana è stata guidata dal vice primo ministro, Abdul Salam Hanafi, una figura di spicco della nuova leadership afghana, dato che ha anche guidato i colloqui con l’Unione Europea e gli Stati Uniti, tenutisi la scorsa settimana. A margine della conferenza, Abdul ha rivelato che l’incontro è stato “molto importante per la stabilità dell’intera regione”.

I colloqui sono giunti dopo che Mosca ha dichiarato, martedì 19 ottobre, che la Russia, la Cina e il Pakistan sono disposti a fornire aiuti umanitari all’Afghanistan, il quale si trova sull’orlo di una crisi sociale e umanitaria senza precedenti. Inoltre, il Cremlino ha anche esortato l’intera comunità internazionale a mobilitare le proprie risorse per supportare la ripresa dell’economia e del popolo afghano.

Adottando un approccio cauto, Mosca ha anche chiarito di non essere ancora pronta a riconoscere il governo talebano. Citando quanto riferito precedentemente dal presidente russo, Vladimir Putin, Lavrov ha ribadito che il Cremlino riconoscerà il nuovo esecutivo talebano solo quando quest’ultimo dimostrerà di mantenere le promesse precedentemente fatte, riguardanti la formazione di un “governo inclusivo”, donne comprese, e le garanzie di sicurezza per gli Stati Centro-Asiatici. “Il riconoscimento ufficiale dei talebani non è in discussione per ora”, ha detto Lavrov ai giornalisti. “Come la maggior parte degli altri Paesi influenti nella regione, siamo in contatto il nuovo esecutivo per esortarli a mantenere le promesse che hanno fatto quando sono saliti al potere”.

I talebani sono saliti al potere quando il governo afghano, guidato dall’ex presidente Ashraf Ghani, è crollato a seguito del ritiro delle truppe statunitensi e della NATO, dopo due decenni di permanenza nel Paese.  La Russia sta cercando di guidare gli sforzi diplomatici per evitare che l’instabilità in Afghanistan possa creare una crisi a livello regionale e, di conseguenza, danneggiare i propri interessi nell’Asia Centrale. Putin, in precedenza, aveva avvertito che il rischio che “estremisti islamici” si infiltrassero nelle ex Repubbliche Sovietiche era alto, soprattutto dopo il 15 agosto. Infine, è importante sottolineare che, a differenza di molti altri Paesi, la Russia non ha evacuato la propria Ambasciata a Kabul e che l’ambasciatore russo in Afghanistan, Dmitry Zhirnov, ha mantenuto contatti regolari con i talebani negli ultimi mesi.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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