Nigeria: nuova offensiva contro i ribelli islamisti

Pubblicato il 19 ottobre 2021 alle 14:16 in Africa Nigeria

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Le truppe nigeriane hanno ucciso 24 sospetti ribelli islamisti in due attacchi separati nel Nord-Est del Paese. Anche i soldati del Camerun stanno collaborando alle operazioni nell’area. 

Le notizie al riguardo sono state riferite il 18 e 19 ottobre dall’esercito nigeriano, che sta cercando di contenere le attività di Boko Haram e dello Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale, nota come ISWAP. Il generale Christopher Musa, comandante della task force anti-insurrezione, ha riferito a Reuters che i soldati hanno ucciso 16 ribelli di Boko Haram a pochi chilometri dalla città di Maiduguri, capitale dello Stato del Borno. Musa ha aggiunto che sono anche stati sequestrati due camion che trasportavano armi ed un altro è stato distrutto.

Il 18 ottobre, un portavoce dell’esercito, il generale di brigata Onyema Nwachukwu, aveva già riferito che le truppe di un’operazione congiunta nigeriana e camerunese avevano ucciso anche quattro membri dell’ISWAP che avevano attaccato una base militare nel Borno. Altri quattro sospetti insorti erano deceduti quando il loro camion dotato di cannoni antiaerei è passato sopra ad un ordigno esplosivo improvvisato, sempre secondo quanto riportato da Nwachukwu. 

In tale contesto, il presidente Muhammadu Buhari ha affermato che le forze di sicurezza stanno guadagnando terreno nel Nord-Est del Paese e stanno facendo progressi anche contro i militanti islamisti, ma anche contro i cosiddetti “banditi” armati che hanno effettuato rapimenti a scopo di riscatto e hanno già ucciso centinaia di persone nel 2021. Questi ultimi sono operativi prevalentemente nel Nord-Ovest del Paese. Le notizie riguardo al successo delle operazioni, tuttavia, arrivano appena dopo che un gruppo di uomini armati ha ucciso almeno 30 persone in un attacco nello Stato nigeriano Nord-orientale di Sokoto. 

Quest’ultimo assalto è arrivato a seguito di un’allerta lanciata il 16 ottobre dal governo del Regno Unito, che ha avvertito i propri cittadini presenti in Nigeria della possibilità di attentati terroristici nel Paese africano, elencando 12 Stati settentrionali ad alto rischio di rapimento e altri crimini. Intanto, le autorità hanno chiuso le reti di telecomunicazioni in alcune zone per supportare un’operazione militare finalizzata a ristabilire la sicurezza, avviata il 20 settembre nel Nord del Paese. A tale proposito, le autorità hanno specificato che le attività delle forze di sicurezza nella regione settentrionale prendono di mira sia i gruppi di banditi, che agiscono per fini di lucro, sia le organizzazioni jihadiste come l’ISWAP e Boko Haram

Boko Haram, che significa “l’istruzione occidentale è proibita”, è stata fondata nel 2002 come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della sharia. Il gruppo ha lanciato la sua prima offensiva nel 2009 ed è riuscita ad ottenere qualche successo, conquistando sacche di territorio nella regione Nord-orientale del Paese. A partire dal 2013, le forze di sicurezza nigeriane, supportate dalla Civilian Joint Task Force (CJTF), hanno avviato un’operazione per colpire il gruppo e infliggere pesanti perdite a Boko Haram, costringendo l’organizzazione ad abbandonare le città e a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha continuato a perpetrare attacchi in tutto il Nord-Est della Nigeria, prendendo di mira sia le forze di sicurezza sia i civili.

Nel 2016, Boko Haram si è fratturato, dopo disaccordi interni e la significativa perdita di territorio e militanti subita nei mesi precedenti. Di conseguenza, due grandi fazioni sono emerse: lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (ISWAP), e il Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad (JAS). Successivamente, lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS) ha riconosciuto la fazione ISWAP come sua affiliata, preferendo il leader di quest’ultima, Abu Musab al-Barnawi, a quello di Boko Haram, Abubakar Shekau. Il 6 giugno 2021, l’ISWAP ha annunciato la morte di Shekau, a seguito di un attacco effettuato il 18 maggio dall’affiliata dello Stato Islamico. Da allora, si sono diffuse notizie di militanti di Boko Haram che si sono uniti all’ISWAP, mentre l’organizzazione madre sembrava essere sul punto di sciogliersi. 

Tuttavia, il 14 ottobre, il capo di Stato Maggiore delle forze armate nigeriane, il generale Lucky Irabor, ha riferito alla stampa che anche il leader dello Stato Islamico nella Provincia dell’Africa occidentale (ISWAP), Abu Musab al-Barnawi, è deceduto. “Posso confermare in modo autorevole che Abu Musab è morto”, ha dichiarato Irabor davanti ai giornalisti, nella villa presidenziale di Abuja, senza fornire dettagli sul luogo o sulla data della sua morte. L’ISWAP non ha confermato il decesso del suo leader, che già era stato dato per morto varie volte in passato, tra cui l’ultima a fine agosto. 

L’analista senior del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica, Vincent Foucher, esperto di gruppi ribelli, ha specificato che, secondo fonti locali, al-Barnawi sarebbe rimasto ferito, ad agosto, durante uno scontro contro i combattenti di Boko Haram. In seguito, probabilmente a settembre, il capo dell’ISWAP sarebbe morto a causa delle ferite riportate. Nonostante la difficoltà di ottenere informazioni solide, a detta di Foucher, il rapporto sulla morte di al-Barnawi sembrerebbe plausibile considerato che quest’ultimo, soprattutto nei mesi di maggio e giugno, era solito rilasciare lunghe registrazioni audio, mentre da agosto era rimasto in silenzio.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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