Navi militari russe e cinesi attraversano lo Stretto di Tsugaru del Giappone

Pubblicato il 19 ottobre 2021 alle 15:12 in Cina Giappone Russia

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Dieci navi da guerra russe e cinesi hanno attraversato lo Stretto di Tsugaru, situato tra le isole di Honshu e Hokkaido, nel Nord del Giappone, il 18 ottobre, restando in acque internazionali ma mettendo in allerta Tokyo.

Il Ministero della Difesa giapponese ha identificato le cinque navi cinesi specificando che si è trattato di un cacciatorpediniere di classe Renhai, un cacciatorpediniere Luyang-III, due fregate Jiangkai e una nave da rifornimento Fuchi. La parte russa del gruppo navale era composta invece da due cacciatorpediniere di classe Udaloy, due fregate Steregushchiy e una nave di localizzazione missilistica Marshal Nedelin. Le dieci imbarcazioni militari avevano partecipato ad esercitazioni militari congiunte nel Mar del Giappone dal 14 al 17 ottobre scorsi, già condotte in passato dalle due marine. Tuttavia, a conclusione delle operazioni, le imbarcazioni hanno attraversato per la prima volta lo Stretto di Tsugaru. Durante il loro transito, le imbarcazioni sono state monitorate da un aereo di sorveglianza marittima giapponese P-3C e da due dragamine.

Il 19 ottobre, il vice segretario di governo del Giappone, Yoshihiko Isozaki, ha affermato che Tokyo stava osservando da vicino le attività delle navi militari cinesi e russe intorno al Paese “con grande interesse”. Secondo analisti vicini al Ministero della Difesa giapponese, dopo che le marine cinese e russa hanno solcato le acque tra Honshu e Hokkaido, sarebbe molto probabile che ripeteranno tale manovra in futuro. Un professore della Temple University, James Brown, ha poi aggiunto che Cina e Russia stanno continuando ad avvicinarsi e starebbero segnalando che insieme possono creare difficoltà per il Giappone. L’attraversamento delloSstretto è arrivato mentre i legami del Giappone con la Cina sono tesi per rivendicazioni contrastanti sulle isole Senkaku/Diaoyu, nel Mar Cinese Orientale, ma anche per le ultime dichiarazioni giapponesi su Taiwan. Tokyo ha poi una disputa territoriale con Mosca riguardante le isole Curili.

Cina e Russia hanno cooperato regolarmente conducendo esercitazioni militari a partire dal 2012, nell’ambito del loro partenariato strategico di coordinamento Dal 2019, i due Paesi hanno condotto pattugliamenti aerei strategici congiunti annuali sul Mar Cinese Orientale e sul Mar del Giappone. I governi cinese e russo hanno affermato che la loro cooperazione in materia di sicurezza non è indirizzata a nessun Paese terzo, ma osservatori citati da South China Morning Post hanno convenuto che il pattugliamento congiunto del 18 ottobre attraverso lo Stretto di Tsugaru potrebbe essere un messaggio per gli Stati Uniti e i loro alleati, in particolare il Giappone, che ospita alcune tra le più importanti basi militari statunitensi nella regione.

Lo Stretto di Tsugaru separa l’isola principale di Honshu e la prefettura settentrionale di Hokkaido, si restringe fino a raggiungere 19,5 km di distanza tra le due sponde e collega il Mar del Giappone all’Oceano Pacifico. Si tratta di acque internazionali aperte alle navi straniere. Durante la Guerra Fredda, Tokyo decise di limitare le sue acque territoriali a sole tre miglia nautiche dalla costa sia di Honshu sia di Hokkaido, nonostante potesse rivendicare i propri diritti fino a 12 miglia nautiche. La striscia di acqua non reclamata ha permesso alle navi statunitensi che trasportano armi nucleari di transitare nello stretto senza violare l’impegno del Giappone nei confronti dei “Tre principi non nucleari” di non sviluppare o schierare armi atomiche, oltre a non consentire alle armi nucleari di entrare nel suo territorio.

Il 19 ottobre, al portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, è stato chiesto quale fosse la differenza tra il transito delle navi sino-russe del giorno precedente e i passaggi di navi militari straniere nello Stretto di Taiwan, costantemente criticate da Pechino. Wang ha affermato che la comunità internazionale vede chiaramente chi sta mettendo in mostra la forza, creando problemi e provocando, chi sta usando il pretesto della libertà di navigazione per impegnarsi nella deterrenza militare e minacciare la pace e la stabilità regionali. Pechino considera Taiwan una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale, in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese. Nello Stretto di Taiwan Pechino sta intensificando le proprie attività militari mentre gli USA conducono i cosiddetti esercizi di “libertà di navigazione”.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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