Ecuador: dichiarato lo stato di emergenza a causa di una crisi della sicurezza

Pubblicato il 19 ottobre 2021 alle 11:30 in America Latina Ecuador

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Il presidente dell’Ecuador, Guillermo Lasso, ha dichiarato lo stato di emergenza, lunedì 18 ottobre. Il Paese sta affrontando un’ondata di violenza legata alla droga e le autorità hanno ordinato alla polizia e ai militari di scendere in strada. “A partire da subito, le nostre forze armate e di polizia si faranno sentire con la forza nelle strade perché stiamo decretando lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale”, ha specificato lo stesso Lasso in un discorso trasmesso dall’emittente statale EcuadorTV. “Nelle strade del Paese c’è un solo nemico: il narcotraffico”, ha aggiunto il capo di Stato, osservando che, negli ultimi anni, l’Ecuador è passato dall’essere una nazione chiave per i traffici di droga ad una che ne consuma anche.

Lo “stato di emergenza per gravi disordini interni” è stato dichiarato a causa dell'”aumento dell’attività criminale”, soprattutto nelle province dove le statistiche hanno rilevato una ripresa della criminalità, secondo quanto affermato da Lasso. Secondo la disposizione presidenziale, le forze armate e la polizia nazionale effettueranno controlli sul possesso di armi, ispezioni, pattugliamenti 24 ore al giorno, requisizioni di droga e altre azioni. “Daremo alle forze dell’ordine il sostegno necessario per portare avanti la loro lotta alla criminalità”, ha sottolineato il presidente, annunciando altresì la creazione di un “comitato per la difesa legale della forza pubblica”, incaricato di difendere gli ufficiali di polizia o i militari che potrebbero essere querelati dai cittadini nell’ambito di azioni di sicurezza.

Nella stessa giornta di lunedì, Lasso ha poi nominato un nuovo ministro della Difesa, considerato che il Paese è altresì scosso da una grave crisi delle carceri. Negli ultimi mesi, l’Ecuador è stato vittima di una spirale di violenza concentrata soprattutto all’interno dei centri di detenzione, una situazione che ha spinto il presidente a dichiarare lo stato di emergenza anche nel sistema carcerario e a schierare truppe per mettere in sicurezza le strutture e prevenire le rivolte. In uno degli episodi più significativi, il 29 settembre di quest’anno, almeno 116 detenuti erano stati uccisi e decine di altri erano rimasti feriti nel Penitenziario Litoral, a Guayaquil, nel Sud-Ovest dell’Ecuador. L’ufficio del procuratore aveva sottolineato che 6 dei prigionieri uccisi erano stati decapitati. La Commissione interamericana per i diritti umani (IACHR) aveva condannato l’episodio e l’Ong Human Rights Watch aveva esortato il governo dell’Ecuador ad indagare a fondo sulla violenza carceraria e a consegnare i responsabili alla giustizia. Scontri simili si sono verificati a febbraio e luglio 2021 in varie altre carceri. Almeno 79 persone sono morte nelle violenze di febbraio, mentre a luglio le vittime sono state circa 22. Ad agosto, il presidente Lasso aveva garantito che il governo avrebbe fornito maggiori finanziamenti al sistema carcerario per costruire nuovi reparti e installare nuovi dispositivi per migliorare la sicurezza. Le carceri ecuadoriane hanno la capacità di accogliere circa 30.000 persone, ma ne ospitano oltre 39.000. Finora, nel 2021, circa 200 detenuti sono morti a causa delle violenze esplose nelle prigioni dell’Ecuador, diventate un campo di battaglia per migliaia di detenuti legati ai potenti cartelli della droga messicani. Più di 100 erano state le vittime delle rivolte dello scorso anno, comprese molte persone morte dopo essere state decapitate.

L’Ecuador, con 65 prigioni prive di un numero di guardie carcerarie sufficienti, prevede di espandere le capacità del suo sistema penitenziario come parte di un piano finalizzato a risolvere una situazione “precaria” e “caotica”. L’Ecuador si trova tra Colombia e Perù, principali produttori mondiali di cocaina, ed è spesso utilizzato come luogo di transito per il trasporto di droga verso gli Stati Uniti e l’Europa. Tra gennaio e agosto di quest’anno, nel Paese sono stati registrati 1.427 omicidi, 55 in più rispetto a tutto il 2020.

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Chiara Gentili

di Redazione