Bielorussia: la Polonia raddoppia i soldati al confine e l’UE valuta nuove sanzioni

Pubblicato il 19 ottobre 2021 alle 12:53 in Bielorussia Europa Polonia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Polonia ha dichiarato, martedì 19 ottobre, di aver raddoppiato il numero di soldati al confine con la Bielorussia, la quale è accusata di favorire l’immigrazione illegale verso l’Europa. È per tale ragione che il blocco ha valutato, lunedì 18 ottobre, l’imposizione di un nuovo pacchetto di sanzioni contro Minsk e la sua compagnia aerea Belavia.

Il Ministero della Difesa della Polonia ha reso noto di aver collocato altri 3.000 soldati al confine con la Bielorussia, ponendo una stretta sulle misure di sicurezza per far fronte alla crescente crisi migratoria, acuitasi dallo scorso agosto. Al momento, lungo il confine, Varsavia ha dispiegato un totale di 6.000 militari, i quali cooperano con le guardie di frontiera per limitare il numero di accessi illegali nel Paese. Il giorno prima, i ministri degli Esteri dell’UE, riunitisi nel formato del Consiglio, hanno affrontato la questione relativa alla crisi migratoria. Sebbene il blocco non avesse in programma di imporre un nuovo pacchetto di sanzioni, il ministro degli Esteri della Lettonia, Edgars Rinkevics, ha suggerito la mossa, sottolineando che si tratterebbe di una misura appropriata per rispondere alla “guerra ibrida” condotta dal presidente bielorusso, Alexander Lukashenko.

Ritengo che dovremmo sanzionare anche Belavia”, ha affermato Rinkevics, sottolineando che, in tal modo, diminuirebbero significativamente i finanziamenti della compagnia aerea bielorussa, alla quale è già stato vietato di accedere allo spazio aereo dell’UE. In tale quadro, è importante sottolineare che Belavia prende in leasing aerei da alcuni Paesi dell’UE, soprattutto dall’Irlanda. Sebbene quest’ultima non abbia accolto con favore le nuove misure proposte, che andrebbero a ledere, di riflesso, i contratti che Dublino ha sottoscritto con la compagnia bielorussa, il ministro degli Esteri del Paese, Simon Coveney, ha affermato di essere disponibile a non sottoscrivere altri contratti in futuro. “Se, da una parte, l’Irlanda intende aumentare le sanzioni e la pressione contro il regime bielorusso, dall’altra è necessario assicurarsi che tali misure siano attuabili”, ha dichiarato Coveney a margine del vertice.

“Nonostante la situazione possa sembrare sotto controllo, in realtà, il flusso di migranti non sta affatto diminuendo” ha affermato il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis. “Quali sono gli strumenti che Paesi come la Lituania, la Lettonia o la Polonia possono, e devono, usare per porre fine alla strumentalizzazione della migrazione?”, ha riferito Landsbergis. Il ministro lituano ha esortato l’UE a trovare una soluzione per impedire che i voli in partenza dal Nord Africa e dal Medio Oriente possano atterrare a Minsk, poiché gran parte delle persone richiedenti asilo provengono da quelle regioni. “L’Unione Europea ha già adottato misure che si sono rivelate molto utili: interrompere i voli dall’Iraq, dalla Giordania e dal Libano”, ha ricordato Landsbergis, aggiungendo: “Tuttavia, vi sono ancora alcune tratte accessibili”. Inoltre, nel corso del suo intervento, Landsbergis ha altresì richiesto di varare nuove misure contro Lukashenko e Belavia, accusando il capo di Stato di “sfruttare” le condizioni precarie di “persone vulnerabili” a proprio vantaggio per esercitare pressioni sul blocco.  

Di analogo avviso si è detto il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, il quale ha definito Lukashenko il “leader di una rete statale di trafficanti di esseri umani”. Proprio per tali ragioni, “non siamo più disposti a stare fermi e guardare società e compagnie aeree lucrare sul trasporto di rifugiati in Paesi europei”, ha sottolineato Maas. Poco dopo, Steffen Seibert, il portavoce della cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha rivelato che anche la Germania, a partire dal mese di agosto, ha registrato un netto aumento di ingressi illegali lungo il confine tedesco-polacco. A confermare tali parole è stata anche la portavoce del Ministero degli Interni della Germania, Alina Vick, la quale ha reso noto che, da agosto, Berlino ha registrato circa 4.500 ingressi illegali dalla Polonia.

A margine del Consiglio del 18 ottobre, l’Alto rappresentante dell’Unione Europea, Josep Borrell, ha annunciato che “il blocco è pronto ad adottare sanzioni contro Belavia”, perché “utilizzare i migranti per scopi politici è una pratica inaccettabile”. Infine, oltre a colpire la compagnia aerea e il regime bielorusso, l’UE sta anche pensando di applicare nuove misure contro alcuni funzionari bielorussi, come il ministro degli Esteri, perché accusati di svolgere un ruolo chiave nella campagna ibrida di Minsk.

La situazione ha iniziato ad aggravarsi a partire dal mese di agosto, quando  LituaniaLettonia e Polonia hanno segnalato un brusco aumento di immigrati irregolari provenienti dal confine con la Bielorussia. In totale, da agosto a settembre, sono stati registrati oltre 14.000 tentativi di attraversamento illegale. Questo ha portato i tre Paesi a rafforzare le recinzioni lungo la frontiera, a dispiegare militari e a indire lo stato di emergenza

Il recente incremento è legato alle contromisure adottate dal presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, per rispondere alle sanzioni che l’Unione Europea aveva imposto contro il regime di Minsk per il dirottamento del volo Ryanair del 23 maggio. Tale episodio aveva portato all’arresto dell’attivista e giornalista Roman Protasevich. Lukashenko aveva dichiarato che la Bielorussia non avrebbe più contribuito ad aiutare l’Unione Europea nella lotta all’immigrazione clandestina a causa dell’interferenza di Bruxelles in quelli che sarebbero “affari interni” del Paese. Il presidente della Lituania, commentando la crisi, ha definito i migranti “un’arma politica del regime bielorusso”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.