Venezuela: il governo sospende i negoziati con l’opposizione

Pubblicato il 18 ottobre 2021 alle 11:06 in America Latina Venezuela

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Il governo venezuelano ha sospeso i negoziati con l’opposizione dopo che l’imprenditore colombiano Alex Saab, stretto alleato del presidente Nicolas Maduro, è stato estradato negli Stati Uniti per far fronte alle accuse di corruzione e riciclaggio di denaro.

L’uomo si trovava da oltre un anno a Capo Verde, dove, sulla base di un mandato di cattura internazionale, era stato arrestato, insieme al suo socio in affari, Alvaro Pulido, nel giugno 2020, quando il suo aereo privato si era fermato nel Paese africano per fare rifornimento di carburante durante un volo tra il Venezuela e l’Iran. É accusato dagli Stati Uniti di vari reati, tra cui quello di essersi impossessato di milioni di dollari destinati a programmi per la distribuzione di cibo alla popolazione venezuelana. La sua estradizione negli USA ha provocato la dura reazione del governo di Caracas che, in risposta alla notizia, ha arrestato sei imprenditori americani, dirigenti della compagnia petrolifera Citgo, e sospeso il dialogo con l’opposizione.

Il capo negoziatore del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha dichiarato alla tv nazionale, sabato 16 ottobre, che la sua squadra non avrebbe partecipato all’ultimo round di colloqui, previsto ieri, domenica 17 ottobre, a Città del Messico. Il ritiro della delegazione ha segnato un’altra battuta d’arresto nei colloqui, iniziati a metà agosto in Messico, tra il governo e l’opposizione del Venezuela. I negoziati mirano a trovare una soluzione alla crisi politica che ha travolto il Paese da quando Maduro è stato accusato di aver truccato le elezioni presidenziali del 20 maggio 2018.

Il Venezuela, per difendere Saab dalle accuse, lo ha definito un diplomatico in missione umanitaria e ha condannato gli Stati Uniti e Capo Verde per averlo rapito illegalmente, torturandolo e tenendolo prigioniero per più di un anno. Gli oppositori venezuelani, invece, hanno plaudito all’iniziativa statunitense. Anche il presidente colombiano Iván Duque ha definito l’estradizione “una vittoria nella lotta contro il traffico di droga, il riciclaggio di denaro e la corruzione condotta dal dittatore Nicolas Maduro”. Saab dovrebbe apparire in un tribunale di Miami, lunedì 18 ottobre.

Il futuro dei colloqui con il Messico non è chiaro. Il leader dell’opposizione, Juan Guaidó, ha rapidamente condannato la decisione del Venezuela di non partecipare al prossimo round di negoziati. “Con l’irresponsabile sospensione della loro presenza in Messico, stanno ancora una volta evitando azioni urgenti nel Paese, che oggi soffre per il 76,6% di povertà estrema”, ha affermato Guaidó su Twitter. Phil Gunson, analista senior di Caracas presso l’International Crisis Group, non crede che il governo venezuelano sia interessato ad abbandonare i colloqui in Messico, dal momento che le autorità hanno parlato di “sospensione” della partecipazione e non di “interruzione” del dialogo. “Se devono avere successo, i colloqui saranno lunghi e complessi, e per come stanno le cose al momento non credo che il governo sia interessato ad andarsene”, ha detto Gunson.

Più di 60 Paesi, guidati dagli Stati Uniti, hanno riconosciuto Guaidó come legittimo presidente ad interim del Venezuela, all’inizio del 2019. Tuttavia, il suo sostegno diplomatico è sempre più diminuito man mano un numero crescente di nazioni stanno riconoscendo la realtà dei fatti, ovvero che Maduro è destinato a rimanere al potere.

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Chiara Gentili

di Redazione

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