Russia, CSTO: al via le esercitazioni militari al confine con l’Afghanistan

Pubblicato il 18 ottobre 2021 alle 12:30 in Afghanistan Russia Tajikistan

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L’alleanza militare dell’Asia Centrale, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), ha avviato, lunedì 18 ottobre, le esercitazioni militari strategico-operative Combat Brotherhood 2021, che si svolgeranno, fino al 23 ottobre, lungo il confine che il Tagikistan condivide con l’Afghanistan.

Le manovre militari coinvolgeranno oltre 5.000 truppe e un totale di 700 dispositivi bellici, tra cui hardware speciali. A questi si aggiungono circa 650 mezzi corrazzati blindati, un totale di 20 aerei, quali Su-24MR e Su-25, oltre 20 Mi-8MTV, elicotteri Mi-24 e 15 droni. È stato altresì riferito che, nel quadro di Combat Brotherhood-2021, si svolgeranno anche le esercitazioni congiunte “Echelon-2021”, “Search-2021” e “Interaction-2021“. Per quanto riguarda le prime, ad essere coinvolte saranno le truppe di supporto logistico del blocco di sicurezza Centro-Asiatico, le quali svolgeranno attività preparatorie di assistenza per le esercitazioni successive, le Search-2021, incentrate sull’organizzazione e la realizzazione di attività operative congiunte. Infine, le ultime, le Interaction-2021, si terranno dal 22 al 23 ottobre e rappresenteranno la fase attiva delle manovre, in cui, ad esempio, saranno svolte operazioni congiunte per contrastare un conflitto armato frontaliero.

Intanto, l’agenzia di stampa russa RIA Novosti, citando le dichiarazioni rilasciate dal Ministero della Difesa della Federazione, ha reso noto che, al momento, gli Stati membri della CSTO, quali Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan, stanno dispiegando i propri contingenti militari nelle aree delle esercitazioni, vale a dire in Tagikistan, presso le basi di Momirak e Kharbmaidon, al confine con l’Afghanistan. Le manovre giungono in un momento di crescenti tensioni con Kabul, soprattutto perché i Paesi dell’Asia Centrale temono che il neo-pronunciato governo a guida talebana possa, in qualche modo, non riuscire a contrastare la minaccia terroristica che, di conseguenza, alimenterebbe l’ingresso di militanti legati ad organizzazioni terroristiche internazionali nelle nazioni circostanti, mettendo a rischio la sicurezza regionale.

I timori di Mosca erano aumentati dopo le notizie trapelate l’8 ottobre, data in cui il Ministero degli Esteri russo aveva dichiarato di essere “pronto ad adottare misure decisive” per proteggere il Tagikistan. In tale occasione, la stampa locale aveva reso noto di un presunto attacco che i militanti dei talebani tagiki, il gruppo Jamaat Ansarullah, stavano pianificando. Di conseguenza, il Cremlino aveva riferito di monitorare attentamente la situazione lungo il confine afghano-tagiko, ribadendo che la 201° base militare russa nel Paese Centro-Asiatico disponeva di tutte le attrezzature militari necessarie per fornire assistenza al Tagikistan.

In tale quadro, è importante ricordare cosa rappresenta il CSTO e la 201° base russa. Quanto al primo, si tratta di un’alleanza difensiva creata, il 15 maggio 1992, per salvaguardare il territorio dell’ex Unione Sovietica. A partire dal 2 dicembre 2004, il CSTO ha ricevuto lo status di osservatore dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la quale ha altresì stretto un accordo di cooperazione per mantenere la pace e la stabilità nelle aree di competenza.

Per quanto riguarda la 201° base militare, è importante ricordare che la struttura risale ai tempi dell’Unione Sovietica ed è situata nei pressi di Dushanbe, capitale tagika, e di Bokhtar. L’avamposto dispone di fucili a motore, unità corazzate, di artiglieria e di ricognizione, forze di difesa aerea, strutture di protezione chimica e biologica, nonché truppe di segnalazione. Oltre a ciò, nella 201° base sono presenti carri armati T-72, veicoli corazzati BTR-82A, sistemi di lancio multiplo Grad, sistemi di artiglieria Gvozdika e Akatsiya. Nel 2001, la Divisione russa operante nel suddetto avamposto era stata dispiegata al confine con l’Afghanistan, dopo che i talebani avevano tentato di attraversare il confine afghano-tagiko. Nell’ottobre 2012, è stato firmato un accordo che estende, fino al 2042, il periodo di stazionamento della base militare russa in Tagikistan. Infine, a seguito della presa di potere dei talebani, la Russia ha annunciato l’intenzione di rafforzare militarmente la struttura. Entro il 2021, vi saranno dispiegati 30 carri armati aggiuntivi, da aggiungere ai numerosi sistemi missilistici antiaerei S-300, alle 100 unità di armi corazzate come i moderni carri armati T-72B3M.

Quelle del 18 ottobre non rappresentano le prime esercitazioni militari su larga scala avviate dai Paesi dell’Asia Centrale. In precedenza, dal 2 al 10 agosto, Russia, Tagikistan e Uzbekistan hanno tenuto manovre a causa dell’avanzata dei talebani, culminata con la presa di Kabul, il 15 agosto. Tali esercitazioni avevano coinvolto 2.5000 militari dei tre Paesi alleati e si erano svolte nei pressi della base uzbeka di Termez, confinante con il vicino belligerante. Successivamente, sullo sfondo della crisi in Afghanistan, la Russia ha avviato altre sessioni di manovre militari, soprattutto presso la 201° base tagika. Tra queste, è importante ricordare le operazioni avviate il 17 agosto e concluse il 30 dello stesso mese, e quelle lanciate il 9 settembre.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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