NATO: la Russia sospende i lavori della sua missione diplomatica permanente

Pubblicato il 18 ottobre 2021 alle 20:33 in NATO Russia

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La Russia ha dichiarato, lunedì 18 ottobre, che sospenderà l’attività della propria missione diplomatica permanente alla NATO e che chiuderà gli uffici dell’Alleanza a Mosca in risposta all’espulsione di otto diplomatici russi per “presunte attività ostili”.

Ad annunciare la mossa ritorsiva, il medesimo lunedì, è stato il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, nel corso di una conferenza stampa. Tale misura, che entrerà in vigore a partire dal primo novembre, secondo analisti internazionali potrebbe contribuire a far “precipitare” le già precarie relazioni tra Mosca e l’Organismo di sicurezza transatlantica poiché si tratta di una mossa “senza precedenti”. “A seguito di alcune misure prese dalla NATO, sono venute meno le condizioni di base per proseguire il lavoro congiunto “, ha affermato Lavrov. Pertanto, il ministro russo ha dichiarato: “In risposta alle attività della NATO, sospendiamo il lavoro della nostra missione permanente presso l’Alleanza Atlantica, incluso il lavoro del rappresentante militare capo, a partire dal primo novembre”. Lavrov ha anche annunciato che gli uffici di collegamento e informazione militari della NATO a Mosca sarebbero stati chiusi, affermando che anche gli accreditamenti sarebbero stati revocati all’inizio di novembre. Di conseguenza, qualsiasi contatto o dialogo tra l’Alleanza Atlantica e Mosca avverrà attraverso l’Ambasciata russa in Belgio, ha concluso il ministro degli Esteri.

Dall’altra parte, la NATO ha affermato di aver preso atto dei commenti di Lavrov, sebbene non abbia ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulla questione. Gli ultimi sviluppi sono giunti dopo che l’Alleanza Atlantica aveva annunciato, il 6 ottobre, l’espulsione di otto diplomatici russi accusati di “presunte attività ostili, quali omicidi e spionaggio”, in quanto “membri non dichiarati dell’intelligente russa”. Il quotidiano russo indipendente Kommersant aveva poi fatto riferimento ad un’indagine condotta dalla NATO stessa, la quale avrebbe chiesto ai Paesi membri di redigere rapporti riguardanti le presunte “attività ostili” condotte dalla Federazione. Tali documenti erano poi stati consegnati, nel mese di settembre, alle autorità dell’Alleanza e avevano portato all’espulsione degli otto diplomatici, nonché all’abolizione di due posizioni lavorative.

Nell’ultimo periodo, le relazioni bilaterali tra Russia e NATO sono andate incontro ad un progressivo raffreddamento. Secondo Mosca, l’Alleanza adotta un approccio “fallimentare” nei suoi confronti, poiché gli Stati membri non percepiscono la Russia come un “partner alla pari”. Nonostante ciò, la Federazione si è più volte resa disponibile a riprendere il dialogo bilaterale. Anche l’Alleanza, dal canto suo, in più occasioni ha proposto al Cremlino di indire un vertice nel formato del Consiglio NATO-Russia per normalizzare le relazioni transatlantiche. A detta di Stoltenberg, le parti dovrebbero avviare una discussione trasparente e incentrata sulle “manovre militari” al fine di evitare “malintesi” che potrebbero, poi, culminare in “un’escalation”. Pertanto, Russia e NATO dovrebbero riunirsi nuovamente, aveva sottolineato il rappresentante dell’Alleanza, soprattutto perché le relazioni bilaterali, tra il 2020 e il 2021, hanno raggiunto “il punto più basso” dalla fine della Guerra Fredda. Pertanto, ha affermato Stoltenberg, rilanciare il dialogo contribuirebbe a “ridurre le tensioni”.

È importante sottolineare che la Russia e l’Alleanza non si riuniscono nel suddetto Consiglio da quasi due anni. In precedenza, il 16 marzo, la NATO aveva pubblicato il rapporto che, annualmente, viene rilasciato dal segretario generale. All’interno del documento si legge che da febbraio, l’Alleanza ha “ripetutamente invitato la Russia a prendere parte al Consiglio”. Tuttavia, Mosca ha sempre respinto le richieste. Analoghe dichiarazioni erano state rilasciate da Stoltenberg, il 24 marzo, quando aveva ribadito che l’Alleanza avrebbe continuato ad essere favorevole all’organizzazione del Consiglio NATO-Russia, sperando che anche la controparte abbia un atteggiamento altrettanto positivo.

Non si può non fare riferimento ad un altro rapporto che la NATO ha pubblicato il 2 dicembre 2020. L’Alleanza, nel documento, identificava la Russia come la “principale minaccia militare” fino al 2030. È per tale ragione che uno degli obiettivi della NATO è stato il “rafforzamento” della sua capacità di contenere il Paese. Dall’altra parte, Mosca ritiene che l’espansione verso l’Europa Orientale della NATO rappresenti una delle maggiori “minacce” alla sicurezza del Paese. “Dobbiamo partire dal presupposto che l’espansione della NATO, lo sviluppo delle sue infrastrutture militari vicino ai confini russi rappresenta una delle potenziali minacce alla sicurezza del nostro Paese”. Queste le dichiarazioni che, il 3 dicembre 2019, aveva rilasciato il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

Il Consiglio NATO-Russia (NRC) è stato istituito, il 28 maggio 2002, in occasione di un vertice tenutosi a Roma ed ha sostituito il Consiglio Congiunto Permanente (PJC). Quest’ultimo era un forum per la consultazione e la cooperazione creato a seguito de “l’Atto istitutivo sulle relazioni reciproche, cooperazione e sicurezza NATO-Russia”, approvato nel 1997. Qualche anno dopo, nel 1999, la Russia si è ritirata dal PJC come segno di protesta contro i bombardamenti della NATO in Jugoslavia. Tuttavia, l’anno successivo, Mosca ha ripreso la cooperazione in sede al PJC. L’NRC è un meccanismo di consultazione e cooperazione volto a prendere decisioni e compiere azioni congiunte. I Paesi membri della NATO e la Russia operano come partner alla pari su un ampio spettro di questioni relative alla sicurezza. Il formato era stato istituito con lo scopo di migliorare le relazioni tra i due blocchi. Secondo quanto dichiarato da Stoltenberg, il Consiglio si è riunito 10 volte dal 2016. Più tardi, a partire dall’estate 2019, non sono più state indette riunioni del NRC perché la Russia non ha risposto positivamente alla richiesta di convocazione del vertice.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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