Haiti: gang armata rapisce 17 missionari stranieri

Pubblicato il 18 ottobre 2021 alle 9:29 in America centrale e Caraibi

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Una banda armata di Haiti, nota per rapimenti ed omicidi, è stata accusata dalla polizia di aver sequestrato 17 persone. Tra gli ostaggi ci sono missionari cristiani di un’organizzazione statunitense e membri delle loro famiglie, tra cui 5 bambini.

Secondo le autorità, responsabile del rapimento è la “400 Mawozo”. Il gruppo, che da mesi imperversa nella zona tra Port-au-Prince e il confine con la Repubblica Dominicana, ha effettuato l’assalto a Ganthier, a Est della capitale, sabato 16 ottobre. Lo ha riferito, domenica 17 ottobre, all’agenzia di stampa Associated Press l’ispettore di polizia haitiano, Frantz Champagne. La banda controlla l’area di Croix-des-Bouquets, dove si trova anche Ganthier, e qui è solita effettuare rapimenti di persone, furti e sequestri d’auto.

Il Christian Aid Ministries, con sede in Ohio, ha affermato che gli ostaggi appartengono alla sua organizzazione. Si tratta di 16 cittadini statunitensi e un cittadino canadese. Tra questi, ci sarebbero 7 donne, 5 uomini e 5 bambini. Il gruppo si trovava su un autobus e aveva appena visitato un orfanotrofio quando è stato attaccato. “Stiamo cercando la direzione di Dio per trovare una soluzione e le autorità stanno valutando modi per aiutare”, ha affermato l’organizzazione in una nota. Il messaggio ha poi aggiunto che il direttore sul campo della missione, rimasto alla base, stava lavorando con l’ambasciata degli Stati Uniti nel Paese per tentare di ritrovare il gruppo. Tra le sue attività ad Haiti, Christian Aid Ministries gestisce una clinica medica, aiuta gli orfani e tiene letture della Bibbia.

Domenica 17 ottobre, i gruppi della società civile hanno chiesto l’immediato rilascio dei missionari. Il bambino più piccolo ha solo due anni. “Chiediamo la liberazione delle persone rapite, siano essi cittadini americani o di altre nazionalità”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Agence France Presse Gedeon Jean, direttore del Centro per l’analisi e la ricerca sui diritti umani, con sede a Port-au-Prince. Jean ha specificato che la situazione attuale è “dannosa per la dignità umana”.

Il Dipartimento di Stato USA ha assicurato di essere a conoscenza dei rapporti sulla situazione e un alto funzionario statunitense, parlando in condizione di anonimato, ha riferito ad Agence France Presse che Washington è in contatto con le autorità haitiane per cercare di risolvere il caso. Anche il governo canadese ha dichiarato che sta lavorando con le autorità e i gruppi locali per raccogliere maggiori informazioni.

Haiti ha assistito ad un picco di rapimenti dopo l’uccisione del presidente Jovenel Moise, il 7 luglio. Questo perché le bande armate approfittano della diffusione dell’insicurezza e della crisi politica per espandere la loro influenza. “Questo tipo di clima offre a chiunque l’opportunità di fare ciò che vuole perché ora è più facile”, ha riferito ad Al Jazeera Emmanuela Douyon, fondatrice e direttrice esecutiva del think tank Policite. “Non c’è molto controllo. I rischi ora sono più alti di prima”, ha aggiunto. 

Le persone colpite provengono generalmente dalla classe media haitiana (insegnanti, sacerdoti, dipendenti pubblici, piccoli imprenditori), che hanno la possibilità di pagare i riscatti. Questi possono variare dai 200 dollari a più di 1 milione. Nonostante gli attacchi contro stranieri siano relativamente rari, la banda “400 Mawozo” è sospettata di essere coinvolta nel rapimento, ad aprile, nella stessa zona, di un gruppo di sacerdoti e suore, tra cui alcuni cittadini francesi.

Quasi un anno fa, la polizia haitiana ha rilasciato un mandato d’arresto per Wilson Joseph, presunto leader di “400 Mawozo”, con l’accusa di omicidio, tentato omicidio, rapimento, furto d’auto e dirottamento di camion che trasportano merci. L’uomo viene soprannominato “Lanmò Sanjou”, che significa “la morte non sa che giorno arriverà”.

Almeno 328 rapimenti sono stati segnalati alla polizia nazionale di Haiti nei primi otto mesi del 2021, un aumento rispetto all’anno passato, quando, in totale, sono stati 234 i rapimenti registrati. I dati sono stati resi noti da un rapporto pubblicato il mese scorso dall’Ufficio integrato delle Nazioni Unite ad Haiti, noto come BINUH. Secondo il Center for Analysis and Research in Human Rights, un gruppo della società civile con sede nella capitale haitiana, nei primi tre trimestri del 2021 sarebbero stati calcolati invece più di 600 rapimenti, contro i 231 dello stesso periodo del 2020. 

Il rapimento dei missionari è arrivato solo pochi giorni dopo la visita ad Haiti di alcuni alti funzionari statunitensi, i quali hanno promesso più risorse per la polizia nazionale, inclusi 15 milioni di dollari per aiutare a ridurre la violenza delle bande.

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Chiara Gentili

di Redazione

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