Grecia, Cipro, Egitto e la rete elettrica che collegherà l’Europa all’Africa

Pubblicato il 18 ottobre 2021 alle 18:27 in Cipro Egitto Grecia

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Cipro ed Egitto hanno firmato un accordo per portare a termine i collegamenti tra le reti di trasmissione elettrica dei due Paesi. Un memorandum d’intesa è stato firmato, sabato 16 ottobre, dal ministro dell’Energia cipriota, Natasa Pilides, e dall’omologo egiziano, Mohamed Shaker. L’iniziativa definisce un quadro di cooperazione tra Nicosia e Il Cairo in materia di energia elettrica, dalla pianificazione all’attuazione.

“Per Cipro, questa interconnessione elettrica con l’Egitto, uno dei nostri preziosi alleati strategici nella regione, ha il potenziale per costituire una pietra angolare dei nostri sforzi per la transizione verso un’economia verde”, ha dichiarato Pilides, durante la cerimonia di firma del memorandum, alla quale era presente anche Shaker. “Fortificare le nostre reti elettriche e consentire l’ulteriore integrazione delle energie rinnovabili nel nostro rispettivo mix energetico, migliorare la sicurezza del nostro approvvigionamento energetico e consentirci di diventare esportatori di energia, sono solo alcuni dei vantaggi tangibili”, ha aggiunto il ministro cipriota.

Pochi giorni prima, il 14 aprile, Grecia ed Egitto hanno firmato un accordo simile, destinato a porre le basi per la costruzione di un cavo sottomarino che dovrebbe trasmettere energia prodotta da rinnovabili dal Nord Africa all’Europa. Si tratterebbe della prima infrastruttura di questo tipo nel Mediterraneo. Il ministro egiziano Shaker e quello dell’Energia greco, Kostas Skrekas, hanno firmato un memorandum d’intesa per il progetto durante una cerimonia ad Atene. “Una tale interconnessione è una vittoria per Grecia, Egitto ed Unione Europea”, ha detto Skrekas. Il progetto aiuterà a costruire un corridoio energetico nel Mediterraneo orientale e a migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento nella regione.

L’accordo è arrivato mentre Grecia, Cipro e Israele progettano di costruire l’Euro-Asia Interconnector, il cavo elettrico sottomarino più lungo e profondo del mondo che attraversa il Mediterraneo, per un costo di circa 900 milioni di dollari. Il memorandum greco-egiziano istituisce un gruppo di lavoro di alto livello composto da alti funzionari, rappresentanti degli operatori della rete elettrica e dei regolatori dell’energia. Il gruppo esaminerà mezzi e finanziamenti per l’attuazione del progetto e faciliterà la tempestiva concessione di permessi e approvazioni e i necessari studi di fattibilità. L’accordo firmato tra Egitto e Cipro fa parte della stessa iniziativa. 

Il Cairo e Nicosia hanno altresì in ballo un progetto energetico congiunto che prevede che il gas naturale, proveniente dal giacimento offshore Afrodite, a Cipro, venga convogliato negli impianti di liquefazione, in Egitto, per la riesportazione nei Paesi europei e per l’uso nei mercati locali. Precedenti dichiarazioni del governo egiziano avevano riferito che il Paese avrebbe iniziato a ricevere gas cipriota entro il 2022. I due Stati hanno firmato un accordo per stabilire un gasdotto marittimo diretto il 19 settembre 2018. Più volte, le delegazioni dei due Paesi si sono incontrate per discutere della cooperazione bilaterale nel campo del petrolio e del gas naturale e della collaborazione in corso nell’ambito dell’EastMed Gas Forum.

L’Egitto possiede due impianti di liquefazione del gas naturale, uno ad Est di Alessandria, a Idku, di proprietà della Egyptian Liquefied Natural Gas, e l’altro nella città portuale di Damietta, appartenente alla spagnola Union Fenosa, in collaborazione con l’italiana Eni. Il Ministero del Petrolio e delle Risorse minerarie del governo del Cairo partecipa del 12% all’impianto di Idku attraverso l’Egyptian Natural Gas Holding Co. (EGAS). Con la stessa percentuale contribuisce anche l’Egyptian General Petroleum Corp. (EGPC), mentre la Shell partecipa del 35,5%, come la compagnia del gas e del petrolio della Malesia, Petronas. La multinazionale francese Total contribuisce invece per circa il 5% all’impianto. Per quanto riguarda il secondo sito, quello di Damietta, la gestione è in mano alla Union Fenosa, ma l’80% del progetto è di proprietà congiunta tra la compagnia spagnola e l’italiana Eni, con EGPC ed EGAS che detengono il resto delle azioni al 10% ciascuna.

L’accordo tra Egitto e Cipro assume notevole importanza anche alla luce delle controversie con la Turchia riguardanti le rivendicazioni energetiche nel Mediterraneo orientale. Qui, Ankara ha avviato, nei mesi passati, varie esplorazioni al largo delle coste greche e cipriote, nonostante gli avvertimenti di Nicosia ed Atene che ritengono di avere la sovranità su quelle porzioni di mare territoriale. Lo stesso diritto è rivendicato però dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che non intende rinunciare alle trivellazioni in quelle aree.

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Chiara Gentili

di Redazione

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