Cina: rallenta la crescita del PIL

Pubblicato il 18 ottobre 2021 alle 12:18 in Asia Cina

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Il PIL della Cina è cresciuto del 4,9% nel terzo trimestre del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020, registrando una crescita anno su anno del 9,8% da gennaio a settembre 2021, in base ai dati rilasciati dall’Ufficio nazionale di statistica della Cina il 18 ottobre.  Nei primi tre trimestri del 2021, il PIL cinese ha raggiunto un valore pari a 82, 313 trilioni di yuan, registrando un tasso di crescita medio biennale del 5,2%. Rispetto ai dati del terzo trimestre, invece, il PIL cinese ha registrato una crescita dello 0,2% rispetto al periodo aprile-giugno 2021 e ha mantenuto una crescita media biennale del 4,9%.

Come riferito da Huanqiuwang, la crescita del PIL nel terzo trimestre è stata inferiore alle previsioni e la causa sarebbe da rintracciare nella carenza di energia elettrica affrontata dal Paese, nei disordini della catena di approvvigionamento internazionale, nella frenata dei consumi a causa della comparsa di focolai di coronavirus in alcune aree e da sconvolgimenti di ampia portata nel mercato immobiliare. Huanqiuwang ha però definito il quadro generale dell’economia cinese “indubbiamente positivo”, specificando che le ragioni del rallentamento economico del terzo trimestre sono di natura o temporanea o globale. Gli analisti di Bloomberg, ad esempio, avevano stimato una crescita del PIL cinese nel terzo trimestre del 5%.

Il portavoce dell’Ufficio nazionale di statistica, Fu Linghui, ha commentato tali dati affermando che, nei primi tre trimestri del 2021, l’economia nazionale ha mantenuto un trend di ripresa, aggiungendo che, nel periodo in questione, gli adeguamenti strutturali sono avanzati costantemente ed è stato promosso uno sviluppo di alta qualità. Fu ha specificato che la produzione industriale ha continuato a crescere e il settore dei servizi ha assistito ad una ripresa costante. Nello specifico, il valore aggiunto delle imprese industriali è aumentato dell’11,8% su base annua, quello della trasmissione di informazioni, software e delle tecnologie dell’informazione del 19,3%, mentre i trasporti, lo stoccaggio e l’industria postale sono cresciuti del 15,3% anno su anno. In termini di domanda, nei primi tre trimestri, le vendite al dettaglio di beni di consumo sono aumentate del 16,4% su base annua, gli investimenti in immobilizzazioni sono aumentati del 7,3% anno su anno e le importazioni e le esportazioni totali di merci sono aumentate del 22,7%. La situazione occupazionale sarebbe rimasta stabile, con la creazione di 10,45 milioni di nuovi posti di lavoro nelle aree urbane, raggiungendo il 95,0% dell’obiettivo annuale. A settembre, il tasso di disoccupazione nelle aree urbane rilevato a livello nazionale è stato del 4,9%, con un calo di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Nei primi tre trimestri il reddito nazionale disponibile pro capite è aumentato del 10,4% anno su anno in termini nominali. Il rapporto tra reddito pro capite dei residenti urbani e rurali è stato di 2,62, in diminuzione di 0,05 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Dopo aver fornito tali dati, Fu ha dichiarato che la ripresa economica interna non è ancora stabile ed equilibrata e che le incertezze nel contesto internazionale sono in aumento.

Il dato del 4,9% di crescita del PIL cinese nel terzo trimestre ha rappresentato il ritmo di crescita più debole dal terzo trimestre del 2020.Nel secondo trimestre del 2021, il PIL cinese aveva registrato una crescita del 7,9% anno su anno dopo il dato del 18,3% registrato da gennaio a marzo 2021. Nel primo semestre del 2021, che è anche il primo semestre del 14esimo piano quinquennale 2021-25, il PIL cinese aveva raggiunto il valore di 53,2167 trilioni di yuan, crescendo del 12,7% anno su anno. Tali dati sono arrivati dopo che, nel 2020, nonostante la diffusione della pandemia di coronavirus e la conseguente crisi economica a livello mondiale, il PIL della Cina aveva totalizzato oltre 100 trilioni di yuan, per un valore di circa 14,7 trilioni di dollari, registrando una crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente. Nel 2020, quella cinese è stata l’unica tra le grandi economie mondiali a mostrare una crescita positiva, nonostante il tasso del 2,3% sia stato il minore mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della Rivoluzione culturale, tale dato si attestò all’1,6%.

Ad oggi, nel piano quinquennale per l’economia 2021-25, la Cina non ha posto un obiettivo di crescita del PIL specifico relativo al quinquennio e manterrà, invece, la crescita annua a livelli “ragionevoli”. Per il 2021, l’obiettivo di crescita dell’economia cinese prevede un aumento del PIL dal 6% in su. Alcuni analisti citati da South China Morning Post si aspettano che la crescita superi facilmente tale obiettivo, crescendo di oltre l’8% nonostante le attuali pressioni a cui è sottoposta l’economia cinese.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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