Attacco armato nello Stato di Sokoto e allerta in tutta la Nigeria

Pubblicato il 18 ottobre 2021 alle 17:18 in Africa Nigeria

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Un gruppo di uomini armati ha ucciso almeno 30 persone in un attacco nello Stato nigeriano Nord-orientale di Sokoto, secondo quanto riferito il 18 ottobre dalle autorità locali. 

Un primo assalto ha avuto luogo il 17 ottobre in un mercato settimanale a Goronyo e gli scontri sono continuati fino alla mattina del 18 ottobre, stando a quanto ha dichiarato il governatore di Sokoto, Aminu Waziri Tambuwal, in una nota. Iliyasu Abba, un commerciante e residente locale, ha raccontato all’agenzia di stampa Reuters della presenza di 60 vittime all’obitorio del Goronyo General Hospital, mentre altri hanno riportato ferite durante la fuga. “Gli uomini armati hanno preso d’assalto il mercato mentre era affollato di acquirenti e commercianti”, ha dichiarato. Abba ha aggiunto che gli uomini armati avevano, almeno inizialmente, sopraffatto la polizia che aveva provato ad intervenire. Tuttavia, le forze di sicurezza non hanno risposto alle richieste di commento.

L’attacco arriva a seguito di un’allerta lanciata il 16 ottobre dal governo del Regno Unito, che ha avvertito i propri cittadini presenti in Nigeria della possibilità di attentati terroristici nel Paese africano, elencando 12 Stati settentrionali ad alto rischio di rapimento e altri crimini. Il messaggio ha anche esortato a monitorare i media locali per trovare informazioni su possibili manifestazioni in diverse zone del Paese. “È probabile che gli eventi per celebrare il primo anniversario delle proteste #EndSARS si svolgeranno a livello nazionale, la settimana che inizia il 18 ottobre”, si legge nell’allerta. “Potrebbero esserci manifestazioni e una maggiore presenza di sicurezza nelle principali città come Lagos e Abuja”, aggiunge il messaggio. Parallelamente, la nota ricorda che è previsto per il 21 ottobre, nella capitale, anche il processo di un leader separatista di alto profilo. 

Tornando allo Stato di Sokoto, un recente episodio violento si era verificato il 26 settembre, quando un gruppo di uomini armati aveva ucciso almeno 22 membri del personale di sicurezza nigeriano. Fonti interne alle forze armate avevano riferito che un gruppo di aggressori aveva ucciso 14 soldati, 5 agenti di polizia e 3 membri di una forza di protezione civile. In precedenza, l’esercito aveva comunicato che le sue truppe avevano respinto un assalto riconducibile allo Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale, noto con l’acronimo dall’inglese ISWAP, uccidendo decine dei militanti islamisti. Il portavoce delle forze armate nigeriane, il generale Benjamin Sawyerr, aveva aggiunto che erano state riportate vittime anche tra le forze di sicurezza, ma non aveva fornito dettagli al riguardo. 

Lo scontro in questione era avvenuto in un’area ad alto rischio, causa di frequenti attacchi e rapimenti, e dove le autorità hanno chiuso le reti di telecomunicazioni per supportare un’operazione militare finalizzata a ristabilire la sicurezza, avviata il 20 settembre. A tale proposito, il generale Sawyerr aveva specificato che le attività delle forze di sicurezza in corso nel Nord-Ovest del Paese prendono di mira sia i gruppi di cosiddetti “banditi”, che agiscono per fini di lucro, sia le organizzazioni jihadiste come l’ISWAP e Boko Haram. Tuttavia, è interessante sottolineare che lo stato di Sokoto, situato nell’angolo Nord-occidentale della Nigeria, è lontano dall’area dove solitamente si concentrano le attività degli islamisti, che tendevano a concentrarsi nello Stato Nord-orientale del Borno. In tale regione è nata ed ha prosperato l’organizzazione islamista nota come Boko Haram. 

In generale, la situazione relativa alla sicurezza nella regione desertica del Sahel, di cui la Nigeria fa parte, è particolarmente critica a partire dal 2012. Quell’anno, il Mali ha dovuto affrontare prima un colpo di Stato, con la destituzione dell’allora presidente Amadou Toumani Touré, e poi una rivolta armata scoppiata nel Nord e guidata da membri Tuareg alleati con alcuni combattenti di al-Qaeda. Dal 20 gennaio 2013, gli insorti erano stati gradualmente sradicati ed espulsi dai territori del Nord grazie alle operazioni congiunte delle truppe di Francia e Mali. Da allora continuano a verificarsi periodicamente attacchi e scontri, con la conseguente morte di militari e civili. Il conflitto, che dura ormai da 12 anni, si è esteso in Burkina Faso, Niger, Ciad, Nigeria e Camerun, ha causato oltre 300.000 vittime, secondo una stima delle Nazioni Unite.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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