Yemen: “160 Houthi” eliminati dalla coalizione a guida saudita

Pubblicato il 17 ottobre 2021 alle 20:32 in Medio Oriente Yemen

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Il 17 ottobre, la coalizione guidata dall’Arabia Saudita che sostiene il governo deposto dello Yemen ha riferito di aver eliminato “160 ribelli Houthi” in raid aerei a Sud della città di Ma’rib. 

La coalizione ha dichiarato di aver effettuato 32 attacchi nelle precedenti 24 ore, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale saudita, aggiungendo che “11 veicoli militari sono stati distrutti e più di 160 terroristi sono stati eliminati”. I ribelli commentano raramente le perdite riportate e il bilancio non può essere verificato in modo indipendente. La coalizione ha aggiunto che da lunedì 11 ottobre più di 700 ribelli Houthi sono stati uccisi in attacchi aerei a Ma’rib.

Nonostante le perdite, gli Houthi sono entrati nel centro del distretto di Abdiya dopo un assedio di quattro settimane, secondo quanto ha riportatp una fonte lealista. Abdiya si trova a circa 100 km dalla città di Ma’rib, che è l’ultimo punto d’appoggio del governo riconosciuto a livello internazionale nel Nord del Paese. Un funzionario ha aggiunto che i ribelli hanno “rapito, imprigionato e abusato” dei membri delle tribù yemenite che sostenevano le forze filo-governative.

Il governatorato yemenita di Ma’rib, situato a circa 120 chilometri a Est della capitale Sanaa, continua a essere teatro di violenti scontri tra le forze filogovernative e le milizie di ribelli Houthi. È dal mese di febbraio scorso che il gruppo sciita ha lanciato una violenta offensiva contro Ma’rib, l’ultima regione nel Nord dello Yemen tuttora posta, in buona parte, sotto il controllo delle forze filogovernative, legate al presidente Rabbo Mansour Hadi.

Gli scontri via terra e gli attacchi aerei continuano su più assi, prevalentemente a Sud e ad Ovest. A tal proposito, fonti locali hanno riferito, il 13 ottobre, che l’esercito yemenita, coadiuvato dalle tribù locali, ha lanciato un contrattacco nelle aree a Sud del distretto di al-Jubah, dove i ribelli erano riusciti, il giorno precedente, il 12 ottobre, a prendere il controllo di alcuni villaggi, tra cui Hawbarana, Wasit, al-Ghamis e Jarafah.

Proprio il 13 ottobre, il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, in dichiarazioni con la stampa, ha evidenziato che i violenti combattimenti nelle regioni yemenite di Ma’rib, al-Bayda’ e Shabwa si sono intensificati nelle ultime settimane, con possibili ripercussioni sempre più gravi per la popolazione civile. Nel mese di settembre scorso, ha riferito il portavoce, circa 10.000 yemeniti sono stati sfollati a Ma’rib, il tasso più alto registrato nel governatorato dall’inizio del 2021.

La guerra civile in Yemen ha avuto inizio a seguito del colpo di Stato degli Houthi del 21 settembre 2014. Ad affrontarsi sui fronti di combattimento in Yemen vi sono, da un lato, i ribelli sciiti, sostenuti da Teheran, e, dall’altro lato, le forze legate al governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale. Dal 26 marzo 2015, l’esercito filogovernativo è coadiuvato da una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita, formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait e Bahrain.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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