Rep. Dem. del Congo: scontri tra manifestanti

Pubblicato il 17 ottobre 2021 alle 10:12 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Il 16 ottobre, la polizia della Repubblica Democratica del Congo ha usato gas lacrimogeni per sedare gli scontri tra i sostenitori del presidente e quelli dell’opposizione. Intanto, l’Assemblea Nazionale ha scelto un nuovo capo della Commissione Elettorale.

Il Parlamento ha scelto Denis Kadima, un esperto di elezioni con decenni di esperienza, alla guida della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), un organismo che analisti politici e diplomatici hanno criticato per il suo ruolo nel controverso voto del 2018 in cui Felix Tshisekedi è diventato presidente. 

Si prevede che quest’ultimo cercherà di ottenere un secondo mandato quando gli elettori congolesi torneranno alle urne nel 2023, con la CENI che probabilmente giocherà di nuovo un ruolo fondamentale. Il leader dell’opposizione e successore dell’ex presidente Kabila, Martin Fayulu, e Tshisekedi avevano formato una coalizione alla vigilia delle elezioni del 2018, ma l’attuale presidente alla fine si è separato per formare un altro gruppo politico, appena prima del voto. Nonostante le diffuse accuse di frode, la CENI ha dichiarato vincitore Tshisekedi, mentre Fayulu, che affermava di aver ottenuto una vittoria schiacciante, è arrivato secondo.

Il Fronte Comune per il Congo (FCC), il partito di Kabila, ha preso più di 300 dei 500 seggi nelle elezioni parlamentari, portando Kabila ad effettuare un accordo di condivisione del potere con Tshisekedi. Il FCC è stato in grado di usare la sua maggioranza per bloccare le riforme promesse da Tshisekedi e i suoi sforzi per arginare la corruzione, mentre installava i lealisti di Kabila nelle posizioni chiave del gabinetto.

Il 16 ottobre, circa 10.000 sostenitori di Fayulu e del FCC hanno marciato per le strade di Kinshasa in segno di protesta su diverse questioni, tra cui l’accusa che il processo per selezionare la leadership della CENI fosse stato influenzato dall’élite politica del Paese. La polizia ha usato gas lacrimogeni per sedare gli scontri che sono scoppiati tra i sostenitori di Fayulu e quelli di Tshisekedi. Questi ultimi hanno lanciato bombe molotov contro l’altra fazione. 

In piedi sul retro di un camion, Fayulu ha parlato ad una folla di sostenitori affermando che la Repubblica Democratica del Congo aveva bisogno di una CENI indipendente e trasparente e di un presidente della CENI che pubblicasse “i veri risultati”. In tale contesto, Albert Malukisa, professore di scienze politiche presso l’Università Cattolica del Congo, ha affermato che Tshisekedi è già riuscito a ottenere il controllo della Corte Costituzionale. “Con la CENI dalla sua può essere sicuro di vincere le prossime elezioni”, ha sottolineato.

Il 12 aprile, il primo ministro congolese, Jean-Michel Sama Lukonde, aveva annunciato un nuovo gabinetto, a seguito della crisi di Governo, iniziata il 7 dicembre 2020, che aveva visto lo scioglimento della coalizione del presidente Tshisekedi e dell’ex presidente Kabila. Le tensioni tra le fazioni erano esplose quando Tshisekedi aveva dichiarato che la condivisione del potere stava bloccando il suo programma, affermando di essere pronto a cercare una nuova maggioranza in Parlamento. L’annuncio aveva scatenato scontri in Parlamento, sollevando i timori di una prolungata lotta per il potere nel Paese africano dilaniato dai problemi di sicurezza nella parte orientale. Con una serie di mosse politiche, l’attuale presidente è riuscito a conquistare molti deputati di Kabila, ottenendo il sostegno di quasi 400 dei 500 membri dell’Assemblea Nazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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