USA e Grecia rinnovano la cooperazione reciproca in materia di Difesa

Pubblicato il 15 ottobre 2021 alle 12:03 in Grecia USA e Canada

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Gli Stati Uniti e la Grecia hanno firmato, giovedì 14 ottobre, un accordo che rinnova la loro cooperazione di lunga data in materia di Difesa. L’intesa, che secondo il Segretario di Stato USA, Antony Blinken, consente agli alleati della NATO di migliorare la sicurezza nella regione del Mediterraneo orientale e oltre, è conosciuta con il nome di “Accordo di cooperazione per la mutua difesa tra Stati Uniti e Grecia” (MDCA) e permette alle forze statunitensi di addestrare uomini e svolgere attività all’interno del territorio greco dal 1990.

I due Paesi, che hanno forti legami politici ed economici, hanno rinnovato il loro accordo, solitamente quinquennale, con la promessa che da questo momento in poi il patto rimarrà in vigore a tempo indeterminato, a meno che una delle parti non decida di ritirarsi. “L’MDCA è il fondamento della nostra cooperazione in materia di difesa”, ha affermato Blinken in una nota, dopo aver partecipato alla cerimonia per la firma dell’MDCA, insieme al ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias. Il Segretario di Stato ha poi aggiunto: “L’emendamento di oggi estende la validità dell’intesa fino a tempo indeterminato, la rende coerente con altri accordi bilaterali di cooperazione in materia di difesa tra gli alleati della NATO e, in più, risulta abbastanza durevole da consentire a Grecia e Stati Uniti di far progredire la sicurezza e la stabilità nel Mediterraneo orientale e oltre”.

Dendias, dal canto suo, ha affermato che l’impegno degli Stati Uniti nei confronti della Grecia dimostra che entrambi i Paesi sono determinati a salvaguardare e proteggere la sovranità e l’integrità territoriale reciproca. Più tardi, sempre nella giornata di giovedì, il Dipartimento di Stato USA ha rilasciato una dichiarazione che delinea le aree chiave di cooperazione tra i due Paesi, incentrate soprattutto su difesa, commercio e investimenti, clima, sicurezza e antiterrorismo. “I due governi hanno espresso il desiderio congiunto di aiutarsi a vicenda nel mantenere soldati forti e capaci e nell’aumentare la loro modernizzazione e interoperabilità”, ha affermato il Dipartimento di Stato, ricordando altresì alcuni dei recenti aggiornamenti dei caccia F-16 greci e degli elicotteri Sikorsky. Washington ha infine dichiarato di aver accolto con favore il fatto che Atene abbia espresso un interesse nell’aderire al programma degli F-35.

Gli Stati Uniti possiedono diverse basi militari in Grecia. Ankara si oppone alla crescente cooperazione militare tra Washington e Atene. L’accordo di cooperazione tra i due Paesi in materia di Difesa e le trattative per l’aggiunta di basi militari USA sul suolo greco, oltre a quelle già messe a disposizione per le forze statunitensi, sono fonte di malcontento per il governo turco. Funzionari e media legati all’esecutivo di Ankara si lamentano soprattutto della presenza di militari degli Stati Uniti nella città portuale di Alessandropoli. Questa si trova nella Tracia occidentale, una regione che ospita una cospicua comunità musulmana, l’unica minoranza ufficialmente riconosciuta in Grecia. Recentemente, la Federazione dei turchi della Tracia occidentale in Europa ha presentato una dichiarazione scritta al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite criticando l’atteggiamento delle autorità greche nei confronti delle popolazioni di origine turca. Al contempo, Ankara si è lamentata con Atene per la gestione della scoperta di un cimitero ottomano in un cantiere edile nella regione greca della Penisola Calcidica. Il 23 febbraio, il Ministero degli Affari Esteri ha dichiarato che la Turchia avrebbe dovuto essere informata quando sono state trovate circa 200 tombe nell’area. Tuttavia, fonti diplomatiche greche hanno respinto la denuncia definendola un altro tentativo di Ankara di creare una narrativa neo-ottomana in cui il governo di Recep Tayyip Erdogan figuri come il protettore di tutti i musulmani all’estero.

Le intese in materia di Difesa sottoscritte da Atene sono dunque spesso percepite in funzione anti-turca. Circa un mese fa, il 28 settembre, la Grecia e la Francia hanno finalizzato un accordo per l’acquisto, da parte del governo greco, di navi da guerra di fabbricazione francese. La mossa è stata definita dal primo ministro Kyriakos Mitsotakis “un primo passo verso l’autonomia della Difesa europea”. Il nuovo patto franco-greco ha stabilito altresì che i due Paesi si aiutino a vicenda in caso di minaccia esterna. Atene e Parigi avevano già sottoscritto un accordo da 2,5 miliardi di euro per l’acquisto greco di 18 jet da combattimento Rafale, prodotti dall’azienda francese Dassault, a gennaio 2021. Un progetto di ammodernamento della Difesa annunciato dal primo ministro greco a settembre prevede che il Paese investa pesantemente nelle forze armate, aumenti il personale, acquisisca nuove fregate, elicotteri e droni e aggiorni la sua flotta di caccia F-16.

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Chiara Gentili

di Redazione

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