Russia: smantellata cellula terroristica e arrestati 4 militanti

Pubblicato il 15 ottobre 2021 alle 17:20 in Russia

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Il Servizio Federale per la Sicurezza (FSB) della Federazione Russa ha dichiarato, giovedì 14 ottobre, di aver soppresso le attività di una cellula terroristica legata all’organizzazione Jama’at al-Tawhid wa al-Jihad e arrestato quattro miliziani.

L’operazione, avvenuta nella regione della Russia-Europea di Vladimir, è stata svolta con il supporto degli agenti dell’FSB di Mosca e ha portato all’arresto di due militanti provenienti da una delle “Repubbliche dell’Asia Centrale”, si legge nel rapporto delle autorità russe. Sugli uomini pendono le accuse di associazione con finalità di terrorismo e diffusione di materiale propagandistico. Anche il 14 settembre, l’FSB aveva svolto un’operazione di arresto di due militanti dell’organizzazione Jama’at al-Tawhid wa al-Jihad, anch’essi provenienti da “Repubbliche dell’Asia Centrale”. In tale quadro, è importante sottolineare che Jama’at al-Tawhid wa al-Jihad, ossia “Gruppo Tawḥīd e Jihād”, è stato un gruppo terroristico jihadista e takfirita attivo in Vicino Oriente, fondato e guidato dal 1999 al 2004 da Abū Muṣʿab al-Zarqāwī.

L’episodio è giunto due mesi dopo un’importante operazione antiterroristica condotta dal Servizio Federale per la Sicurezza a Mosca e nella regione di Astrakhan. Nello specifico, il 5 luglio, i servizi segreti russi hanno annunciato di aver neutralizzato “una serie di attentati pianificati per i mesi di giugno, luglio e agosto 2021”. Le indagini hanno portato all’arresto di due militanti e all’uccisione di altri sei. Questi ultimi, stando all’ufficio stampa dell’FSB, hanno opposto resistenza durante l’arresto. Non è stato specificato se i sette miliziani fossero, in qualche modo, legati tra loro. Tuttavia, maggiori dettagli sono stati rilasciati sull’attacco che è stato sventato, il primo luglio, nella capitale russa. Secondo quanto riferito, l’uomo intendeva colpire un’area molto affollata di Mosca. Durante la perquisizione domiciliare le forze dell’ordine hanno sequestrato diversi dispositivi informatici, nonché armi da fuoco automatiche, munizioni e una granata F-1.

Nella Federazione Russa, il principale lavoro di antiterrorismo è svolto dal Servizio Federale per la Sicurezza in collaborazione con il Ministero degli Affari Interni, la Rosguard, il Comitato per la Sicurezza Interna e altre agenzie di polizia. L’ufficio del procuratore generale della Federazione Russa svolge poi un ruolo di coordinamento nella lotta contro la criminalità.

A tal riguardo, nel 1998 è stata adottata la legge federale “Lotta al terrorismo”, che per la prima volta nella storia della Russia ha stabilito le basi giuridiche e organizzative della lotta al terrorismo, le questioni di coordinamento e di procedura delle autorità, nonché i diritti, gli obblighi e le garanzie dei diritti dei cittadini. Una nuova norma “Sulla lotta al terrorismo” è stata adottata nel 2006. Secondo il codice penale della Federazione Russa, i terroristi sono passibili della pena più severa, fino all’ergastolo. Inoltre, tali criminali sono detenuti separatamente in strutture di detenzione al fine di prevenire la diffusione dell’ideologia terroristica e impedire tentativi di recluta di altri prigionieri. Le richieste pubbliche di attività terroristiche o estremiste, l’addestramento in campi terroristici o la partecipazione a tali organizzazioni, il finanziamento di attività estremiste, sono altresì punibili ai sensi del diritto penale di Mosca.

In passato, soprattutto a partire dal 1996, erano principalmente i separatisti ceceni a minacciare la sicurezza della Russia e ad organizzare assedi di matrice terroristica. I tre attentati più gravi che hanno colpito la nazione sono avvenuti a Stavropol, a Mosca e nell’Ossezia del Nord.  Il primo si è verificato il 14 giugno 1995. Con il fine di richiedere il ritiro delle truppe russe dal Caucaso, un gruppo di separatisti ceceni prese in ostaggio circa 1.600 persone all’interno dell’ospedale cittadino. Le vittime totali furono 129, oltre a diverse centinaia di feriti. Il secondo attacco durò tre giorni, dal 23 al 26 ottobre 2002. Anche in questo caso, una coalizione di separatisti ceceni sequestrò circa 850 persone nel teatro Dubrovka di Mosca. In seguito a trattative non soddisfacenti, le autorità russe intervennero per porre fine al sequestro. La tragedia si concluse con la morte di 129 persone e numerosi feriti. Il terzo attentato era stato organizzato nella regione autonoma dell’Ossezia del Nord, a Beslan, quando, dal primo al 3 settembre 2004, un gruppo di separatisti ceceni attaccò una scuola. Durante l’assedio e l’assalto delle forze speciali russe morirono 334 persone, mentre oltre 800 rimasero ferite. Durante la missione del 2004, a guidare i gruppi d’assalto era Movsar Barayev, il nipote del comandante della milizia cecena, Arbi Barayev, organizzatore dei precedenti sequestri.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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