Russia: la US Navy accusata di violazione del confine russo nel Mare del Giappone

Pubblicato il 15 ottobre 2021 alle 19:14 in Russia USA e Canada

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Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha annunciato, venerdì 15 ottobre, che il cacciatorpediniere della US Navy Chafee “si è avvicinato alle acque territoriali russe” nel Mar del Giappone e, nonostante le segnalazioni, “ha violato il confine”.

A riportare quanto reso noto dal suddetto Dipartimento, il medesimo venerdì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. Il tentativo di “incursione” si sarebbe verificato intorno alle 17:00, ora locale, quando le autorità russe hanno individuato l’imbarcazione statunitense nei pressi dell’area marittima chiusa alla navigazione per via delle esercitazioni militari congiunte russe-cinesi Joint-Sea 2021. Di conseguenza, la nave missilistica russa Admiral Tribus ha comunicato alla Chafee statunitense che si trovava in un’area vietata a causa del fuoco di artiglieria nell’ambito delle manovre. “Dopo l’avvertimento ricevuto, il cacciatorpediniere Chafee, invece di cambiare rotta per lasciare l’area” ha innalzato al cielo le bandiere per segnalare l’avvio dei preparativi per il decollo degli elicotteri dal ponte navale, si legge nel comunicato del Ministero della Difesa della Federazione Russa. A causa di tali operazioni, l’imbarcazione statunitense non ha potuto apportare modifiche alla velocità di transito e alla rotta. Pertanto, Chafee ha “violato il confine di stato russo”, entrando nel Golfo di Pietro il Grande, situato lungo la costa dell’Estremo Oriente della Federazione, nella parte Nord-Occidentale del Mare del Giappone. In conformità alle regole internazionali di navigazione, la russa Admiral Tribus ha allontanato la US Navy dalle proprie acque. Il Ministero della Difesa russo ha definito le azioni dell’equipaggio del cacciatorpediniere di Washington una “grave violazione” delle regole internazionali per la prevenzione degli abbordi in mare, nonché dell’accordo intergovernativo russo-statunitense incentrato sulla prevenzione degli incidenti in alto mare e nello spazio aereo sopra di esso.

Per quanto riguarda le manovre militari russo-cinesi, è importante sottolineare che le Joint Sea-2021 si svolgeranno dal 14 al 17 ottobre nel Mare del Giappone. Per quanto riguarda il dispiegamento militare della Marina russa, saranno coinvolte la nave da guerra antisommergibile Admiral Panteleyev, le corvette Project 20380 Hero, due dragamine di tipo costiero, il sottomarino Project 877 Ust-Bolsheretsk, una nave missilistica e, infine, un rimorchiatore di salvataggio. La flotta della Cina, invece, è composta dai cacciatorpediniere Kunming e Nanchang, dalle corvette Qinzhou e Luzhou, da numerosi sottomarini, da una nave rifornimento e da una nave di soccorso. Ad aggiungersi al dispiegamento di Forze navali sono anche 12 velivoli, tra aerei ed elicotteri, appartenenti alla Flotta del Pacifico e alla Marina militare cinese. Lo scopo delle esercitazioni congiunte, secondo quanto riferito, è di coordinare le Forze navali e aeree delle due potenze, le quali saranno chiamate a svolgere operazioni tattiche contro bersagli sottomarini e in superfice, nonché attività antimine e, infine, operazioni di blocco di un sottomarino nemico in una determinata area designata. Il giorno prima, mercoledì 13 ottobre, era stato annunciato l’arrivo di un gruppo di navi cinesi presso il Golfo russa di Pietro il Grande.

Un episodio analogo di tentato attraversamento dello spazio marittimo russo si era verificato il 23 giugno, quando la Flotta del Mar Nero aveva aperto il fuoco lungo la rotta della nave da guerra britannica HMS Defender. Le azioni di Mosca erano state intraprese in risposta alla violazione di tre chilometri del proprio confine, al largo della costa della Crimea, nelle acque di Capo Fiolent. Dall’altra parte, il Ministero della Difesa della Gran Bretagna aveva negato le dichiarazioni di Mosca, aggiungendo che la Marina della Federazione, in realtà, non aveva aperto il fuoco come sosteneva. Quanto all’accusa di violazione di territorio, la Royal Navy aveva sottolineato che il transito, definito “innocente”, era stato effettuato in conformità con il diritto internazionale poiché le acque crimeane “fanno parte del territorio ucraino”. Più tardi, il 27 giugno, sono stati rinvenuti documenti riservati del Ministero della Difesa britannico in cui erano contenuti dettagli sul passaggio del cacciatorpediniere HMS Defender nel Mar Nero. Nelle 50 pagine si legge che Londra, con il transito nei pressi della Crimea, aveva calcolato il rischio di una provocazione verso Mosca. Nonostante ciò, è stato comunque scelto di procedere e transitare nelle acque che la Russia definisce proprie.

In tale contesto, è importante ricordare che l’annessione russa della suddetta regione ucraina è avvenuta il 16 marzo 2014. La Gran Bretagna, così come gran parte degli attori occidentali, non riconosce la validità del referendum, definendo la Crimea un territorio temporaneamente occupato dalla Russia.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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