Qatar: l’emiro nomina i 15 membri del Consiglio della Shura

Pubblicato il 15 ottobre 2021 alle 17:01 in Medio Oriente Qatar

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A circa due settimane di distanza dalle prime elezioni legislative della storia del Qatar, svoltesi il 2 ottobre, l’emiro Tamim bin Hamad al-Thani ha nominato i 15 membri dell’organismo consultivo e legislativo.

Così come sancito dalla Costituzione qatariota, il Consiglio della Shura è composto da 45 seggi in totale. L’elettorato qatariota ha eletto 30 membri, pari a due terzi, mentre gli altri 15 membri, tra cui due donne, sono stati nominati dall’emiro tramite la risoluzione numero 56 del 2021, emanata il 14 ottobre. Ora, la formazione del Consiglio legislativo e consultivo del Paese del Golfo può considerarsi conclusa. Come evidenziato da più parti, quello appena formato è un Consiglio prevalentemente maschile, in quanto sono solo due le donne che ne fanno parte. Molti dei nuovi eletti sono membri di un’élite imprenditoriale o funzionari governativi di alto rango in pensione.

Il 2 ottobre scorso, sono stati 234 i candidati, di cui 28 donne, che hanno gareggiato per aggiudicarsi i 30 seggi. L’affluenza alle urne è stata pari al 63,5%, una percentuale considerata elevata, che ha messo in luce l’importanza data dalla popolazione alle prime elezioni legislative del Paese. Il Consiglio della Shura è stato istituito nel 1972, anno in cui il Qatar era sotto la guida dello sceicco Khalifa bin Hamad al-Thani, il quale venne incaricato dalla Costituzione provvisoria modificata di organizzare la struttura e le istituzioni del moderno Stato del Golfo. Sebbene la Costituzione del Paese, approvata in un referendum del 2003, prevedesse elezioni per 30 seggi del suddetto Consiglio, queste sono state più volte rimandate e non hanno mai avuto luogo. Nel 2019, l’emiro aveva ordinato di formare un comitato per organizzare il voto, ma non aveva indicato una data precisa per le elezioni. Poi, il 3 novembre 2020, è stato dato l’annuncio di quella che è stata definita una mossa significativa che consentirà ai cittadini qatarioti di partecipare in misura maggiore nelle operazioni legislative e alla vita politica del Paese.

L’organismo legislativo qatariota detiene poteri relativamente forti rispetto alle altre monarchie del Golfo. Il Consiglio della Shura è responsabile dell’approvazione, del rifiuto e dell’emanazione di politiche statali generali e proposte di legge, nonché del controllo del bilancio dello Stato. Parallelamente, la Costituzione concede a ogni membro del Consiglio della Shura il diritto di porre sotto interrogatorio il primo ministro o qualsiasi altro membro della squadra governativa, per chiarire questioni di propria competenza. Circa il voto di fiducia a un ministro, questo può essere richiesto da 15 membri, mentre una eventuale mozione di sfiducia deve essere approvata da due terzi dell’organismo consultivo. Al contempo, l’emiro ha il diritto di sciogliere il Consiglio della Shura, ma deve motivare la sua scelta. Una volta sciolto, le nuove elezioni devono tenersi entro un massimo di sei mesi. In tale lasso temporale, è l’emiro, coadiuvato dal Consiglio dei ministri, ad assumere poteri legislativi.

Al momento, ci si interroga sul modo in cui il governo di Doha si relazionerà con il Consiglio della Shura neoeletto. È probabile che il Parlamento si concentrerà soprattutto su politiche di governo generali e non su questioni legate alla sicurezza e che incidono sulla redditività economica del Paese, così da non entrare in contrasto con l’esecutivo. Un primo banco di prova potrebbe essere il dibattito sulla cittadinanza inclusiva, soprattutto dopo che la legge elettorale emanata a luglio ha suscitato un ampio e intenso dibattito nazionale su chi può votare e candidarsi. La nuova legge ha concesso diritto di voto solo ai qatarioti la cui famiglia era presente sul territorio già prima del 1930 e hanno continuato a viverci.

Tra i possibili esclusi vi sono i membri della tribù al-Murra, i quali hanno organizzato rare manifestazioni a Doha e lanciato una campagna sui social media per criticare le autorità del Paese. La tribù, da cui provengono diversi clan del Qatar, ha avuto un rapporto teso con la famiglia regnante dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso, quando membri di spicco di al-Murra si opposero al colpo di Stato compiuto dallo sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani contro suo padre, lo sceicco Khalifa, nonno dell’attuale emiro. Di conseguenza, nel 2005, diversi esponenti al-Murra vennero privati della cittadinanza, con il pretesto che questi detenevano una doppia nazionalità.

Ad ogni modo, l’istituzione di un organo legislativo eletto in Qatar è stata considerata una pietra miliare in termini di partecipazione politica, che potrebbe spianare la strada verso l’evoluzione della cultura politica della nazione, offrendo ai cittadini l’opportunità di avere una relazione più interdipendente con il proprio governo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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