Polonia: il Parlamento approva una legge che consente i respingimenti di migranti

Pubblicato il 15 ottobre 2021 alle 15:20 in Europa Polonia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Parlamento polacco ha approvato una legge, giovedì 14 ottobre, che consente alle guardie di frontiera di espellere immediatamente i migranti che attraversano il confine in maniera irregolare. Secondo quanto sostenuto dalle agenzie umanitarie, il provvedimento mira a legalizzare i respingimenti, in violazione degli impegni presi dal Paese ai sensi del diritto internazionale. Varsavia, tuttavia, ha difeso la misura, giudicata necessaria dopo le recenti politiche della Bielorussia, accusata di aver facilitato gli attraversamenti con la falsa promessa di un ingresso legale nell’UE.

In base alla nuova disposizione, le guardie avranno il potere di rifiutare le domande di asilo internazionale, senza esaminarle. I funzionari di frontiera hanno dichiarato che agiranno in conformità con i regolamenti governativi, modificati ad agosto e ora trascritti in legge. La legislazione, per entrare definitivamente in vigore, dovrà essere firmata dal presidente polacco, Andrzej Duda, alleato dei nazionalisti al governo. Il disegno di legge, nello specifico, include procedure in base alle quali qualsiasi individuo, sorpreso ad attraversare illegalmente la frontiera, potrà essere obbligato a lasciare il territorio polacco a seguito di una decisione del capo della Guardia di frontiera locale. L’ordinanza può essere impugnata davanti al comandante della Guardia di frontiera, ma ciò non ne sospende l’esecuzione. Infine, la misura consente al capo dell’Ufficio per gli stranieri di ignorare una domanda di protezione internazionale presentata da un migrante colto ad oltrepassare il confine illegalmente.

Polonia, Lituania e Lettonia hanno registrato, di recente, un forte aumento degli arrivi di migranti, soprattutto da Paesi come l’Afghanistan e l’Iraq, che cercano di attraversare le frontiere dalla Bielorussia. Questa situazione ha creato quella che Varsavia e Bruxelles hanno definito una forma di guerra ibrida progettata per fare pressione sull’Unione europea a causa delle sanzioni imposte su Minsk, che il governo bielorusso chiede vengano ritirate. Quest’ultimo nega le accuse mosse nei suoi confronti e incolpa i politici occidentali della condizione dei migranti al confine con l’UE.

Vari gruppi per la difesa dei diritti umani hanno già criticato il governo nazionalista polacco per il trattamento riservato ai migranti alla frontiera e lo hanno più volte accusato di respingimenti illegali. Sei individui, finora, sono stati trovati morti vicino al confine a causa soprattutto delle basse temperature, che ora scendono sotto lo zero durante la notte. La Polonia ha eretto una recinzione temporanea di filo spinato lungo alcuni tratti della sua frontiera e, giovedì 14 ottobre, il Parlamento di Varsavia ha sostenuto un piano per la costruzione di un muro di confine.

Secondo il diritto internazionale, chiunque cerchi protezione deve avere accesso alla procedura di asilo, anche in caso di attraversamento illegale di frontiera. É dunque vietata la pratica dei respingimenti, che implica il ritorno dei potenziali richiedenti in Paesi dove la loro vita rischia di essere in pericolo. Il commissario per gli affari interni dell’UE ha affermato che gli Stati membri del blocco devono proteggere i confini esterni dell’Unione ma anche difendere lo stato di diritto e i diritti fondamentali degli individui. Enti come l’Ombudsman per i diritti umani in Polonia e l’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), critici nei confronti delle politiche migratorie dell’attuale governo polacco, hanno affermato che la nuova legge non garantisce effettivamente la possibilità di fare ricorso alle persone (migranti o rifugiati) che cercano protezione internazionale. “Se ci sono persone che legittimamente possono chiedere asilo, dovrebbe esserci un modo per consentire che ciò accada”, ha dichiarato il direttore dell’ODIHR, Matteo Mecacci, aggiungendo: “Capisco che ci siano anche problemi di sicurezza, ma questi non possono superare completamente la necessità di protezione internazionale”.

Da agosto, ci sono stati più di 16.000 tentativi di ingresso illegale oltre il confine bielorusso, rispetto ai soli 120 di tutto l’anno scorso, secondo quanto riferito dall’agenzia di frontiera polacca e riportato dalla CNN. Anche altri Paesi dell’UE, come Lituania e Lettonia, hanno visto un massiccio aumento di migranti provenienti da Paesi del Medio Oriente e dell’Asia che hanno cercato, da inizio estate, di entrare illegalmente dalla Bielorussia.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.