Nigeria: annunciata la morte del leader dell’ISWAP

Pubblicato il 15 ottobre 2021 alle 10:41 in Africa Nigeria

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Il capo di stato maggiore delle forze armate nigeriane, il generale Lucky Irabor, ha riferito alla stampa che il leader dello Stato Islamico nella Provincia dell’Africa occidentale (ISWAP), Abu Musab al-Barnawi, è morto. “Posso confermare in modo autorevole che Abu Musab è morto”, ha dichiarato Irabor davanti ai giornalisti, nella villa presidenziale di Abuja, senza fornire dettagli sul luogo o sulla data della sua morte. L’ISWAP non ha confermato il decesso del suo leader, che già era stato dato per morto varie volte in passato, tra cui l’ultima a fine agosto. 

L’analista senior del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica, Vincent Foucher, esperto di gruppi ribelli, ha specificato che, secondo fonti locali, al-Barnawi sarebbe rimasto ferito, ad agosto, durante uno scontro contro i combattenti di Boko Haram. In seguito, probabilmente a settembre, il capo dell’ISWAP sarebbe morto a causa delle ferite riportate. Nonostante la difficoltà di ottenere informazioni solide, a detta di Foucher, il rapporto sulla morte di al-Barnawi sembrerebbe plausibile considerato che quest’ultimo, soprattutto nei mesi di maggio e giugno, era solito rilasciare lunghe registrazioni audio, mentre da agosto sarebbe rimasto in silenzio.

L’ISWAP è una propaggine dell’organizzazione qaedista di Boko Haram, staccatasi dall’organizzazione madre nel 2016, dopo il giuramento di fedeltà allo Stato Islamico e una serie di divergenze tra Al-Barnawi e Abubakar Shekau, leader del gruppo jihadista nigeriano, legato ad al-Qaeda, morto a maggio di quest’anno, a seguito di lotte intestine tra le due fazioni. I due gruppi militanti si sono ripetutamente scontrati nel corso degli ultimi mesi. Al-Barnawi, in passato portavoce di Boko Haram, non condivideva le politiche più estreme del gruppo, compreso l’uso di bambini kamikaze e il targeting di mercati e moschee affollate. Quando Shekau, allora leader di Boko Haram, promise fedeltà all’ISIS, nel 2015, alcuni dei suoi seguaci, a disagio con il suo stile di comando, si separarono dalle forze dell’organizzazione originaria e, sotto la guida di al-Barnawi, formarono una fazione separata che prese il nome di ISWAP e fu riconosciuta dall’ISIS. Shekau, a quel punto, rimase a capo di un gruppo formato dai fedeli di Boko Haram e di al Qaeda, che fu rinominato Jama’tu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad, o JAS.

L’ISWAP, il cui obiettivo principale è colpire l’esercito nigeriano, è cresciuto in influenza e potere negli ultimi anni. L’International Crisis Group ha stimato, a febbraio, che il gruppo contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, una cifra che ha messo in ombra i 1.500-2.000 seguaci di JAS. Il conflitto tra i miliziani jihadisti e le forze armate nigeriane si è esteso anche ai vicini Ciad e Camerun, creando un clima di insicurezza diffusa in tutta la regione. Sotto al-Barnawi, i combattenti della Provincia dello Stato Islamico nell’Africa occidentale si sono spostati principalmente sulle rive del lago Ciad, centro nevralgico della loro insurrezione armata. Dalla morte di Shekau, il capo dell’ISWAP ha consolidato il controllo dell’organizzazione nel Nord-Est della Nigeria e nella regione del Lago Ciad, scalzando molti lealisti di Boko Haram.

Al-Barnawi era il figlio del fondatore di Boko Haram, Muhammed Yusuf, la cui uccisione da parte della polizia, nel 2009, è stata una delle cause scatenanti che ha portato il gruppo a lanciare un’insurrezione su vasta scala nella regione nord-orientale della Nigeria. Il comandante dell’ISWAP è il terzo leader di un gruppo jihadista dell’Africa occidentale morto quest’anno, Shekau, a maggio, e Adnan Abu Walid al-Sahrawi, capo dello Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS), ad agosto. Dalla morte di Shekau, migliaia di combattenti di Boko Haram si sono arresi alle forze armate nigeriane. Secondo Foucher, tuttavia, è improbabile che la morte di al-Barnawi abbia un impatto simile sull’ISWAP perché il gruppo ha già resistito a vari cambiamenti di leadership. Al-Barnawi si era fatto da parte tra il 2019 e il 2021 e due o forse tre leader diversi si erano succeduti in quel periodo. “La situazione interna ai due gruppi è molto diversa”, ha detto l’analista del Centro nazionale francese per la ricerca scientifica. “Shekau era il leader autocratico di un’organizzazione incentrata su di lui”, ha aggiunto Foucher.

Per quanto riguarda al-Sahrawi, invece, questo sarebbe stato ucciso dalla Francia in un’operazione nel Nord del Mali. L’ISGS è l’affiliata dello Stato Islamico nel Sahel. Il livello di coordinamento tra ISWAP e ISGS non è ancora molto chiaro, ma ci sono crescenti segnali che indicano una serie di contatti tra i due rami dell’ISIS in Africa negli ultimi tempi, in particolare da quando i militanti dell’ISGS hanno esteso la loro influenza nel Sud del Niger.

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Chiara Gentili

di Redazione

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