La Turchia espande la vendita di droni armati a Marocco ed Etiopia

Pubblicato il 15 ottobre 2021 alle 7:53 in Etiopia Marocco Turchia

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La Turchia sta ampliando i suoi mercati per le esportazioni di droni armati attraverso la sottoscrizione di accordi di vendita con Marocco ed Etiopia. Lo hanno riferito, all’agenzia di stampa Reuters, fonti di sicurezza egiziane che hanno familiarità con la questione. Le spedizioni di droni turchi in Etiopia, hanno avvertito i funzionari, rischia di alimentare gli attriti tra Ankara e Il Cairo, già in disaccordo sulla costruzione della diga sul fiume Nilo Azzurro, la Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD). L’Egitto, pertanto, avrebbe chiesto il blocco degli accordi. 

Le intese non sono state ancora annunciate formalmente, ma vari media internazionali hanno riportato la notizia. Un funzionario turco ha affermato che l’Etiopia e il Marocco hanno entrambi richiesto l’acquisto di droni Bayraktar TB2. La compravendita potrebbe includere anche garanzie sui pezzi di ricambio e formazione. Un diplomatico intervistato da Reuters, che ha chiesto di rimanere anonimo, rivelato che il Marocco avrebbe già ricevuto il primo lotto di droni armati ordinato a maggio. L’Etiopia prevede di acquisirli e lo stato del suo ordine è ancora poco chiaro. Le fonti non hanno specificato quanti droni saranno coinvolti negli accordi e non hanno fornito dettagli finanziari.

Anche l’Ucraina e la Polonia, partner di Ankara nella NATO, avrebbero ordinato i droni armati turchi, che, secondo gli esperti militari, sono più economici dei rivali di mercato realizzati in Israele, Cina e Stati Uniti. I dati ufficiali mostrano che le esportazioni turche nel settore della Difesa e dell’Aviazione sono aumentate notevolmente in Marocco ed Etiopia negli ultimi due mesi, ma non chiariscono le informazioni sulla vendita di droni. Secondo l’Assemblea degli esportatori turchi, le vendite militari in Etiopia sono aumentate nei primi tre mesi di quest’anno arrivando a 51 milioni di dollari, dai 203.000 dollari dell’anno precedente, con un balzo ad agosto e a settembre. Nello stesso periodo, le esportazioni verso il Marocco hanno raggiunto un totale di 78,6 milioni di dollari, di cui 62 milioni nel solo mese di settembre, segnando un aumento significativo rispetto ai 402.000 dollari dello scorso anno.

Il crescente interesse per i droni armati turchi rappresenta una spinta per il governo di Ankara, che cerca di aumentare le esportazioni per alleviare i problemi economici del Paese. Sempre secondo l’Assemblea degli esportatori turchi, le esportazioni complessive di Ankara nell’ambito della Difesa e dell’Aviazione hanno toccato i 2,1 miliardi di dollari nei primi tre trimestri di quest’anno, in aumento del 39% rispetto agli 1,5 miliardi di dollari dell’anno scorso. Gli accordi tra Turchia e Marocco e Turchia ed Etiopia sottolineano altresì l’importanza sempre maggiore che stanno assumendo i droni armati nella guerra moderna. L’esercito turco ha già utilizzato i velivoli a pilotaggio remoto, lo scorso anno, nei conflitti libico e siriano. Nel Nagorno-Karabakh, i droni turchi hanno aiutato l’Azerbaigian, alleato della Turchia, a sconfiggere le forze sostenute dall’Armenia.

Anche i media marocchini hanno riportato la notizia dell’arrivo nel Paese di droni armati dalla Turchia. Una pagina Facebook, che si identifica come un forum militare marocchino non ufficiale, ha riferito, il mese scorso, che i primi droni TB2, parte di un ordine di 13 velivoli totali, erano arrivati nel Regno e che le forze armate del Marocco avevano inviato alcuni ufficiali in Turchia per l’addestramento dei piloti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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