La Cina acquista gas naturale liquefatto dagli USA

Pubblicato il 15 ottobre 2021 alle 12:24 in Cina USA e Canada

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L’azienda cinese ENN Natural Gas ha annunciato di aver concluso un accordo a lungo termine di compravendita di gas naturale liquefatto (GNL) con Cheniere Energy, il maggior esportatore statunitense di GNL, l’11 ottobre. Quattro giorni dopo, Reuters ha rivelato che molte altre aziende cinesi starebbero negoziando accordi simili.

In base a quanto riferito da ENN Natural Gas, l’intesa con Cheniere Energy prevede che, a partire dal primo luglio 2022, la seconda fornisca alla prima 90 tonnellate di GNL ogni anno, per tredici anni, nella forma Free On Board (f.o.b.). Per il presidente e CEO della società statunitense, Jack Fusco, l’accordo ha dimostrato l’attuale forte slancio del GNL nel mercato globale e, in particolare, nel mercato cinese, e ha messo in evidenza il ruolo di leadership di Cheniere come fornitore di GNL a livello globale. Il presidente del consiglio di amministrazione di ENN Natural Gas, Wang Yusuo, ha dichiarato che la Cina sta promuovendo il raggiungimento degli obiettivi di picco del carbonio e neutralità del carbonio, previsti rispettivamente per il 2030 e il 2060, promuovendo la riforma della commercializzazione del gas naturale e accelerando l’adeguamento della struttura del consumo energetico. Wang ha sottolineato che Cheniere ha una produzione e una capacità di approvvigionamento di risorse di GNL stabili e altamente compatibili con il mercato del consumo di gas naturale, che è in rapida crescita in Cina. ENN Natural Gas è una delle più grandi società energetiche private cinesi e, al momento, gestisce oltre 230 progetti legati al gas nelle città, con una capacità di distribuzione annua di GNL di oltre 10 miliardi. ENN gestisce il primo terminale di ricezione di GNL privato su larga scala della Cina a Zhoushan, nel Zhejiang, e si occupa dell’intera industria del gas naturale, compresi la distribuzione, il commercio, lo stoccaggio e il trasporto, la produzione e l’ingegneria.

L’intesa tra ENN Natural Gas e Cheniere Energy, oltre ad essere stata la prima collaborazione in materia di GNL tra le due, è stata anche il primo accordo vincolante in materia di GNL ad essere firmato dal 2018, ovvero dall’inizio della guerra commerciale tra Cina e USA. Quest’ultima era iniziata in tale anno con un aumento reciproco delle tariffe sui beni importati l’una dall’altra ed era stata parzialmente attenuata dall’Accordo economico-commerciale “di fase 1” firmato il 15 gennaio 2020 alla Casa Bianca da Liu He e dall’ex presidente degli USA, Donald Trump. Al momento, però, tale intesa è in fase di valutazione.

Come riferito dalla stessa ENN Natural Gas, alla luce degli obiettivi cinesi sulle emissioni di carbonio, la domanda di gas naturale sul mercato cinese è cresciuta notevolmente. In base al  “Rapporto sullo sviluppo del gas naturale in Cina (2021)“, elaborato dall’Amministrazione nazionale per l’energia il 21 agosto scorso,  il consumo di gas naturale della Cina ha avuto una crescita annua di circa l’11%, nel 2020 e nel 2021 . Le stime indicano che nel 2030 il consumo di gas naturale della Cina raggiungerà i 550-600 miliardi di metri cubi. Secondo Reuters, poi, nel 2021, la Cina sarà il primo importatore di GNL a livello globale, superando il Giappone.

Secondo quanto riferito da fonti dirette rimaste anonime a Reuters, al momento, le principali società energetiche cinesi sarebbero in trattative avanzate con vari esportatori statunitensi per garantire forniture di GNL a lungo termine, in quanto l’aumento dei prezzi del gas e la carenza di energia elettrica che sta affrontando Pechino avrebbero accresciuto le preoccupazioni sulla sicurezza energetica. Almeno cinque aziende cinesi, tra cui Sinopec Corp e China National Offshore Oil Company (CNOOC), e distributori di energia sostenuti dai governi locali, come Zhejiang Energy, starebbero negoziando con esportatori statunitensi, principalmente Cheniere Energy (LNG.A) e Venture Global. Tali negoziati potrebbero portare ad accordi del valore di decine di miliardi di dollari che determinerebbero un significativo aumento delle importazioni cinesi di GNL dagli Stati Uniti.  Al momento, le fonti hanno rivelato che sarebbe difficile stimare il volume totale degli accordi in discussione, aggiungendo però che Sinopec da sola potrebbe aver come obiettivo forniture per 4 milioni di tonnellate all’anno. L’azienda cinese sarebbe in trattative finali con tre o quattro società per acquistare 1 milione di tonnellate all’anno per 10 anni, a partire dal 2023. Sempre secondo le fonti di Reuters, poi, ritardi in alcuni progetti di esportazione di GNL in Canada, in cui PetroChina possiede una partecipazione, e in Mozambico, dove hanno investito sia PetroChina che CNOOC, avrebbero aumentato l’interesse per le forniture degli Stati Uniti.

Secondo quanto appreso dall’agenzia di stampa britannica, i colloqui con i fornitori statunitensi sono iniziati all’inizio del 2021, ma sono stati accelerati a partire da agosto a causa di uno dei più grandi problemi di generazione di energia e riscaldamento degli ultimi decenni. I prezzi del gas naturale in Asia sono aumentati di oltre cinque volte nel 2021, suscitando timori di mancanza di energia elettrica in inverno.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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