Cisgiordania: ucciso un giovane palestinese

Pubblicato il 15 ottobre 2021 alle 11:47 in Israele Palestina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le Forze di Difesa di Israele hanno sparato contro un giovane palestinese, uccidendolo, dopo che questo è stato accusato di aver lanciato bombe incendiarie contro veicoli israeliani che viaggiavano in una delle autostrade della Cisgiordania.

L’episodio ha avuto luogo nella sera del 14 ottobre a Beit Jala, una città della Cisgiordania situata a circa 10 chilometri a Sud di Gerusalemme. Un altro giovane, anch’egli palestinese, è stato arrestato, in quanto coinvolto nel lancio di esplosivi. A detta delle forze israeliane, i due stavano prendendo di mira con bombe Molotov le auto di Israele che passavano nei pressi di Beit Jala, il che ha spinto i soldati di Israele ad aprire il fuoco. Il giovane deceduto è morto sul posto, poco dopo essere stato soccorso, mentre non sono state riportate altre vittime tra i soldati e i civili israeliani.

Fonti israeliane hanno poi aggiunto di aver ritrovato una bandiera di Hamas nel punto da cui i due giovani avrebbero lanciato le bombe incendiarie. Parallelamente, il segretario del movimento palestinese Fatah del governatorato di Betlemme, Muhammad al-Masri, ha riferito al quotidiano al-Araby al-Jadeed che la vittima, identificata come Amjad Osama Abu Sultan, era un giovane di 15 anni, residente sul monte Handaza, nella città di Betlemme. Il ragazzo arrestato, invece, è Muhammad Tamari. Il medesimo quotidiano ha poi riportato la notizia del soffocamento di “decine di palestinesi” per mezzo di gas lacrimogeni, dopo che le forze israeliane hanno assaltato la cittadina di Duma, a Sud di Nablus, nel Nord della Cisgiordania, sempre nella sera del 14 ottobre. In particolare, i soldati di Israele sarebbero intervenuti dopo che i residenti palestinesi hanno provato a sequestrare un bulldozer impiegato nei terreni agricoli locali. Nel frattempo, altri due giovani palestinesi sono stati arrestati da Israele mentre attraversavano il checkpoint di Za’tara, a Sud di Nablus.

L’uccisione del giovane palestinese ha avuto luogo a circa 24 ore di distanza dal ferimento di un membro della polizia paramilitare di frontiera israeliana, a seguito di un incidente con un’auto guidata da un palestinese, nei pressi del checkpoint di Qalandiya, a Nord di Gerusalemme. Gli agenti israeliani al posto di blocco hanno sparato contro il veicolo, facendolo andare contro un muro, e hanno successivamente arrestato il sospetto, un 22enne della città di Qalqilya. Per Israele, il giovane palestinese stava provando a perpetrare un attentato.

Risale al 26 settembre l’uccisione di almeno 4 palestinesi da parte dell’esercito israeliano, durante un’operazione condotta in Cisgiordania, il cui obiettivo era quello di catturare membri di Hamas. Le incursioni dei militari di Tel Aviv sono finite in scontri a fuoco nelle aree di Jenin e Gerusalemme. Prima ancora, il 17 settembre, decine di palestinesi sono rimaste ferite dopo che le forze israeliane hanno soppresso marce, definite pacifiche, in diverse località della Cisgiordania. Queste erano state organizzate per mostrare solidarietà ai prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane ed erano da inserirsi in un quadro di mobilitazione, intensificatosi a seguito della fuga di sei prigionieri palestinesi fuggiti, nella notte tra il 5 e il 6 settembre, da Gilboa, una delle strutture di detenzione di massima sicurezza di Israele. I prigionieri evasi sono stati successivamente catturati, gli ultimi il 19 settembre. 

La Cisgiordania è considerata un territorio sotto occupazione militare israeliana da parte delle Nazioni Unite, ed è soggetto alla Quarta Convenzione di Ginevra del 1949. Tale status è stato riconosciuto ai territori palestinesi dalla comunità internazionale nel 1967, in seguito alla Guerra dei Sei Giorni. I territori palestinesi sono regolati dagli Accordi di Oslo del 1993, secondo cui la Cisgiordania è divisa in tre settori amministrativi, denominate aree A, B e C. Nello specifico, l’area A, pari al 18% della Cisgiordania, è sotto il pieno controllo civile dell’Autorità Palestinese. L’area B viene amministrata in modo congiunto da Israele e Palestina e rappresenta circa il 22% del territorio palestinese. Infine, l’area C, pari al 61% della Cisgiordania, è controllata da Israele.

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.