Yemen: nessun freno alle tensioni a Ma’rib

Pubblicato il 14 ottobre 2021 alle 9:56 in Medio Oriente Yemen

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Il governatorato yemenita di Ma’rib, situato a circa 120 chilometri a Est della capitale Sanaa, continua a essere teatro di violenti scontri tra le forze filogovernative e le milizie di ribelli Houthi. In tale quadro, la coalizione a guida saudita ha riferito di aver colpito 19 obiettivi del gruppo sciita nel distretto di al-Abadiya, provocando la morte di 108 combattenti “terroristi”.

È dal mese di febbraio scorso che il gruppo sciita ha lanciato una violenta offensiva contro Ma’rib, l’ultima regione nel Nord dello Yemen tuttora posta, in buona parte, sotto il controllo delle forze filogovernative, legate al presidente Rabbo Mansour Hadi. Ad oggi, gli scontri via terra e gli attacchi aerei continuano su più assi, prevalentemente a Sud e ad Ovest. A tal proposito, fonti locali hanno riferito ad al-Jazeera, il 13 ottobre, che l’esercito yemenita, coadiuvato dalle tribù locali, ha lanciato un contrattacco nelle aree a Sud del distretto di al-Jubah, dove i ribelli erano riusciti, il giorno precedente, il 12 ottobre, a prendere il controllo di alcuni villaggi, tra cui Hawbarana, Wasit, al-Ghamis e Jarafah.

Parallelamente, gli Houthi sono stati accusati di aver lanciato tre missili balistici contro il medesimo distretto. Di questi, uno ha colpito una stazione di servizio, provocando vittime, anche civili, e bruciando una serie di automobili. Poche ore dopo l’attacco contro al-Jubah, un altro missile balistico ha colpito il distretto meridionale di al-Abadiya, presumibilmente colpendo un ospedale, ma senza provocare vittime. Proprio al-Abadiya è posto sotto l’assedio dei ribelli dal 21 settembre scorso, dopo che le forze governative, con il sostegno della coalizione a guida saudita, hanno provato a respingere i tentativi del gruppo sciita di avanzare nel distretto. A tal proposito, il 13 ottobre, l’alleanza guidata da Riad ha riferito di aver condotto 19 operazioni in 24 ore contro obiettivi Houthi ad al-Abadiya, provocando 108 vittime tra i combattenti ribelli e la distruzione di 12 veicoli. Tali perdite vanno ad aggiungersi agli altri 300 Houthi uccisi il giorno precedente.

A livello umanitario, la situazione ad al-Abadiya desta particolare preoccupazione. I ribelli sciiti, oltre a condurre bombardamenti “indiscriminati”, per mezzo di missili balistici, droni carichi di esplosivo e artiglieria pesante, contro aree residenziali, sono stati accusati di aver impedito l’ingresso di beni di prima necessità, medicinali inclusi, e ostacolato l’evacuazione di feriti. Secondo la “Rete yemenita per i diritti e le libertà”, dal 23 settembre al 13 ottobre, sono stati perpetrati 2.451 tra crimini, violazioni e operazioni che hanno provocato danni a livello sia materiale sia in termini di vite umane.

A detta dell’organizzazione umanitaria non governativa, sono circa 35.000 le persone poste sotto assedio, mentre 9 civili risultano essere stati uccisi e altri 123 feriti, tra cui donne e bambini. Al contempo, 400 abitazioni sono state distrutte o danneggiate, accanto a 182 fattorie, 6 pompe idriche e più di 320 veicoli e ambulanze. A causa dell’assedio, poi, i beni di prima necessità, medicinali e cibo in primis, risultano essere sempre più carenti. Secondo la Rete yemenita, al-Abadiya è teatro di crimini di guerra e genocidio e, pertanto, tutte le organizzazioni, locali, regionali e internazionali, oltre ad attivisti e professionisti dei media sono stati invitati a esercitare pressione per porre fine a una situazione simile, accanto alla comunità internazionale.

Proprio il 13 ottobre, il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, in dichiarazioni con la stampa, ha evidenziato che i violenti combattimenti nelle regioni yemenite di Ma’rib, al-Bayda’ e Shabwa si sono intensificati nelle ultime settimane, con possibili ripercussioni sempre più gravi per la popolazione civile. Nel mese di settembre scorso, ha riferito il portavoce, circa 10.000 yemeniti sono stati sfollati a Ma’rib, il tasso più alto registrato nel governatorato dall’inizio del 2021. Inoltre, anche per Dujarric e le Nazioni Unite, la situazione ad al-Abadiya desta particolare preoccupazione. Motivo per cui, le parte coinvolte nel conflitto sono state esortate ad adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto umanitario internazionale, salvaguardando i civili e fornendo loro un passaggio sicuro per fuggire dalle zone di conflitto.

Il conflitto civile in Yemen ha avuto inizio a seguito del colpo di Stato degli Houthi del 21 settembre 2014. Ad affrontarsi sui fronti di combattimento in Yemen vi sono, da un lato, i ribelli sciiti, sostenuti da Teheran, e, dall’altro lato, le forze legate al governo yemenita, riconosciuto a livello internazionale. Dal 26 marzo 2015, l’esercito filogovernativo è coadiuvato da una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita, formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait e Bahrain.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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