Somalia: duplice attentato a Mogadiscio, al-Shabaab rivendica

Pubblicato il 14 ottobre 2021 alle 14:45 in Africa Somalia

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Almeno 17 persone sono rimaste uccise, martedì 13 ottobre, in due attacchi separati rivendicati da al-Shabaab a Mogadiscio, in Somalia. Stando a quanto si apprende dal sito “Garowe Online”, nel primo attentato, compiuto nel distretto di Deynile, a Nord della capitale, almeno 12 agenti di sicurezza sono morti dopo che un’esplosione ha colpito il loro veicolo. L’incidente ha provocato anche diversi feriti. Tra le vittime, ci sono soprattutto membri dell’Agenzia di Sicurezza e Intelligence nazionale somala (NISA). A poche ore di distanza, nel secondo attacco organizzato, un attentatore suicida ha ucciso 5 civili e ne ha feriti altri 6 in una sala da tè situata all’incrocio di Fagah, sempre a Mogadiscio.

Le forze di sicurezza somale stanno portando avanti una campagna militare nel Basso Scebeli, una delle maggiori roccaforti dell’organizzazione jihadista. Il gruppo ha rivendicato entrambi gli attentati di martedì tramite il suo sito web. 

Nella stessa giornata, la Corte internazionale di giustizia ha emesso una sentenza sulla disputa marittima tra Kenya e Somalia, pronunciandosi a favore di quest’ultima. Nello specifico, il tribunale ha tracciato una nuova linea di confine tra le acque dei due Paesi, risolvendo la disputa su un’area di circa 100.000 chilometri quadrati nell’Oceano Indiano, ricca di petrolio e gas e rivendicata da entrambi gli Stati. La decisione della Corte ha sostenuto di fatto la posizione della Somalia, che da tempo pretende un’estensione a Sud-Est della propria area di competenza. Le autorità keniote, dal canto loro, hanno respinto “in toto” la sentenza del tribunale, accusato di parzialità. 

Non è chiaro se gli attentati di martedì siano collegati alla decisione della Corte internazionale. Ciò che è certo è che i militanti di al Shabaab abbiano più volte accusato il Kenya di aver “scippato” alla Somalia la costa dell’Oceano Indiano e minacciato di attaccare le autorità di Nairobi.

Gli attentati, inoltre, hanno coinciso con un momento di grande incertezza per il futuro della Missione dell’Unione Africana in Somalia (AMISOM). Sono in corso discussioni per capire se l’operazione verrà riconfigurata o se verrà costituita una missione congiunta con le Nazioni Unite. Il governo di Mogadiscio ha respinto tuttavia questa seconda proposta, elaborata dal Comitato per la pace dell’Unione Africana. Al contrario, la Somalia vuole che l’organizzazione si concentri sulla piena implementazione del Somali Transition Plan, un piano che, una volta attuato, vedrà l’esercito nazionale somalo assumere su di sè tutte le responsabilità in materia di sicurezza entro il 2023. Il mandato dell’AMISOM è in scadenza il prossimo 31 dicembre. 

Al-Shabaab ha controllato per anni ampie zone della Somalia ma, dal 2011 in poi, i suoi militanti sono stati cacciati dai principali centri abitati e dalle città del Paese, tra cui anche Mogadiscio, grazie alla compagna condotta congiuntamente dall’esercito e dalle truppe dell’Unione Africana. Per combattere l’organizzazione terroristica, sono presenti nel Paese circa 20.000 uomini impiegati nell’operazione AMISOM. Anche gli Stati Uniti sono stati tra quelli che hanno combattuto il gruppo islamico nella nazione del Corno d’Africa, conducendo ripetuti attacchi aerei che hanno avuto come bersaglio i miliziani jihadisti. Dopo il loro ritiro dalla Somalia, nel 1994, le truppe di Washington erano state nuovamente inviate in Somalia nel gennaio 2007 ma lo scorso 5 dicembre, l’ex presidente degli USA, Donald Trump, aveva deciso di ritirare i suoi soldati dal territorio somalo entro il successivo 15 gennaio. L’amministrazione Biden sta valutando se annullare il ritiro militare degli Stati Uniti dalla Somalia avvenuto sotto Trump.

In base al Country Report on Terrorism del 2019, rilasciato dal governo di statunitense, l’Africa orientale è definita “un porto sicuro per Al-Shabaab”, che ha il controllo de facto su ampie porzioni del territorio della Somalia centro-meridionale, dove riscuote anche “tasse” e assoggetta i governanti locali. Stando al documento, da tali luoghi, i terroristi di Al-Shabab organizzano, pianificano e conducono attentati, agendo indisturbati, anche contro il confinante Kenya. Secondo il report, nel 2019, gli attacchi di Al-Shabaab sarebbero aumentati e si sarebbero focalizzati su obiettivi governativi, cercando di eliminare membri e leader delle istituzioni, per minarne la credibilità e l’efficacia. Nel febbraio del 2017, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, aveva dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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