Russia-Cina: al via le esercitazioni militari nel Mar del Giappone

Pubblicato il 14 ottobre 2021 alle 20:31 in Cina Russia

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La Russia e la Cina hanno avviato, giovedì 14 ottobre, le esercitazioni navali congiunte “Joint Sea 2021”, le quali si svolgeranno fino al 17 ottobre nel Mar del Giappone. Ad annunciare le manovre militari dell’asse Mosca-Pechino, il medesimo giovedì, è stato l’ufficio stampa della Flotta russa del Pacifico, secondo quanto riportato da TASS. Per quanto riguarda il dispiegamento militare della Marina russa, saranno coinvolte la nave da guerra antisommergibile Admiral Panteleyev, le corvette Project 20380 Hero, due dragamine di tipo costiero, il sottomarino Project 877 Ust-Bolsheretsk, una nave missilistica e, infine, un rimorchiatore di salvataggio. La flotta della Cina, invece, ha coinvolto i cacciatorpediniere Kunming e Nanchang, le corvette Qinzhou e Luzhou, numerosi sottomarini, una nave rifornimento e una nave di soccorso.

Ad aggiungersi al dispiegamento di Forze navali saranno anche 12 aerei ed elicotteri, appartenenti alla Flotta del Pacifico e alla Marina militare cinese. Lo scopo delle esercitazioni congiunte, secondo quanto riferito da TASS, sarà di coordinare le Forze navali e aeree delle due potenze, le quali saranno chiamate a svolgere operazioni tattiche contro bersagli sottomarini e in superfice, nonché attività antimine e, infine, operazioni di blocco di un sottomarino nemico in una determinata area designata. Il giorno prima, mercoledì 13 ottobre, era stato annunciato l’arrivo di un gruppo di navi cinesi presso la baia russa di Pietro il Grande.

Le esercitazioni navali del 14 ottobre non rappresentano le prime manovre che l’asse ha tenuto nel 2021. Nel dettaglio, dal 9 al 16 agosto, Russia e Cina hanno avviato nella provincia cinese del Ningxia, nel Nord-Ovest della Cina, incentrata su operazioni di contrasto al terrorismo. In tale occasione, il comando occidentale dell’esercito cinese e il distretto orientale di quello russo hanno schierato 10.000 uomini e hanno testato armi di ultima generazione. In particolare, in tale esercitazione le forze armate russe hanno utilizzato per la prima volta veicoli corazzati d’assalto, veicoli da combattimento di fanteria e altre attrezzature da battaglia fornite dall’Esercito cinese. L’esercitazione sarebbe stata svolta guardando al progressivo peggioramento della situazione di sicurezza in Afghanistan.

La crescente vicinanza di Mosca e Pechino ha portato i due Paesi a stabilire una “alleanza strategica” sempre più dinamica. Nell’ultimo periodo, numerosi Stati hanno espresso preoccupazione per la stretta cooperazione tra la Russia, lo Stato più esteso al mondo a livello territoriale, e la Cina, la principale economia mondiale per il suo ritmo di crescita. In tale contesto, è importante sottolineare che, dal 22 al 23 marzo, il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa si è recato a Pechino per incontrare il suo omologo cinese. Quest’ultimo, prendendo le difese di Mosca, ha condannato le accuse che il blocco europeo aveva mosso nei suoi confronti, definendole “un mero pretesto di ingerenza”. L’asse sino-russo ha più volte criticato le misure imposte dall’Unione Europea, tra cui le sanzioni che, il 22 marzo, sono state varate contro persone fisiche ed entità giuridiche di Russia e Cina, tra gli altri Stati. Più tardi, il 14 giugno, si sono riuniti a Bruxelles i rappresentanti dei 30 Paesi membri della NATO. Il vertice è stato principalmente focalizzato sull’elaborazione di un piano strategico per fronteggiare la “crescente aggressione” di Mosca e Pechino. Lo stesso è avvenuto durante l’incontro del G7, tenutosi il 13 giugno, in Inghilterra.

La cooperazione tra le due potenze, inoltre, si è anche concretizzata nella sfera energetico-nucleare. il presidente cinese e russo, rispettivamente Xi Jinping e Vladimir Putin, hanno assistito da remoto, mercoledì 19 maggio, alla cerimonia che ha dato il via alla costruzione di quattro nuovi reattori delle centrali nucleari di Tianwan e di Xudapu, in Cina. Tali progetti sono stati elaborati e realizzati congiuntamente dalla società statale russa Rosatom e dalla cinese China State Nuclear Industry Corporation.  In tale occasione, Putin ha affermato che l’asse sino-russo è sempre più impegnato nell’elaborazione di piani “ambiziosi” che dimostrino lo stretto legame tra i due Paesi. Parallelamente, il Ministero degli Esteri cinese ha affermato, il 25 maggio, che, al momento, le relazioni bilaterali si trovano nel miglior periodo della loro storia. Nel 2019, le parti hanno innalzato il livello dei rapporti bilaterali istituendo “relazioni di partenariato di cooperazione strategica complessiva per la nuova era”.

La partnership economica ed energetica sino-russa riveste un’importanza chiave poiché favorisce l’approfondimento delle relazioni bilaterali. La Cina è il partner commerciale più importante della Russia, mentre Mosca svolge un ruolo minore nella politica economica di Pechino, in quanto si colloca al decimo posto nella lista dei partner più importanti. Il valore totale del commercio estero della Cina è di oltre 4,5 trilioni di dollari, di cui la Russia rappresenta meno del 3,5%. Tuttavia, Mosca occupa un ruolo cruciale come fonte di risorse energetiche a basso costo, riducendo la dipendenza di Pechino dalle importazioni dall’Africa e dal Medio Oriente attraverso le rotte dell’Oceano Indiano. Ciò è di fondamentale importanza soprattutto alla luce della recente intensificazione della rivalità marittima tra Cina e USA, India, Giappone e alcuni Paesi del Sud-Est asiatico, per garantire l’approvvigionamento di idrocarburi via terra.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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