Norvegia: uomo uccide 5 persone con arco e frecce a Kongsberg

Pubblicato il 14 ottobre 2021 alle 9:05 in Europa Norvegia

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Un uomo di 37 anni, armato di arco e frecce, è sospettato di aver ucciso 5 persone, tra cui un agente in borghese, nella città di Kongsberg, in Norvegia. Altre 2 persone sono rimaste ferite.

La polizia ha ricevuto per la prima volta la notizia di un’aggressione alle 18:13, ora locale, di mercoledì 13 ottobre. L’uomo ha agito prendendo di mira i passanti in diverse zone della cittadina. Gli agenti, intervenuti in forze, hanno arrestato l’aggressore dopo un breve scontro. Le autorità credono che l’uomo abbia agito da solo e stanno passando al vaglio l’ipotesi di attacco a scopo terroristico. Anche l’intelligence è stata allertata. 

Il primo ministro norvegese, Erna Solberg, ha affermato che le notizie sull’incidente sono “orribili”. “Capisco che molte persone hanno paura, ma è importante sottolineare che ora la polizia possiede il controllo”, ha detto la premier durante una conferenza stampa. Si ipotizza che l’aggressore abbia lanciato l’assalto iniziale all’interno di un supermercato Coop Extra sul lato ovest di Kongsberg. Un portavoce della catena ha parlato di un “grave incidente” avvenuto all’interno di un suo negozio, specificando che nessun membro del personale è rimasto fisicamente ferito. Il capo della polizia locale, Oyvind Aas, ha dichiarato che l’aggressore è riuscito a sfuggire ad un primo confronto con la polizia prima che venisse finalmente arrestato intorno alle 18:47, 34 minuti dopo l’inizio dell’attacco.

Un testimone ha riferito all’emittente locale TV2 di aver sentito un trambusto generale e di aver visto prima una donna mettersi al riparo e poi un “uomo in piedi, all’angolo della strada, con frecce in una faretra sulla spalla e un arco in mano”. “In seguito, c’erano persone che correvano per salvarsi la vita. Una di loro era una donna che teneva per mano un bambino”, ha aggiunto. Gli agenti stanno indagando per capire se l’assassino abbia usato anche altre armi durante l’incidente. Si crede che l’uomo avesse con sè un coltello e che, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa italiana Ansa, avesse annunciato le sue intenzioni su un suo canale Youtube con immagini esplicite rimbalzate ora sui social e foto che lo ritraevano mentre si allenava al tiro con l’arco.

Secondo quanto riferito nella mattinata di giovedì 14 ottobre dalla polizia norvegese, il sospettato si era convertito all’Islam. L’uomo era stato tenuto d’occhio dalle autorità, nel 2020, per sospetta radicalizzazione. “C’erano stati dei timori legati alla radicalizzazione”, ha detto ai giornalisti Ole Bredrup Saeverud, funzionario della polizia, aggiungendo che non c’erano state segnalazioni su di lui nel 2021.

Il sindaco di Kongsberg, Kari Anne Sand, ha affermato che si è trattato di un attacco scioccante avvenuto in un’area in cui vivevano molte persone e che una squadra di emergenza avrebbe aiutato chiunque fosse rimasto colpito. Il sospetto omicida è stato portato in una stazione di polizia nella città di Drammen. Il suo avvocato difensore, Fredrik Neumann, ha precisato che il 37enne sarebbe stato interrogato per più di tre ore e che starebbe collaborando con le autorità. Neumann ha aggiunto che il presunto aggressore ha madre danese e padre norvegese. Il procuratore di polizia, Ann Irén Svane Mathiassen, ha dichiarato a TV2 che l’uomo viveva a Kongsberg da diversi anni ed era noto alla polizia. Secondo Mathiassen, sarebbe un cittadino danese. L’attacco è avvenuto l’ultimo giorno di mandato della premier Erna Solberg. Un nuovo ministro della Giustizia, all’interno di un governo guidato dal leader laburista Jonas Gahr Store, si occuperà del caso. “Ciò che abbiamo appreso da Kongsberg testimonia un atto raccapricciante e brutale”, ha detto Stoere in una dichiarazione all’agenzia di stampa NTB. Nella cittadina sono stati inviati rinforzi da tutto il Paese e agli agenti sono state fornite armi che abitualmente non indossano. 

L’attacco di mercoledì 13 ottobre ha riportato alla memoria, in Norvegia, i tragici fatti avvenuti circa 10 anni fa, il 22 luglio 2011, quando un estremista di destra, Anders Behring Breivik, ha compiuto una strage nel corso di una manifestazione della gioventù laburista sull’isola di Utoya e fatto esplodere, poco prima, una bomba vicino alla sede del governo a Oslo. Il bilancio fu di 77 morti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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