Cina: inflazione stabile ma record nei prezzi dei prodotti industriali

Pubblicato il 14 ottobre 2021 alle 14:14 in Asia Cina

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L’Ufficio nazionale di statistica della Cina ha pubblicato gli ultimi dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) relativo al mese di settembre 2021, il 14 ottobre, rivelando che il dato ha avuto una crescita dello 0,7% anno su anno e che è diminuito di 0,1 punti percentuali rispetto al mese di agosto 2021. Parallelamente, l’aumento dei prezzi dei prodotti industriali ha continuato ad espandersi raggiungendo cifre record.

A settembre, il prezzo dei prodotti alimentari è sceso del 5,2% anno su anno e di 1,1 punti percentuali mese su mese. Tra tali beni, il prezzo della carne di maiale è sceso del 46,9% rispetto a settembre 2020 con una riduzione che è cresciuta di 2 punti percentuali. Il prezzo dei prodotti non alimentari, invece, è aumentato del 2,0% anno su anno con un aumento di 0,1 punti percentuali. Tra i beni non alimentari, il prezzo dei beni di consumo industriali è aumentato del 2,8%, con un incremento dello 0,3%, di cui i prezzi della benzina e del diesel sono aumentati rispettivamente del 23,4% e del 25,7%.I prezzi dei servizi sono cresciuti dell’1,4% anno su anno, con un calo dello 0,1%, tra cui biglietti aerei, spese di agenzia di viaggi e prezzi delle sistemazioni alberghiere sono tutti diminuiti rispettivamente del 15,7%, 8,7% e 1,2%.

Secondo lo statistico Dong Lijuan, a settembre 2021 il CPI di base, dedotti i prezzi dei prodotti alimentari e dell’energia, è aumentato dell’1,2% su base annua, lo stesso tasso del mese precedente. L’offerta e la domanda nel mercato dei consumatori sarebbero sostanzialmente stabili, così come i prezzi.

I dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica hanno poi rivelato che l’indice dei prezzi alla produzione (PPI), che rispecchia i prezzi a cui le fabbriche vendono i prodotti ai distributori, è aumentato del 10,7% su base annua, con un aumento di 1,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Come si legge su Xinhua, quest’ultimo dato è stato influenzato da fattori quali l’aumento dei prezzi del carbone e dei prodotti industriali ad alto consumo energetico che hanno causato un aumento del costo dei prodotti industriali.

Come riferito da South China Morning Post, il valore del PPI di settembre è il più alto da quando l’ufficio nazionale di statistica ha iniziato a calcolarlo nell’ottobre 1996, dopo che l’indice aveva raggiunto quota 10 nell’agosto 2008 e 10.1 nel mese successivo. L’aumento è stato innescato in gran parte da un aumento del 74,9% su base annua nel settore minerario del carbone a settembre, rispetto a un aumento del 57,1 per cento ad agosto.

Alla luce di tale quadro, ulteriori pressioni provengono poi dalla crisi energetica che sta interessando la Cina. Per farvi fronte, il consiglio di stato della Cina ha deciso di liberalizzare i prezzi dell’elettricità generata dal carbone, il 12 ottobre scorso. Alcuni economisti citati da South China Morning Post hanno avvertito che tale decisione potrebbe aggiungersi alle pressioni inflazionistiche in un momento in cui l’economia starebbe rallentando.

La Cina è stata affetta di tanto in tanto da carenze energetiche a causa di un conflitto tra i prezzi del carbone, orientati al mercato, e le tariffe dell’elettricità, controllate dal governo. In Cina non è stato ancora completamente formato un meccanismo di determinazione dei prezzi basato sul mercato nel settore dell’energia e spesso i prezzi stabiliti dalle autorità sono stati in ritardo rispetto alle variazioni dei costi, creando problemi per i produttori nel mantenere redditizia la propria attività.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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