Cambogia: gli USA chiedono chiarezza sulla base navale di Ream e sul coinvolgimento cinese

Pubblicato il 14 ottobre 2021 alle 18:53 in Cambogia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno accusato la Cambogia di mancanza di trasparenza sulle attività di costruzione cinesi nella sua più grande base navale, Ream, e hanno esortato il governo a rivelare al suo popolo l’intera portata del coinvolgimento militare di Pechino.

Il 13 ottobre, il Center for Strategic and International Studies (CSIS), con sede negli USA, ha divulgato immagini satellitari che mostrano la costruzione di tre nuovi edifici e l’inizio di una nuova strada a Ream, tra agosto e settembre2021.

Il portavoce dell’ambasciata statunitense in Cambogia, Chad Roedemeier, ha affermato che qualsiasi presenza militare straniera a Ream violerebbe la Costituzione della Cambogia e minaccerebbe la sicurezza regionale. Roedemeier ha dichiarato: “Il governo della Cambogia non è stato completamente trasparente sull’intento, la natura e la portata di questo progetto o il ruolo delle forze armate della Repubblica Popolare Cinese, il che solleva preoccupazioni sull’uso previsto della struttura navale”. Il portavoce ha poi aggiunto che il popolo cambogiano merita di saperne di più sul progetto e di avere voce in capitolo in questo tipo di “accordo militare, che ha implicazioni a lungo termine per il loro Paese”.

I legami della Cambogia con gli Stati Uniti sono peggiorati negli ultimi anni a causa delle accuse di persecuzione degli oppositori politici mosse dagli USA al governo di Phnom Penh e delle preoccupazioni sulla crescente influenza della Cina.

La base navale di Ream aveva attirato l’attenzione di Washington da quando era emerso, a partire dal 2 ottobre 2020, che la Cambogia aveva demolito alcune strutture erette dagli USA nella base. Tra gli ultimi episodi che hanno innescato i sospetti di Washington vi sono state più segnalazioni rispetto alla scomparsa di infrastrutture edificate dagli USA nella base navale, come avvenuto, ad esempio, il 9 novembre 2020. L’allarme era arrivato sempre dal CSIS, che già dal precedente 2 ottobre aveva pubblicato immagini riguardanti la distruzione di un edificio costruito dagli USA a Ream. Washington, che teme la possibilità di un accordo militare Cina-Cambogia, aveva quindi chiesto al governo cambogiano di fornire una spiegazione a tali immagini. La risposta era arrivata due giorni dopo, quando l’esecutivo cambogiano aveva affermato che l’abbattimento della struttura servirà per ampliare la base navale e che l’edificio sarebbe stato ricollocato.  

Un anno fa, la Cambogia ha dichiarato di aver raso al suolo una struttura finanziata dagli Stati Uniti presso la base navale di Ream per consentire un’ulteriore espansione. Gli Stati Uniti hanno affermato che la Cambogia un anno prima aveva rifiutato la sua offerta di riparare la base.La Cambogia ha ripetutamente smentito le notizie secondo cui intende consentire alla Cina di posizionare le sue forze presso la struttura.

Rispetto alla presenza cinese a Ream, le autorità cambogiane hanno più volte ribadito che il governo di Pechino sta contribuendo alla ristrutturazione della base, sottolineando che ospitare sul proprio suolo forze armate straniere violerebbe la Costituzione cambogiana. I sospetti degli USA rispetto un possibile accordo tra Pechino e Phnom Penh sono nati nel 2019, quando gli USA avevano offerto assistenza alla Cambogia per eseguire lavori di riparazione a Ream ma avevano ricevuto in risposta un “no” e avevano quindi chiesto alla Cambogia di motivare tale decisione. L’esecutivo cambogiano ha sempre negato l’esistenza di un accordo segreto tra Cina e Cambogia.

La Cina è un importante alleato per la Cambogia sia dal punto di vista politico, sia da quello economico, tant’è vero che, il 20 luglio 2020, la Cina e la Cambogia hanno completato i negoziati per un accordo di libero scambio, firmato poi durante la visita del ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, in Cambogia il successivo 12 ottobre. Oltre a questo, la Cambogia ha deciso di partecipare al progetto delle Nuove Vie della Seta, lanciato dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013, e di sfruttarlo come motore per lo sviluppo nazionale. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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