Arabia Saudita: economia in crescita e investimenti da 7,2 trilioni di dollari

Pubblicato il 14 ottobre 2021 alle 6:48 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha previsto una crescita dell’economia saudita del 2,8% per il 2021 e del 4,8% per l’anno successivo, il 2022, in un momento in cui il Regno ha annunciato un piano di investimento da 27 trilioni di riyal, pari a circa 7,2 trilioni di dollari, fino al 2030.

In particolare, nell’ultimo rapporto del World Economic Outlook, pubblicato il 12 ottobre, l’FMI ha previsto una crescita maggiore per l’anno in corso rispetto a quella stimata nel rapporto precedente, di luglio scorso, dove si parlava di una percentuale pari al 2,4%. Le previsioni per il 2022, invece, sono rimaste invariate. Circa il tasso di inflazione per il 2021, questo potrebbe essere molto più basso dell’1,6% previsto, mentre l’aumento dei prezzi nel 2022 dovrebbe essere moderatamente più alto, salendo fino al 2,2%. A favorire la ripresa vi è soprattutto l’aumento della produzione petrolifera, nel quadro dell’accordo dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e affiliati (OPEC+).

Un esperto di economia dell’Institute of International Finance, Garbis Iradian, ha poi riportato ulteriori dati. Stando a quanto riferito, la crescita del credito al settore privato sta accelerando, il PMI, l’Indice composito degli acquisti dei manager, è continuato a salire il mese scorso, toccando quota 57, mentre l’indice della fiducia dei consumatori è migliorato. Parallelamente, il tasso di disoccupazione nazionale è diminuito da circa il 12% della fine del 2020 all’11,3% di giugno 2021, il che indica una ripresa generale dei principali indicatori economici. Non da ultimo, secondo la medesima fonte, gli indicatori ad alta frequenza suggeriscono che la crescita reale del PIL non legato agli idrocarburi ha accelerato negli ultimi mesi. Alla luce di ciò, secondo l’Institute of International Finance, la ripresa post-Covid del Regno del Golfo sarà rapida, anche grazie alla sua determinazione a riformare l’economia con riforme fiscali e strutturali, tra cui quelle volte a migliorare il clima imprenditoriale e incoraggiare la trasformazione digitale.  

Tali dati sono giunti in concomitanza con l’annuncio del principe ereditario saudita, Mohammad bin Salman, dell’11 ottobre, di alcuni dettagli della nuova strategia di investimenti adottata dal Regno. L’obiettivo di tale strategia è portare gli investimenti esteri diretti netti a 388 miliardi di riyal all’anno, equivalenti a 103,45 miliardi di dollari, oltre ad aumentare gli investimenti locali a 1,7 trilioni di riyal annualmente entro il 2030. “La strategia nazionale per gli investimenti mira a dare potere agli investitori, offrire opportunità di investimento, fornire soluzioni di finanziamento e migliorare la competitività”, ha dichiarato l’erede al trono saudita, facendo altresì riferimento a un possibile rafforzamento del settore privato e all’offerta di un maggior numero di opportunità.

Tale spinta deriva dal ritardo registrato nel Paese, negli ultimi anni, in materia di investimenti esteri diretti. Nel 2020, al culmine della pandemia, gli investimenti esteri diretti netti in Arabia Saudita hanno raggiunto i 5,5 miliardi di dollari. Con la nuova strategia, il contributo del settore privato al prodotto interno lordo potrebbe arrivare al 65 %, mentre gli investimenti diretti esteri potrebbero raggiungere il 5,7% del prodotto interno lordo totale. Tra gli obiettivi vi è, poi, un aumento della quota delle esportazioni non petrolifere dal 16% al 50% del PIL e la diminuzione del tasso di disoccupazione al 7%, rispetto all’11,3% attuale. In generale, il Regno mira ad essere incluso tra le prime dieci posizioni nell’indice di competitività globale, entro il 2030.

Già a marzo scorso, il principe bin Salman aveva riferito che Riad stava pianificando investimenti da 12 trilioni di riyal entro il 2030, così da diversificare l’economia del più grande esportatore di petrolio al mondo. La cifra include 5 trilioni di riyal dal settore privato locale, 3 trilioni dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita, il Fondo per gli Investimenti Pubblici (PIF) e 4 trilioni di riyal nell’ambito di una nuova strategia di investimento saudita, di cui circa 2 trilioni sono investimenti esteri. Come affermato dal principe ereditario, il Regno si appresta a spendere, nei prossimi dieci anni, più di quanto abbia speso negli ultimi 300 anni. Questo perché gli investimenti totali potrebbero raggiungere i 27 trilioni di riyal, pari a circa 7 trilioni di dollari, se si considerano anche la spesa pubblica e il consumo locale, che ammontano, rispettivamente, a 10 e 5 trilioni di riyal. Tali cifre, tuttavia, potrebbero altresì aumentare.

Nel corso dell’ultimo anno, anche l’Arabia Saudita è stata colpita dagli effetti provocati dalla pandemia e dal calo dei prezzi di petrolio. I ricavi sono ammontati a 770 miliardi di riyal, mentre la spesa effettiva nel 2020 è stata pari a 1068 miliardi, il che ha fatto sì che il deficit ammontasse a 298 miliardi di riyal, pari al 12% del PIL. Il debito pubblico saudita ha toccato, invece, il 34% del PIL nel 2020. Inoltre, la spesa nel bilancio saudita 2020 è aumentata del 4,7% rispetto alle stime iniziali, mentre gli stanziamenti aggiuntivi sul bilancio approvato nel 2020 sono ammontati a 159 miliardi di riyal. Nel bilancio 2021, le entrate sono stimate a 849 miliardi di riyal, rispetto a una spesa che ammonta a 990 miliardi, il che significa che il deficit stimato per il 2021 ammonterà a 141 miliardi di riyal. Pertanto, il rapporto tra deficit e PIL nel bilancio 2021 raggiungerà il 4,9%, mentre il debito pubblico totale previsto nel 2021 sarà pari a 937 miliardi di riyal.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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