Algeria: arrestati 17 sospetti terroristi, pianificavano attentati

Pubblicato il 14 ottobre 2021 alle 11:09 in Africa Algeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le autorità della sicurezza algerine hanno riferito di aver smantellato un “gruppo criminale” legato al Movimento per l’autodeterminazione della Cabilia (MAK) e di aver arrestato 17 sospetti terroristi. Questi ultimi, è stato specificato, stavano pianificando “operazioni armate”.

La notizia è stata diffusa il 13 ottobre dalla televisione di Stato algerina, sulla base di un comunicato della Direzione generale della Sicurezza Nazionale (DGSN), la quale ha fatto riferimento a operazioni effettuate nel corso dell’ultima settimana, che hanno portato a scovare e smantellare un gruppo attivo, nello specifico, nelle regioni di Tizi Ouzou, Bejaia et Bouira. I 17 presunti terroristi, invece, stavano preparando “operazioni armate” a danno della sicurezza e unità nazionale, con la “complicità di attori interni” legati a gruppi di matrice separatista. Inoltre, stando a quanto riportato, le prove digitali e le confessioni degli imputati, durante l’indagine preliminare, hanno mostrato che i membri di questo gruppo terroristico erano in contatto permanente con soggetti stranieri, “attraverso lo spazio cibernetico”.

A detta della DGSN, tale gruppo agiva sotto la copertura di “associazioni e organizzazioni della società civile costituite all’interno dell’entità sionista e in uno Stato Nordafricano”, con probabile riferimento a Israele e Marocco. Non da ultimo, la perquisizione delle abitazioni degli imputati, effettuata sotto la vigilanza delle autorità giudiziarie competenti, ha consentito di sequestrare “documenti comprovanti i contatti permanenti con le istituzioni dell’entità sionista, armi e materiale bellico, emblemi e volantini propagandistici appartenenti alla organizzazione terroristica MAK”.

Anche il 6 settembre scorso, le forze di polizia algerine avevano riferito di aver arrestato 27 presunti membri del Movimento per l’autodeterminazione della Cabilia, classificato come organizzazione terroristica. Tale movimento è stato costituito nel 2001, a seguito della “Primavera nera di Cabilia”, durante la quale la popolazione ha organizzato proteste per reclamare giustizia sociale. Sebbene fosse nato come movimento pacifico, MAK ha lottato per l’indipendenza della regione a maggioranza berbera e diversi membri dell’organizzazione sono stati più volti arrestati, con l’accusa di pianificare attentati terroristici, anche attraverso finanziamenti provenienti dall’estero. Ciò ha portato l’Alto Consiglio di Sicurezza, il 18 maggio scorso, a inserire MAK nella lista delle organizzazioni terroristiche e a “trattarlo come tale”. Non da ultimo, il Movimento è stato accusato di essere dietro la forte ondata di incendi che, dal 9 agosto, ha colpito l’Algeria, provocando la morte di circa 90 persone, di cui 33 soldati. “Alcuni incendi sono stati causati dalle alte temperature, ma dietro la maggior parte di essi c’erano intenti dolosi”, aveva dichiarato il presidente Abdelmadjid Tebboune in un discorso in diretta alla televisione di Stato, il 12 agosto. “Abbiamo arrestato 22 sospetti, di cui 11 a Tizi Ouzou. La giustizia farà il suo dovere”, era stato allora aggiunto.

In tale quadro, Algeri sostiene che MAK riceva il sostegno del Marocco e del “suo alleato, l’entità sionista”, con riferimento a Israele. Questo è stato uno dei motivi che ha spinto il Paese Nord-africano a recidere i rapporti con il vicino Regno marocchino, il 24 agosto scorso. Già il 18 luglio, il Ministero degli Esteri algerino aveva annunciato di aver richiamato in patria, per consultazioni, il suo ambasciatore a Rabat e aveva accennato a possibili ulteriori misure. La mossa era stata collegata alle dichiarazioni del rappresentante permanente del Marocco alle Nazioni Unite, Omar Hilale, proprio in merito al diritto all’autodeterminazione della regione della Cabilia. Parlando durante una riunione dell’ONU, il 15 luglio, il diplomatico aveva attirato l’attenzione dei funzionari di Algeri dichiarando il suo sostegno “all’autodeterminazione delle persone che vivono nella regione della Cabilia”, e affermando che l’Algeria non dovrebbe negare questo diritto al popolo cabilo, mentre sostiene l’autodeterminazione per il Sahara occidentale. Il Ministero degli Esteri algerino algerino aveva descritto le osservazioni di Hilale di “estrema gravità”. 

Oltre a MAK, le autorità algerine continuano a guardare con sospetto anche al movimento pro-democrazia “Hirak”. Questo, iniziato il 22 febbraio 2019, è riuscito ad abbattere il regime dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika, chiedendo, con mezzi pacifici, l’avvio di riforme politiche strutturali. Secondo il Comitato per la difesa dei prigionieri di coscienza, sono stati circa 300 gli algerini del movimento Hirak arrestati fino a inizio luglio 2021 in 36 diverse province, alcuni dei quali condannati a pene detentive con accuse di “assembramento e incitamento all’assembramento”, oltre che di compromissione dell’unità nazionale e oltraggio a pubblico ufficiale. Fino a luglio scorso, a seguito delle successive grazie concesse dal presidente Tebboune, il numero di attivisti ancora detenuti ammontava a circa 140. 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.