Russia-Armenia: Putin incontra Pashinyan a Mosca

Pubblicato il 13 ottobre 2021 alle 18:23 in Armenia Russia

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Mentre la Russia e l’Armenia hanno tenuto, il 12 ottobre, un vertice di alto livello per discutere del Nagorno-Karabakh, il Gruppo di Minsk ha annunciato l’avvio di una stretta cooperazione tra Armenia, Azerbaigian, Russia, Stati Uniti e Francia per concordare un trattato di pace a lungo termine sulla regione contesa.

Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha accolto al Cremlino, la sera di martedì 12 ottobre, il primo ministro armeno, Nikol Pashinyan. Sul tavolo dei negoziati, la normalizzazione della situazione nel Nagorno-Karabakh e il prossimo vertice della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), che si terrà il 15 ottobre a Minsk.

A margine del bilaterale, il premier armeno ha scritto un post su Twitter, riportato dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti, in cui ha valutato positivamente il vertice con il Paese alleato: “L’incontro è stato molto produttivo. Abbiamo discusso sia dell’agenda bilaterale sia della situazione nella regione”. Discutendo del conflitto nel Nagorno-Karabakh, che ha coinvolto Armenia e Azerbaigian nell’autunno 2020, Pashinyan ha ribadito che la crisi non può essere ancora definita “risolta”. “Nella regione non si può ancora parlare di stabilizzazione completa della situazione”, ha rivelato il premier di Erevan, sottolineando il ruolo chiave svolto dalla Russia nel processo dii risoluzione, essendo anch’essa firmataria dell’accordo di pace del 9 novembre 2020.

In tale quadro, è importante ricordare che, nel mese di settembre, Pashinyan aveva già dichiarato che il conflitto nella Repubblica dell’Artsakh non poteva ancora definirsi risolto, ribadendo che lo status della regione contesa sarebbe dovuto essere chiarito sulla base del principio di autodeterminazione delle regioni. Qualche settimana dopo, il 25 settembre, i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian, rispettivamente Ararat Mirzoyan e Jeyhun Bayramov, hanno tenuto il primo incontro di persona dal novembre 2020. Successivamente, il primo ottobre, le autorità di Erevan hanno annunciato la loro disponibilità ad avviare i colloqui e i lavori per delimitare il confine con l’Azerbaigian.

Nel corso dei negoziati del 12 ottobre, Pashinyan ha poi ricordato che quello del 12 ottobre rappresenta il quarto incontro di persona con Putin. Pertanto, ha continuato il premier armeno, la frequenza dei bilaterali di Erevan e Mosca non fanno altro che dimostrare quanto siano “strategiche” le relazioni dell’asse, nonché l’alto grado di “comprensione reciproca” del dinamismo dei legami.

Intanto, l’ambasciatrice francese in Armenia, Anne Luyo, ha annunciato, la sera di martedì 12 ottobre, che i Paesi co-presidenti del Gruppo di Minsk dell’Organizzazione sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), quali Francia, Russia e Stati Uniti, sono in stretto contatto con l’Armenia e l’Azerbaigian per concludere un accordo definitivo sul conflitto nel Nagorno-Karabakh. L’ambasciatrice francese ha assicurato che il Gruppo di Minsk “sta lavorando con i partner russi e americani per finalizzare un accordo a lungo termine sul Karabakh”.

La regione autonoma del Nagorno-Karabakh è contesa da decenni da Erevan e Baku. Gli scontri, scoppiati il 27 settembre 2020, raggiunsero il culmine nel mese di ottobre dello stesso anno. Sulla base del trattato di pace, l’Armenia ha ceduto il controllo sull’area del Nagorno-Karabakh e su tutti i sette distretti limitrofi all’Azerbaigian, i quali, dagli anni 90, erano stati occupati dalle forze armene.

La Repubblica dell’Artsakh ha un’importanza principe perché la sua posizione è strategica per il controllo dei gasdotti e oleodotti che vi transitano e forniscono idrocarburi per il mercato russo e turco. È anche importante ricordare che, sullo sfondo delle rivendicazioni territoriali azero-armene, un ruolo cruciale è da associare agli interessi della Turchia, che ha sostenuto militarmente l’Azerbaijan, e della Russia, alleata dell’Armenia.

In tale quadro, è importante sottolineare che il Gruppo di Minsk, istituito nel 1992 dalla Conferenza sulla Sicurezza e Cooperazione in Europa, è composto da Germania, Turchia, Bielorussia, Svezia, Finlandia ed è guidato dalla co-presidenza di Francia, Russia e Stati Uniti. Il format, dal 1995, opera con lo scopo di favorire una soluzione diplomatica al conflitto tra Armenia e Azerbaijan, anch’essi membri del Gruppo.

 

di Redazione

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