Paesi Bassi: arrestato 22enne che preparava attentato contro il premier Rutte

Pubblicato il 13 ottobre 2021 alle 17:37 in Europa Paesi Bassi

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La polizia olandese ha arrestato un 22enne di Amsterdam per aver pianificato un attentato contro il primo ministro uscente, Mark Rutte. La notizia è stata diffusa oggi, mercoledì 13 ottobre, dalla stampa locale, tra cui il quotidiano, in lingua inglese, “NL Times”, ma si riferisce a fatti avvenuti questa estate. L’uomo arrestato, Yavuz O., di cui è stato appositamente nascosto il cognome, aveva pubblicato su alcuni canali Telegram una serie di messaggi in cui chiedeva dove acquistare armi e in cui cercava dei complici. In uno dei post, aveva diffuso una foto di Rutte con il re Guglielmo Alessandro, scrivendo che “grazie a loro, i Paesi Bassi sono in rovina”. 

Nei messaggi in cui tentava di reclutare complici, il 22enne chiedeva di trovare “combattenti innanzitutto, non gente qualunque, ma persone serie che vogliono fare qualcosa”. “Non sono alla ricerca di manifestanti, ma di rivoluzionari. Tiratori/picchiatori/armati/violenti. Tutto è permesso”, aveva specificato e, in un altro gruppo Telegram, aveva scritto: “Avete quello che serve per sparare a tutti? Da un’auto, aprendo il finestrino, la pistola fuori, e si spara”.

Secondo quanto riferito dai media, Yavuz era attivo, tra gli altri, soprattutto sul canale “De Bataafse Republiek”, ovvero “La Repubblica Batava”. Il gruppo è stato fondato da noti teorici della cospirazione, tra cui Micha Kat, Joost Knevel e Wouter Raatgever. È stato dichiarato chiuso dalla magistratura pochi giorni fa a causa di messaggi provocatori e pericolosi diffusi tra i suoi membri. Il 22enne dovrebbe comparire davanti al tribunale dell’Aia la prossima settimana per un’udienza pro-forma. È accusato di minacce, istigazione a scopo terroristico e preparazione di un attacco a più di un politico, incluso il primo ministro.

Il mese scorso, la polizia ha rafforzato la sicurezza di Rutte dopo movimenti sospetti intorno alla sua persona da parte di individui ritenuti collegati a bande di droga e organizzazioni criminali. Sembra che il premier fosse stato preso di mira per presunto rapimento o omicidio. Non è chiaro se la decisione di aumentare la sua sicurezza sia correlata all’arresto di Yavuz.

È ormai noto che la criminalità organizzata possiede un punto d’appoggio nei Paesi Bassi. Il Paese è un hub per i traffici di droga, soprattutto di cocaina, che arrivano dal Sud America all’Europa. La nazione, però, è anche un centro per la produzione illegale di anfetamine e metanfetamine. Negli ultimi anni, le autorità hanno attribuito a gruppi criminali l’organizzazione di due omicidi di alto profilo. Il più recente è l’uccisione fatale del giornalista Peter R. de Vries. La domanda però è se anche il primo ministro sia un bersaglio dei gangster. Su questo le opinioni sono discordanti. “Gli olandesi hanno perso la loro ingenuità contro la criminalità organizzata dopo l’uccisione di Peter R. de Vries”, ha affermato Michel Oz, un ufficiale di polizia e rappresentante dell’Associazione di polizia olandese, specificando che le minacce contro il primo ministro mostrano che i gruppi criminali organizzati “vogliono far vedere di essere al di sopra della legge”. Altri affermano, tuttavia, che, sebbene le bande di trafficanti di droga siano diventate più disposte ad attaccare estranei, le vittime sono per lo più persone che vedono come minacce dirette alle loro operazioni come giornalisti o avvocati, non politici. Damian Zaitch, professore di criminologia all’Università di Utrecht, che ha condotto ricerche approfondite sul traffico di droga nei Paesi Bassi, ha affermato che le bande hanno poco da guadagnare prendendo di mira il primo ministro. “C’è più violenza da parte dei trafficanti di droga, che prima si uccidevano a vicenda e ora raggiungono i circoli esterni: famiglie, avvocati”, ha detto Zaitch.

Al di là degli scenari possibili, ciò che è chiaro è che l’escalation di violenza legata al traffico di droga nei Paesi Bassi sia fonte di crescente preoccupazione per le autorità. Il governo di Rutte ha dichiarato, a settembre, che dedicherà ulteriori 430 milioni di euro, nel prossimo anno, nella lotta alla criminalità organizzata. Nonostante ciò che si possa pensare, però, il tasso di omicidi nei Paesi Bassi, pari allo 0,6 per 100.000 persone, rimane molto al di sotto della media dei Paesi più sviluppati ed è in linea con gli altri Stati europei. “Gli omicidi altamente pubblicizzati rendono la situazione spettacolare”, ha affermato Dina Siegel-Rozenblit, professoressa di criminologia all’Università di Utrecht. “Ma non siamo in un narco-stato, nonostante ciò che alcuni nei Paesi Bassi amano dire”, ha chiarito. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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