Libia, economia: tra progressi e avvertimenti

Pubblicato il 13 ottobre 2021 alle 6:38 in Africa Libia

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La Banca Mondiale ha riferito che l’economia libica ha assistito a sviluppi positivi nell’ultimo anno, risultati da una apparente stabilità della produzione petrolifera e una ripresa delle attività economiche. Tuttavia, le famiglie devono ancora far fronte a insicurezza alimentare, povertà e servizi pubblici carenti. Inoltre, le difficoltà legate all’organizzazione delle elezioni di dicembre 2021 fanno temere un deterioramento del quadro politico e di sicurezza, il che rischia di minare i progressi raggiunti sinora nel percorso di pace.

Le osservazioni della Banca Mondiale sono state riportate nella sua ultima relazione di ottobre, in cui viene evidenziato come il 2021 sia un anno decisivo per il Paese Nord-africano. A livello politico e militare, il 23 ottobre 2020, è stato siglato un accordo di cessate il fuoco che ha posto fine alle tensioni sul campo e dato nuovo slancio al percorso di transizione democratica. A livello economico, vi sono stati segnali incoraggianti, primo fra tutti la ripresa della produzione petrolifera. Dopo un anno, il 2020, segnato da frequenti interruzioni e una grave contrazione del settore degli idrocarburi, nella prima metà del 2021, la produzione di petrolio è stata in media di 1,2 milioni di barili al giorno (mb/g), in crescita rispetto a una media di 0,3 mb/g nei primi 9 mesi del 2020 e di 0,9 mb/g nel quarto trimestre dello scorso anno. Pertanto, riferisce la Banca mondiale, la produzione di petrolio è tornata ai livelli del 2019, in un momento in cui la svalutazione della valuta registrata a gennaio 2021 ha in gran parte rimosso l’ampio e crescente divario tra mercato nero e tassi ufficiali. La svalutazione, inoltre, ha ridotto i costi di finanziamento degli stipendi, dei beni e dei servizi del settore pubblico, utilizzando i proventi del petrolio denominati in dollari.

Secondo l’istituzione internazionale, la Libia potrebbe registrare un tasso di crescita del Prodotto interno lordo (PIL) del 78,2% a fine 2021, se la produzione petrolifera rimarrà tale. Al contempo, si prevede che i saldi commerciali e delle partite correnti registreranno avanzi a due cifre in percentuale del PIL. Anche il saldo fiscale potrebbe registrare un avanzo, dato il forte rimbalzo della produzione e delle esportazioni di petrolio e in seguito alla svalutazione della valuta.

Tuttavia, affinché ciò si concretizzi bisognerà dapprima tenere elezioni entro la data prestabilita, passare per l’unificazione delle istituzioni statali del Paese e unificare le politiche fiscali e di bilancio e, in particolare, la legge di bilancio. A tal proposito, è stato evidenziato come il progetto di bilancio unificato, il primo dal 2014, sia stato elaborato, modificato e più volte presentato in Parlamento dal governo di unità nazionale, ma la Camera dei Rappresentanti, con sede a Tobruk, l’ha più volte respinto. Approvare l’intero bilancio unificato è, però, essenziale per portare avanti i progetti pianificati e rispondere alle esigenze della popolazione, riguardanti, in particolare, elettricità, salute, infrastrutture e risorse alimentari.

Nel frattempo, sottolinea il rapporto, la crisi di liquidità persiste, anche se con qualche miglioramento nel 2021. A causa del conflitto e del conseguente calo della fiducia nel settore bancario, i libici hanno preferito detenere liquidità al di fuori delle banche. Ciò ha comportato quasi un raddoppio della valuta al di fuori del sistema bancario. Ad ogni modo, i dati di un sondaggio di aprile 2021 rivelano alcuni miglioramenti nell’accesso al contante in Occidente. in particolare, il 43% delle famiglie intervistate ha riferito di essere in grado di prelevare contanti sufficienti per soddisfare le proprie esigenze. A novembre 2020, la percentuale era pari al 12%.

Parallelamente, il settore sanitario è caratterizzato da strutture ancora fragili o inaccessibili, che risentono dei danni provocati da dieci anni di guerra, il che non consente alla popolazione di accedere alle cure necessarie né tantomeno di far fronte in modo adeguato alla pandemia di Covid-19. A fine agosto, il 15% della popolazione libica risultava essere vaccinato, e solo l’1% completamente, il che potrebbe ritardare la ripresa dell’attività economica dalle conseguenze della crisi pandemica.

Infine, un’indagine del World Food Programme (WFP) di aprile ha rivelato che più di metà delle famiglie libiche ha dichiarato di non riuscire a coprire le spese di base con il reddito percepito. Mentre i prezzi dei beni di prima necessità sono rimasti stabili nel 2021, il prezzo del Minimum Expenditure Basket, a maggio 2021, è stato di 12,3 punti percentuali in più rispetto a marzo 2020. L’aumento dei costi alimentari, avverte la Banca Mondiale, potrebbe avere un forte impatto sulle famiglie più vulnerabili, con il rischio di un incremento di povertà e fame. Secondo un sondaggio del WFP, di aprile 2021, il 14% dei libici non consuma risorse alimentari in modo adeguato, e il tasso di insicurezza alimentare più elevato, pari al 19%, è stato registrato nelle regioni meridionali.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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