L’Esercito del Kuwait apre le porte alle donne

Pubblicato il 13 ottobre 2021 alle 15:53 in Kuwait Medio Oriente

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Il Ministero della Difesa del Kuwait ha annunciato, il 12 ottobre, che d’ora in poi, per la prima volta nella storia del Paese, le donne potranno arruolarsi nell’Esercito, anche in qualità di ufficiali e partecipare a missioni di combattimento.

La notizia è stata diffusa attraverso una nota delle forze armate dell’emirato, in cui viene specificato che il ministro della Difesa kuwaitiano, Hamad Jaber al-Sabah, ha stabilito di consentire alle donne di registrarsi per prestare servizio militare, in qualità di “ufficiali specializzati, sottoufficiali” o di membri dei “servizi medici e di supporto militare”. “È giunto il momento di dare alle donne la possibilità di entrare a far parte dell’Esercito kuwaitiano insieme ai propri fratelli”, sono state le parole del ministro al-Sabah, riportate dalle fonti locali. Al-Sabah si è detto fiducioso della capacità e volontà delle donne kuwaitiane di far fronte alle difficoltà e di contribuire a salvaguardare gli interessi del Paese e la sua sicurezza e stabilità.

Secondo fonti consultate dal quotidiano al-Arab, le prime 100-150 cittadine sono in attesa di essere accettate al corso per ufficiali e sottoufficiali. Queste, a detta delle medesime fonti, saranno poi chiamate a prestare servizio, almeno in un primo momento, nei dipartimenti di supporto del Ministero della Difesa, tra cui anche quello riguardante l’assistenza medica.

Stando a quanto riporta al-Arab, l’annuncio del 12 ottobre non è stato ben accolto da esponenti politici filo-islamisti. Un deputato, Ahmad Motee, ha affermato di respingere con forza la decisione del ministro della Difesa, in quanto non in linea con la legge islamica, tuttora una delle principali fonti della legislazione del Paese, “in cui viene tenuto conto della natura delle donne”. “Oggi, le donne possono entrare nell’esercito e domani la loro coscrizione sarà obbligatoria, come gli uomini”, ha dichiarato il deputato. Un altro membro del Parlamento, Fayez al-Jumuhur, ha commentato chiedendo: “Dov’è il rispetto per la peculiarità delle donne kuwaitiane?”, e ancora: “Che bisogno c’è di avere donne nell’esercito?”. “Una decisione senza successo, che è una sorta di occidentalizzazione della società conservatrice kuwaitiana. Il ministro della Difesa dovrebbe rivedere la decisione e presenterò una legge che impedisca alle donne di entrare nell’esercito”, ha poi affermato al-Jumuhur.

Con la decisione del 12 ottobre, il Kuwait si è unito a una serie di Paesi del Golfo, come l’Arabia Saudita e il Qatar, tra i primi a consentire alle donne di unirsi alle proprie forze armate. A tal proposito, lo Stato Maggiore saudita ha organizzato, all’inizio di settembre scorso, una cerimonia di laurea per il primo gruppo di donne dell’esercito del Regno, in concomitanza con l’inaugurazione del primo centro di formazione. In Qatar, la legge che consente alle donne di arruolarsi nell’esercito su base volontaria risale al 5 aprile 2018. Tuttavia, è il Bahrein a detenere il primato tra i Paesi del Golfo, in quanto l’esercito ha aperto le porte alle donne da circa trenta anni. Qui, la maggior parte delle donne lavora nell’amministrazione e nei servizi medici e sanitari, ma, nel corso del tempo, è stato consentito l’accesso a un numero di ambiti militari sempre maggiore, fino a giungere all’aeronautica.

In Kuwait, nel 2018, il defunto ministro della Difesa kuwaitiano, Sheikh Nasser al-Sabah, si era detto disposto a consentire la partecipazione delle donne nell’esercito, dopo averle incluse nel Ministero degli Interni e nella guardia dell’Assemblea nazionale. Poi, nel mese di settembre scorso, il vicecapo di stato maggiore dell’Autorità per la forza lavoro, il maggiore generale Khaled al-Kandari, aveva riferito che erano in corso valutazioni su tale dossier. Risale al 2001, invece, l’approvazione di un progetto per la formazione di una polizia femminile, con il primo gruppo che ha iniziato a lavorare nel 2007. Secondo i rapporti locali, nel 2019, il numero di donne membri del personale di polizia ha raggiunto quota 652. La cifra include ufficiali, sottufficiali e impiegate in vari settori del Ministero della sicurezza.

Tuttavia, negli ultimi anni, il ruolo delle donne in Kuwait è stato limitato perlopiù a professioni civili. Risale al 2005 l’acquisizione del diritto di voto, anno in cui è stato consentito alla componente femminile kuwaitiana di svolgere un ruolo maggiore all’interno sia del governo sia del Parlamento. Tuttavia, ad oggi, non vi sono deputate donne nell’organismo legislativo. In tale quadro, è del mese di gennaio scorso la notizia relativa all’aumento dei tassi di criminalità contro le donne, causati soprattutto da controversie familiari e dai tentativi dei fratelli o dei mariti di imporre determinate regole e un certo stile di vita alle donne del nucleo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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