La Russia definisce “provocatorie” le manovre statunitensi vicino al suo confine

Pubblicato il 13 ottobre 2021 alle 11:57 in NATO Russia USA e Canada

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L’Ambasciata della Federazione Russa in Lituania ha definito “provocatorio”, mercoledì 13 ottobre, il volo di una coppia di bombardieri statunitensi nei pressi dei confini Occidentali del Paese.

A riferire le dichiarazioni della missione diplomatica russa, il medesimo mercoledì, è stata l’agenzia di stampa statale TASS. Secondo quanto reso noto, il giorno precedente, due bombardieri statunitensi B-1B Lancer sono decollati da un aeroporto militare in Gran Bretagna, dirigendosi verso il Paese Baltico, per poi giungere nei pressi dei confini del Paese. Di conseguenza, l’Ambasciata russa ha condannato tali azioni, attraverso un post su Twitter, sottolineando che tali bombardieri rappresentano una minaccia per il Cremlino poiché sono concepiti per trasportare armi nucleari. “Si tratta di una provocazione diretta contro la sicurezza del nostro Paese”, ha scritto la missione diplomatica. Secondo Mosca, le attività di questa tipologia perpetrate da Stati Uniti e dai suoi alleati “non contribuiscono alla stabilità nella regione baltica e, in generale, in Europa”.

Tali sviluppi giungono un giorno dopo i colloqui di Mosca e Washington sulla stabilità strategica, svoltisi alla presenza del viceministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergei Ryabkov, e della sottosegretaria di Stato per gli Affari Politici degli Stati Uniti, Victoria Nuland, giunta nella capitale russa, l’11 ottobre. Durante il bilaterale sono state affrontate numerose questioni, come la situazione in Afghanistan, l’impossibilità di ospitare truppe USA presso le basi militari russe in Asia Centrale e il pericolo che Mosca vede nella nuova alleanza militare trilaterale AUKUS, che lega Australi, UK e Stati Uniti. Ryabkov ha definito “utile e aperto” lo scambio di opinioni con la collega statunitense, sebbene le parti siano rimaste ferme sulle proprie posizioni, che differiscono su più fronti. È per tale ragione che le consultazioni a tale livello proseguiranno attraverso altri incontri, dove sarà affrontata anche la questione legata ai visti diplomatici. “Non posso dire che abbiamo fatto grandi progressi”, ha riportato l’agenzia di stampa russa Interfax, citando Ryabkov, che ha poi aggiunto: “C’è il rischio di un ulteriore inasprimento delle tensioni“.

Per quanto riguarda le attività aeree statunitensi e della NATO nei pressi dei confini della Russia, anche il 26 settembre il Distretto militare Orientale di Mosca ha ordinato il decollo di tre caccia Su-35S, i quali sono stati portati in volo per scortare il bombardiere strategico degli USA lontano dai confini della Federazione, dopo che il velivolo si era avvicinato alla frontiera nei pressi dell’Oceano Pacifico. Le attività di aerei stranieri e della NATO nei pressi della frontiera russa, nell’ultimo periodo, sono fortemente incrementate. Nello specifico, il 9 luglio, il quotidiano militare russo Krasnaya Zvezda ha reso noto che, da lunedì 5 a venerdì 9 luglio, i sistemi radar della Federazione hanno intercettato un totale di 51 aerei stranieri svolgere esercitazioni nei pressi dei confini del Paese, tra questi vi erano 46 aerei da ricognizione e 5 droni. Non è la prima volta che le autorità russe pongono l’accento sull’aumento delle esercitazioni militari della NATO nei pressi della Russia. In precedenza, il 25 marzo, il capo della Commissione per la Difesa e la Sicurezza del Consiglio della Federazione (CF), il colonnello Viktor Bondarev, aveva dichiarato che, nel 2021, il numero di voli di ricognizione della NATO vicino al confine di Stato russo era incrementato di oltre il 30%.

Da parte loro, gli Stati Uniti ritengono che tali esercitazioni mirino a dimostrare alle Forze Armate russe la “capacità di poter eseguire continuamente missioni di volo e di agire prontamente a sostegno di alleati e partner”. In particolare, gli USA e la NATO hanno più volte espresso preoccupazione per la crescente capacità militare della Russia, e temono il potenziamento dei contingenti di Mosca e la sua “propensione a invadere la sovranità di altri Paesi”, in riferimento all’annessione della Crimea, avvenuta il 16 marzo 2014. Per tale motivo, il maggior coinvolgimento della NATO viene legittimato alla luce delle azioni della Russia. Al contrario, per Mosca, il dispiegamento di contingenti NATO vicino i propri confini viene interpretato come una minaccia per la sicurezza della nazione. Secondo il Ministero della Difesa russo, aerei e navi statunitensi si avvicinano regolarmente ai propri confini, talvolta simulando attacchi missilistici.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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