Cile: scontri tra forze di sicurezza e indigeni Mapuche, dichiarato lo stato di emergenza

Pubblicato il 13 ottobre 2021 alle 11:07 in America Latina Cile

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Il presidente del Cile, Sebastián Piñera, ha annunciato lo stato di emergenza e dispiegato l’esercito in due regioni meridionali del Paese, dove sono scoppiati scontri tra gli indigeni Mapuche, che chiedono l’audeterminazione e la proprietà delle terre, e le forze di sicurezza. “Abbiamo deciso di istituire lo stato di emergenza in quattro province delle regioni meridionali di Biobio e Araucania e di dispiegare le truppe per aiutare a controllare il grave turbamento dell’ordine pubblico in quelle aree”, ha detto il capo di Stato in un discorso rivolto alla nazione. Le dichiarazioni sono state rilasciate, martedì 12 ottobre, nel Dia de La Raza, precedentemente noto come Columbus Day, una controversa festa nazionale per celebrare la scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo. Si tratta di una ricorrenza infelice per gran parte dei popoli indigeni del continente americano, a causa della colonizzazione che ne seguì.

Piñera, 71 anni, ha affermato che le quattro province in questione hanno assistito a “ripetuti atti di violenza legati al traffico di droga, al terrorismo e alla criminalità organizzata commessi da gruppi armati”. Secondo quanto riferito dalla presidenza, sia civili innocenti sia agenti di polizia sono rimasti uccisi nelle violenze. Lo stato di emergenza, previsto inizialmente per due settimane, interessa le province di Biobio e Arauco, nella regione del Biobio, e quelle di Malleco e Cautin, in Araucania.

Nella giornata di domenica 10 ottobre, durante scontri nella capitale, Santiago, tra forze di sicurezza e manifestanti in marcia per l’autonomia dei Mapuche, una persona è stata uccisa e 17 sono rimaste ferite. La corrispondente di Al Jazeera, Lucia Newman, riferendo dalla città, ha affermato che i gruppi armati indigeni “sono diventati più audaci” negli ultimi mesi, e stanno commettendo “atti di incendio doloso, sabotaggio e occupazione di terreni”. “Il presidente è stato sottoposto a tremende pressioni da parte dei conservatori all’interno del suo stesso partito e da parte di altri gruppi della società civile, inclusi i camionisti, per dichiarare l’assedio in Araucania”, ha osservato Newman, specificando che fino ad ora Piñera aveva deciso di astenersi dal prendere misure simili. La giornalista di Al Jazeera ha specificato che il conflitto nella regione di Araucania si sta intensificando e ha chiarito che per molti lo Stato cileno avrebbe effettivamente perso il controllo di gran parte di quella regione.

“Oggi viviamo in una situazione molto complessa in cui la polizia è sopraffatta da gruppi dotati di armi di grosso calibro”, ha dichiarato alla CNN Cile Luciano Rivas, il governatore dell’Araucania, approvando lo schieramento delle truppe. Rivas ha sottolineato che l’area sta assistendo ad “una crisi di sicurezza molto profonda”.

D’altro canto, l’analista politica Lucia Dammert, in un’intervista all’agenzia di stampa Agence France Presse, ha criticato la decisione di Piñera, specificando che il dispiegamento rischia di aggravare il conflitto e di portare ad “un’escalation della violenza”. “Il governo non è stato ancora in grado di generare una politica efficace ed equa per risolvere i problemi che esistono in Araucania”, ha affermato Dammert, professoressa all’Università di Santiago.

I Mapuche sono il più grande gruppo indigeno del Cile, con 1,7 milioni di abitanti sui 19 milioni che vivono nel Paese (circa il 12% della popolazione). Risiedono principalmente nelle regioni meridionali e i loro leader rivendicano la proprietà di terreni attualmente in mano ad aziende agricole. La mancanza di una soluzione alle richieste dei mapuche ha spinto i gruppi radicali a compiere centinaia di attacchi contro veicoli e abitazioni private nell’ultimo decennio. Storicamente, i Mapuche hanno rappresentato la fascia più povera e discriminata della società cilena. Il Cile è uno dei pochi Paesi al mondo la cui costituzione non riconosce i suoi popoli indigeni. Il conflitto con le autorità statali è in corso ormai da anni, ma negli ultimi mesi i gruppi mapuche più radicali hanno incrementato i loro attacchi. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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