Nigeria: sventato uno sciopero nazionale del trasporto petrolifero

Pubblicato il 12 ottobre 2021 alle 12:15 in Africa Nigeria

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I conducenti addetti al trasporto del petrolio nigeriano hanno sospeso uno sciopero nazionale, che doveva iniziare lunedì 11 ottobre, affermando che daranno una possibilità ai negoziati. 

Il sindacato nazionale dei lavoratori nel settore del petrolio e del gas naturale (noto con l’acronimo in inglese NUPENG) aveva chiesto lo sciopero per protestare contro il cattivo stato delle strade del Paese, affermando che tale situazione mette in pericolo la vita degli automobilisti. La compagnia petrolifera statale, la Nigeria National Petroleum Corporation (NNPC) aveva avvertito che tale protesta avrebbe potuto causare un’interruzione delle forniture di carburante, con gravi conseguenze per il Paese. Il sindacato ha quindi accettato di annullare lo sciopero dopo aver raggiunto un accordo con la NNPC, il 10 ottobre. Una riunione di follow-up è stata fissata per il 12 ottobre. 

“La sospensione della nostra azione pianificata si basa sulla nostra convinzione che l’intesa raggiunta con il governo oggi e nella riunione di martedì 12 ottobre 2021 sarà soddisfatta alle lettere”, ha affermato NUPENG in una dichiarazione firmata dal suo presidente e segretario generale. Questi non hanno fornito ulteriori dettagli. Tayo Aboyeji, leader sindacale per la regione Sud-occidentale, ha rifiutato di commentare ulteriormente gli eventi, quando è stato contattato dall’agenzia di stampa Reuters.

La NNPC in precedenza aveva affermato di essere disposta a fornire finanziamenti per la costruzione di alcune strade, anche se le opere pubbliche non rientrerebbero tra le sue competenze. L’azienda non ha specificato quanti fondi avrebbe messo a disposizione. “Qualsiasi interruzione nella distribuzione di prodotti petroliferi in diverse parti della Nigeria influirà negativamente sull’attività della NNPC e metterà in pericolo la sicurezza energetica”, ha affermato la compagnia.

La Nigeria, un Paese di 210 milioni di abitanti, è il primo produttore di petrolio dell’Africa, ma il settore è stato interessato da continui scandali relativi a corruzione e bassa produttività. Inoltre, le stesse infrastrutture sono fatiscenti dopo 60 anni di attività e, nel complesso, il Paese non riesce ad attirare investimenti nonostante le enormi riserve. Il primo luglio del 2021, è stato approvato il Petroleum Industry Bill (PIB), una legge attesa dal 2008, che mira, tra le altre cose, ad attirare nuovi investimenti stranieri, ma anche a ridistribuire i proventi di questa industria.

Il petrolio fu scoperto nel Paese nel 1956. Nel decennio successivo, l’esplorazione fu aperta alle compagnie straniere e da allora, con alcune eccezioni dovute a circostanze economiche, l’industria petrolifera nigeriana crebbe costantemente fino a diventare un grande contributo al mercato internazionale. Nel 1977 fu fondata la Nigerian National Petroleum Company. L’obiettivo della società statale è quello di regolare e partecipare attivamente nel business petrolifero del Paese.

Secondo il Nigerian Bureau of Statistics, nel 2020 gli introiti delle aziende petrolifere hanno finanziato oltre il 70% del bilancio statale, rendendolo il settore principale dell’economia nigeriana. Secondo i dati di Statista, la Nigeria è il principale produttore di petrolio dell’Africa, con 18 oleodotti in funzione e una produzione media giornaliera di oltre 2 milioni di barili nel 2019, la Nigeria si è attestata come undicesimo produttore mondiale. L’industria petrolifera rappresenta circa il 9% del PIL della Nigeria e oltre il 90% di tutto il valore delle esportazioni. Inoltre, il settore ha creato più di 65.000 posti di lavoro nel Paese. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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