Italia: summit speciale del G20 sull’Afghanistan

Pubblicato il 12 ottobre 2021 alle 9:12 in Afghanistan Italia

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Il 12 ottobre, l’Italia ospita un vertice speciale del G20 sull’Afghanistan, presieduto dal primo ministro, Mario Draghi. Qual è l’agenda e quali le principali posizioni dei Paesi che partecipano al summit. 

L’incontro è in formato virtuale e inizia alle 13, ora italiana. Tra i temi da discutere ci sono le esigenze umanitarie del Paese, le minacce alla sicurezza e il passaggio sicuro all’estero per migliaia di cittadini afghani che non sono riusciti ad evacuare prima del 31 agosto, data del ritiro definitivo delle truppe straniere. “Fornire sostegno umanitario è urgente per i gruppi più vulnerabili, in particolare donne e bambini, con l’arrivo dell’inverno”, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters un funzionario a conoscenza dell’agenda del G20. L’incontro sull’Afghanistan è stato fissato a meno di tre settimane dal vertice formale dei leader del G20 a Roma, che si terrà dal 30 al 31 ottobre, e che si concentrerà sui cambiamenti climatici, la ripresa economica globale, la lotta alla malnutrizione e la pandemia di COVID-19.

Per quanto riguarda i partecipanti al vertice sull’Afghanistan, dovrebbe essere presente anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. La sua partecipazione sottolinea il ruolo centrale delle Nazioni Unite nell’affrontare questa particolare crisi, poiché molti Paesi non vogliono stabilire rapporti diretti con i talebani. A tale proposito, non è prevista una discussione sul tema del riconoscimento del governo di Kabul. Per il momento, l’argomento rimane ancora difficile da negoziare e nessun governo ha fatto mosse in tale direzione, nonostante alcuni di questi abbiano segnalato una possibile apertura. L’Italia, che detiene la presidenza di turno del G20, dovrà mediare le opinioni divergenti all’interno del gruppo dei 20 Paesi su come affrontare la situazione in Afghanistan dopo il ritiro degli Stati Uniti. 

La Cina ha pubblicamente chiesto di mettere fine al congelamento dei fondi afghani, che erano stati accordati al precedente esecutivo, sostenuto dagli Stati Uniti, e che sono stati bloccati al momento della salita al potere dei talebani, il 15 agosto. Non è chiaro se tale questione sarà discussa il 12 ottobre. Dopo l’annuncio del nuovo governo afghano da parte dei talebani, la Cina è uno di quei Paesi che ha affermato che manterrà attive le comunicazioni con le nuove istituzioni ma non si è sbilanciata su un eventuale riconoscimento. Dalla presa di Kabul da parte del gruppo, però, Pechino ha deciso di lasciare aperta la propria ambasciata a Kabul, diversamente da quanto fatto dalla maggior parte degli Stati, esclusi attori quali la Russia e l’Iran. Al contempo, la Cina ha mantenuto attivi i canali di dialogo con i talebani, i quali erano stati ricevuti a Pechino il 28 luglio scorso dal ministro degli Esteri cinese Wang Yi. Tuttavia, è importante specificare che all’incontro del 12 ottobre non parteciperà direttamente, il presidente Xi Jinping. Invece, il suo omologo statunitense, Joe Biden, sarà presente in videoconferenza, come il primo ministro indiano Narendra Modi e i leader europei del G20. Non è chiaro, tuttavia, se il presidente russo Vladimir Putin parteciperà al summit.

Anche la Russia si mantiene su una posizione di “non interferenza” rispetto alla politica interna dell’Afghanistan, ritenendo che temi quali la segregazione femminile o la tutela delle minoranze non debbano minare il rapporto con il Paese. L’inviato speciale della Federazione Russa per l’Afghanistan, Zamir Kabulov, ha annunciato, il 7 ottobre, che Mosca inviterà i rappresentanti dei talebani ai colloqui internazionali sull’Afghanistan, che si terranno presso la capitale russa, il prossimo 20 ottobre. Tali dichiarazioni giungono giorni dopo quanto riferito, il 4 ottobre, dai media russi, nei pressi dell’Ambasciata di Mosca a Kabul. In tale occasione, i talebani avrebbero neutralizzato un totale di cinque militanti dell’affiliata afghana dello Stato Islamico, i quali avevano aperto il fuoco a 100 metri dall’edificio diplomatico. A proposito del rapporto tra le parti in questione, è importante ricordare che, il 13 febbraio 2003, Mosca aveva inserito i talebani nella lista delle organizzazioni terroristiche. Tuttavia, negli ultimi anni, le relazioni tra Mosca e i militanti islamisti afghani sono migliorate. Il Paese ha ospitato i rappresentanti del gruppo nella capitale russa, dove i colloqui più recenti risalgono all’8 e al 9 luglio di quest’anno. Anche a Kabul le parti si sono incontrate più volte e l’ambasciatore russo ha definito “costruttivi” e “positivi” i meeting del 17 agosto.

Al contrario, gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno lanciato numerosi appelli al rispetto dei diritti fondamentali delle donne e delle minoranze, sottolineando che l’esecutivo talebano verrà giudicato per le proprie azioni. Il vertice virtuale arriva due giorni dopo i colloqui tra gli alti funzionari degli Stati Uniti e dei talebani in Qatar, il 9 e 10 ottobre, durante il loro primo incontro faccia a faccia da quando il gruppo ha ripreso il potere in Afghanistan. In tale occasione, lee  parti hanno discusso della fornitura da parte degli Stati Uniti di una “solida assistenza umanitaria” a beneficio diretto del popolo afghano. “Le discussioni sono state sincere e professionali”, ha aggiunto Price, ribadendo che i talebani saranno giudicati dall’amministrazione statunitense solo sulla base delle loro azioni. Da Kabul, il Ministero degli Esteri talebano ha riferito che l’incontro di due giorni con i rappresentanti degli Stati Uniti è andato bene. I talebani hanno “accolto con favore l’offerta statunitense di fornire assistenza umanitaria”, sottolineando che le autorità locali faciliteranno questo processo. Tuttavia, il governo ha specificato che tale supporto “non deve essere collegato a questioni politiche”. I rappresentanti dei talebani hanno anche sottolineato la necessità di compiere sforzi per ripristinare le relazioni diplomatiche e attuare pienamente l’accordo firmato tra le due parti sempre a Doha, il 29 febbraio del 2020. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione