Isole Curili: il Cremlino contesta le dichiarazioni del premier giapponese

Pubblicato il 12 ottobre 2021 alle 18:05 in Giappone Russia

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Il Cremlino ha risposto, martedì 12 ottobre, alle dichiarazioni rilasciate dal primo ministro giapponese, Fumio Kishida, in merito alla sovranità di Tokyo sulle contese Isole Curili, situate tra l’estremità Nord-Orientale dell’Isola giapponese di Hokkaido e della penisola russa di Kamchatka.

A riportare le affermazioni del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il medesimo martedì, è stata l’agenzia di stampa statale russa RIA Novosti. “Si tratta di un territorio della Federazione Russa. Il presidente [Vladimir Putin] si è più volte reso disponibile a proseguire il dialogo con il Giappone, al fine di trovare soluzioni per risolvere la questione spinosa”, ha dichiarato Peskov. Le dichiarazioni del portavoce russo sono giunte a seguito dei commenti che Kishida ha rilasciato, il giorno prima, al Parlamento. Secondo il premier di Tokyo, la sovranità del Paese “si estende alle isole Meridionali del gruppo delle Curili”, altresì note in Giappone come “Territori del Nord”, i quali includono Itrup, Kunashir, Shikotan e Habomai. Intanto, il medesimo martedì, anche il vicepresidente del Consiglio della Federazione, Konstantin Kosachev, ha posto sul tavolo la questione dell’arcipelago conteso. Secondo il funzionario, Mosca e Tokyo possono raggiungere un accordo “partendo dai risultati della seconda guerra mondiale”, che porterebbero a stabilire che la sovranità delle isole “appartiene alla Russia”.

In tale quadro, è importante ricordare che, nell’ultimo periodo, vi sono state varie occasioni in cui la Russia ha tentato di incrementare la propria presenza nell’arcipelago. Nel dettaglio, l’8 agosto, il Ministero della Difesa russo aveva riferito di aver avviato la costruzione di 51 nuove infrastrutture militari nelle isole Curili. Tali edifici si aggiungono alle oltre 30 strutture militari che Mosca ha costruito nell’area, soprattutto nelle isole di Itrup e Kinashir. Altrettanto rilevante è ricordare la recente controversia che ha visto protagonista il primo ministro della Federazione, Mikhail Mishustin, e le autorità giapponesi, quando il premier si era recato in visita ufficiale nelle Isole Curili, il 26 luglio. Il tour delle isole, che ha avuto inizio a Itrup ed è proseguito a Kunashir, Shikotan e Habomai, non era stato accolto positivamente dal Ministero degli Esteri del Giappone, il quale aveva contestato la presenza del premier russo nelle suddette Isole.

Nonostante, nel corso del 2020, i rappresentanti di Russia e Giappone si siano incontrati in più occasioni per raggiungere un compromesso, al momento non è in corso nessuna trattativa. Da parte sua, Mosca ritiene che la firma di un accordo bilaterale non dovrebbe essere focalizzata solo sulla risoluzione della disputa territoriale. L’intesa dovrebbe essere di più ampio respiro per permettere di rilanciare la partnership a più livelli, quali commerciale, culturale, e diplomatico. Dall’altra parte, Tokyo è più concentrata sul contenzioso territoriale.

Un altro aspetto che contribuisce a creare attrito tra le due potenze è l’alleanza militare tra Giappone e Stati Uniti. La Russia vede tale cooperazione come un’alleanza “diretta contro il Cremlino”, come dimostrano le “armi statunitensi” dispiegate sul territorio Asiatico. Nello specifico, la preoccupazione di Mosca non è tanto legata all’alleanza statunitense-giapponese in sé, quanto “ai suoi obiettivi”. Tokyo aveva più volte assicurato a Mosca che non avrebbe mai permesso agli USA di dispiegare armi sul territorio giapponese poiché tale mossa avrebbe rappresentato una “minaccia per la sicurezza delle Russia”. Nonostante ciò, questo è quanto sta accadendo al momento. Inoltre, il fatto che la Casa Bianca definisca il Giappone come il suo “alleato principale”, è un altro fattore che allarma la Federazione.

La disputa tra Russia e Giappone sulla sovranità delle Isole Curili trova le sue origini alla fine del 1855, quando le due parti ratificarono il Trattato di Shimoda. Quest’ultimo assegnava a Tokyo il controllo dei quattro territori più prossimi al Giappone e a Mosca le restanti Isole. Più tardi, con il Trattato di San Pietroburgo del 1875, la Russia rinunciò alla sovranità su Kunashir, Iturup, Shikotan e Habomai in cambio del controllo totale della strategica isola di Sachalin.

La situazione geopolitica, tuttavia, ha subito profondi mutamenti a seguito della Seconda guerra mondiale. Sulla base degli accordi di Jalta, l’URSS si impegnava ad entrare in guerra contro il Giappone. La promessa venne mantenuta e culminò con l’occupazione delle Isole Curili, nello specifico della catena che si estende dall’isola giapponese di Hokkaido alla penisola russa di Kamchatka, a Nord. Tra gli obiettivi, Mosca era intenzionata ad assicurarsi il controllo sugli stretti di fronte alla base navale di Vladivostok sul Pacifico, area chiave per il controllo del Mar del Giappone e del Pacifico Nordoccidentale.

Strategicamente, il controllo delle Isole assicura alla Russia l’accesso all’Oceano Pacifico per la propria flotta di navi da guerra e sottomarini con base a Vladivostok, per la durata di tutto l’anno, poiché lo stretto tra Kunashir e Iturup non gela durante l’inverno. In aggiunta, Mosca ha aperto basi militari nell’arcipelago e ha dispiegato sistemi missilistici sulle Isole. Non da ultimo, la zona è ricca di sorgenti calde, minerali e metalli rari come il renio, il quale viene utilizzato nella produzione di aerei supersonici.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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